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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.04.2026 Scudi umani: la firma immmorale di un regime feroce e disumano e dei suoi alleati, Hamas e soci
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Scudi umani: la firma immmorale di un regime feroce e disumano e dei suoi alleati, Hamas e soci»

Scudi umani: la firma immmorale di un regime feroce e disumano e dei suoi alleati, Hamas e soci


Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
Deborah Fait

 

 

Durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), sono stati ampiamente documentati casi di bambini iraniani mandati al fronte, utilizzati per sminare i campi minati correndovi sopra, facendo esplodere le bombe sepolte con il proprio corpo. Una mina e un bambino che saltava per aria, martire dell'islam e vittima della sua ferocia. Vi erano famiglie che arrivavano ad offrire i loro figli piccoli agli ayatollah per il sacrificio umano. La follia dell'islam, adorare la morte anche dei propri figli. A questi poveri bambini venivano date chiavi di plastica, dipinte d'oro, dicendo loro che, morendo,  avrebbero aperto le porte del paradiso. Terribile, diabolica violazione del diritto alla vita, della civiltà. Ma è noto che per l'islam i bambini e le donne hanno lo stesso valore della carne da macello. Sono esseri da sacrificare come animali alla causa di Allah e del suo profeta Maometto. Dopo aver ammazzato per 47 anni migliaia di giovani, gli ultimi sono stati i 40.000 dell'8 e 9 gennaio scorso, il sentimento demoniaco che anima l'Iran, ha ripetuto l'esperimento degli scudi umani, tanto caro anche a Hamas, mandando i propri cittadini, bambini, studenti, giovani, donne, a radunarsi attorno a centrali, infrastrutture e siti sensibili. Non per proteggerli ma per esserne protetti. Una catena umana trasformata in bersagli viventi, in carne da esibire al mondo. In sfida al nemico: se colpisci ammazzi migliaia di civili, se non colpisci il sistema resta intatto. È un salto ulteriore nel degrado morale del regime. Non è un’eccezione. È un metodo infernale, cinico, bestiale che molti occidentali non solo accettano, addirittura difendono. Sappiamo che i pasdaran hanno collocato basi, lanciamissili e strutture operative all’interno di aree civili, scuole, ospedali, quartieri abitati, proprio per rendere ogni attacco militarmente più costoso e più devastante. Più civili intorno al bersaglio, più morti innocenti da usare per la propaganda.  Eppure l'occidente non condanna, è troppo occupato a insultare Trump e Netanyahu. Questo rende l'Europa complice di uno dei più feroci regimi del mondo, quello dei nazi-islamici iraniani e dei loro alleati assassini, Hezbollah e Hamas. L'Europa che non ha mai detto una parola quando i proxi assassini dell'Iran, facevano saltare autobus, treni, palazzi e, dal primo giorno della sua esistenza, hanno fatto  scorrere il sangue nelle strade di Israele, adesso quella stessa Europa vigliacca e antisemita oggi chiama Trump pagliaccio e Netanyahu nazista. 

Perché, per quale abominevole mistero, le sinistre mondiali stanno sempre dalla parte dei terroristi e odiano a morte le democrazie che si difendono?   

Questa strategia non nasce oggi e non nasce solo a Teheran. È la stessa logica già vista con Hamas e altri gruppi sostenuti dall’Iran. La Jihad islamica e Hamas, a Gaza, hanno operato in aree densamente popolate, vicino a scuole, case e moschee, esponendo i civili al rischio diretto di rappresaglia. Portando i civili, soprattutto i bambini, vicino alle rampe di lancio per farli morire e attribuire le loro morti a Israele. Quando la guerra si combatte dentro le case, sopra gli ospedali, sotto le scuole, il prezzo lo pagano sempre i civili. Questo i terroristi lo sanno perfettamente. La realtà più terrificante è che le vittime accettano questo orrore grazie al lavaggio del cervello fatto di generazione in generazione. Morire per nuocere al Grande e Piccolo Satana, USA e Israele, è motivo d'orgoglio e di onore islamico. 

Tutto questo non si può più chiamare nemmeno propaganda. Si chiama schifo! Si chiama sacrificio umano organizzato, barberie primitiva. E' la linea che separa chi protegge i propri civili, come fa Israele, da chi li trasforma in strumento di guerra, in armi umane, da chi usa la morte di bambini per i propri lerci interessi, da chi ha trasformato intere generazioni di arabi in feroci tagliagole. 

E' stata decisa una tregua di due settimane, dopo si vedrà, dicono. Forse in Israele potremo dormire tranquilli per un po', potremo camminare per strada senza l'incubo dell'allarme missili ma sappiamo che non è finita. Il governo libanese, nonostante le promesse e i soldi ricevuti per disarmare Hezbollah,  non è riuscito a farlo. Lo farà Israele, fino all'ultimo terrorista Del Partito di Dio. Senza Hezbollah, con Hamas ridotto al lumicino, l'Iran semidistrutto forse si riuscirà a creare un Medio Oriente dove vivere in modo normale. Sono troppo ottimista? Per niente, perché il Male non si distrugge facilmente. Mi limito a sperare per poter andare avanti, per chi verrà dopo di me. Per i bambini che, mentre scrivo, sento correre schiamazzando quaggiù in strada, finalmente liberi dalla paura dopo mesi. Per le mie nipoti che oggi, ultimo giorno di Pesach,  sono andate felici e spensierate in spiaggia senza chiedere ai genitori se nelle vicinanze c'era un miklat, un bunker dove correre per salvarsi. Per tutti i bambini di Israele che possono tornare a scuola e abbracciare i loro amici e i loro insegnanti.  


takinut3@gmail.com

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