Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Cara Deborah, dal momento che il "metodo Hamas" (esporre volontariamente i propri civili alla guerra per poi piangere davanti ai beoti di tutto il mondo) ha dimostrato di funzionare benissimo in Italia, io avrei fatto lo stesso e avrei lasciato entrare il provocatore Pizzaballa e il suo seguito nella zona priva di rifugi del Santo Sepolcro sotto il bombardamento a grappolo iraniano: se disgraziatamente fossero stati colpiti, sarebbe stata per Israele una grande vittoria mediatica. È chiaro però che ciò non accadrà mai, perchè l'etica del governo israeliano, evidentemente di un livello inarrivabile per i media e i governi occidentali, glielo impedisce.
Davide Dana
Caro Davide,
Si, io avrei fatto la stessa cosa. Ma questo lo pensiamo noi comuni mortali stanchi dei soprusi di Pizzaballa nei confronti di Israele. Un paese democratico invece deve comportarsi diversamente. Esattamente come ha fatto. Certo che se li avessero fatti passare e fosse caduto un pezzo di missile come già accaduto avrebbero imparato la lezione ma tutto il mondo avrebbe gridato contro Israele che non protegge i cristiani. Israele, per l'Occidente, per Tajani, come fa sbaglia!