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israele.net Rassegna Stampa
06.04.2026 Il regime di Teheran sceglie di continuare la guerra, respingendo condizioni che non sono né eccessive né umilianti
Commento di Sever Plocker

Testata: israele.net
Data: 06 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Sever Plocker
Titolo: «Il regime di Teheran sceglie di continuare la guerra, respingendo condizioni che non sono né eccessive né umilianti»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Sever Plocker uscito su Ynetnews dal titolo "Il regime di Teheran sceglie di continuare la guerra, respingendo condizioni che non sono né eccessive né umilianti".

Sever Plocker

 

La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, sostengono leader e opinionisti europei, è “illegale” e pertanto non muoveranno un dito per parteciparvi o sostenerla.

Illegale? È il regime di Teheran che è illegale.

È illegale un regime che ha trucidato a sangue freddo decine di migliaia dei suoi stessi cittadini, scesi in piazza all’inizio di quest’anno per protestare.

È illegale un regime che ha arricchito in segreto centinaia di chilogrammi di uranio per produrre testate e bombe nucleari.

È illegale un regime che fa affidamento su una milizia religiosa armata, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, largamente considerato un’organizzazione terroristica.

È illegale un regime che arma e finanzia una serie di organizzazioni terroriste jihadiste che tengono in ostaggio interi peasi della regione e periodicamente attaccano su ogni confine lo stato ebraico con l’obiettivo di causarne la distruzione.

Ne consegue che è legale qualsiasi azione volta a rovesciare, o almeno a debilitare significativamente, un regime criminale di questo tipo. Se non la definiamo tale, il concetto stesso di diritto universale perde significato, diventa moralmente vuoto.

Ma i leader europei sembrano impassibili. Dal loro punto di vista, che ci pensino altri a togliere le castagne dal fuoco. È un vecchio vizio.

Si consideri questo: più di quattro anni fa, senza alcuna provocazione la Russia ha invaso l’Ucraina, un paese nel cuore dell’Europa, con l’obiettivo di impadronirsene.

Eppure, non si è visto uno solo soldato europeo in prima linea al fianco delle truppe ucraine. I governi si sono limitati ad aiuti finanziari e militari, in misura decrescente.

E l’opinione pubblica, così indignata da altre “guerre illegali”, tentenna molto. Non si vedono proteste di massa nei fine settimana davanti alle ambasciate russe nelle capitali europee.

Non si dimentichi, poi, che  la scelta dell’Europa di evitare un attacco preventivo, ritenuto “illegale”, contro la Germania nazista costò decine di milioni di vite.

L’ideologia fascista si diffuse in gran parte d’Europa, prima e durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1941 dittature fasciste filo-naziste governavano paesi come Italia, Spagna, Romania, Ungheria, Slovacchia, Croazia, Norvegia, Finlandia (con qualche riserva) e la Francia di Vichy. (…)

Oggi, alla dittatura iraniana viene offerta una rara opportunità di accettare le condizioni proposte dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra ed evitare distruzione e morte.

Non si tratta di richieste eccessive o umilianti: rinunciare al materiale nucleare arricchito (per scopi militari) che l’Iran non avrebbe mai nemmeno dovuto sviluppare; fermare la produzione di missili balistici a lungo raggio; cessare di finanziare le organizzazioni terroristiche in tutto il Medio Oriente, concentrandosi invece sulla ricostruzione dell’economia e della società iraniana devastate dai decenni di corsa agli armamenti del regime e dalla guerra che ha provocato.

Si badi che le condizioni poste dagli Stati Uniti non prevedono il perseguimento dei responsabili dell’uccisione degli oppositori del regime, non richiedono elezioni democratiche, non esigono nemmeno la rimozione dalla legislazione iraniana degli appelli “morte all’America” e “morte a Israele”.

Eppure Teheran respinge persino quelle richieste minime e sceglie di continuare a combattere.

Si conferma dunque un regime criminale, e la guerra contro di esso è del tutto legale.

L’eventuale fastidio suscitato dalla persona Donald Trump non dovrebbe annebbiare o distorcere il giudizio morale né di commentatori e opinionisti, né di decisori politici di sani principi.

Questo è il test minimo di correttezza ed equità.


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