venerdi 03 aprile 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Oggi si festeggia Pesach. Auguri a tutti gli ebrei

Oggi si festeggia Pesach

Ecco il video di auguri di Ciro Principe (clicca sulla foto):

Il Principe Ciro (@CiroPrincipee) • Facebook

 

 

 



Clicca qui






israele.net Rassegna Stampa
03.04.2026 Violando la propria stessa prassi, il Consiglio Onu per i Diritti Umani nomina come esperto contro le sanzioni alle dittature la candidata palestinese che simpatizza per Hamas
Articoli di media israeliani

Testata: israele.net
Data: 03 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Media israeliani
Titolo: «Violando la propria stessa prassi, il Consiglio Onu per i Diritti Umani nomina come esperto contro le sanzioni alle dittature la candidata palestinese che simpatizza per Hamas»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di articoli israeliani "Violando la propria stessa prassi, il Consiglio Onu per i Diritti Umani nomina come esperto contro le sanzioni alle dittature la candidata palestinese che simpatizza per Hamas, giustifica il terrorismo, calunnia Israele e infarcisce di falsità le sue conferenze".

Clicca sulla foto per il video

Lo scorso 31 marzo, al termine della 61esima sessione del Consiglio Onu per i Diritti Umani, l’organismo mondiale composto da 47 Paesi membri ha nominato Zeina Jallad come Relatrice speciale sull'”impatto negativo delle misure coercitive unilaterali” – un incarico dal nome orwelliano, promosso a suo tempo da Iran e Cuba – con il compito di condannare le sanzioni occidentali contro i regimi oppressivi.

Secondo quanto si legge nel suo modulo di candidatura, Zeina Jallad dirige il Centro di Studi sulla Terra Palestinese presso l’Università americana di Beirut e vanta una lunga storia di attivismo anti-israeliano.

Fra l’altro, ha esplicitamente difeso Hamas dopo il massacro del 7 ottobre.

Sebbene il Comitato di selezione, composto da 5 Paesi, avesse raccomandato un altro nome come prima scelta, adottando una pratica anomala il presidente del Consiglio Onu per i Diritti Umani, l’ambasciatore indonesiano Sidharto Suryodipuro, ha optato per la seconda candidata in ordine di preferenza, proponendo Jallad per la posizione.

Per giustificare questa decisione, il presidente del Consiglio ha menzionato la “prospettiva fondata sull’esperienza pratica” di Zeina Jallad “nonché il suo impegno ad affrontare il ruolo con indipendenza, trasparenza e dedizione all’ascolto”.

L’esperienza pratica, l’indipendenza e la dedizione all’ascolto di Zeina Jallad

Nel marzo 2025, Zeina Jallad ha difeso Hamas con queste parole: “Hamas è un partito politico. Hamas e il suo Statuto riconoscono Israele e il diritto degli israeliani di vivere sulla base del piano di spartizione [falso: Hamas non ha mai abrogato la sua Carta fondativa che propugna la distruzione dello stato ebraico e degli ebrei]”.

Jallad: “Hamas ha vinto le elezioni nel 2007, quindi erano il governo eletto [falso: ha vinto le elezioni nel gennaio 2006, ma nel giugno 2007 ha preso il potere a Gaza con un golpe sanguinoso contro i rivali di Fatah e ha subito usato la Striscia per sferrare ripetuti attacchi terroristici contro Israele] Cosa ha fatto il mondo? Gli americani hanno deciso di sanzionare il governo palestinese. Gli europei hanno deciso di boicottare Hamas. Il mondo intero ha attaccato Hamas. E poi Israele ha imposto un blocco a Gaza. Quindi, prima di parlare del 7 ottobre, parliamo del 6 ottobre”.

In un articolo del maggio 2024 sui manifestanti giordani che sostengono Hamas gridando slogan come “Dicono che Hamas sono terroristi. Tutta la Giordania è Hamas!”, Jallad ha sostenuto che quegli slogan riguardano il “movimento di resistenza”. E ha aggiunto: “Se sei sotto occupazione, combattere è resistenza”.

Nel novembre 2025, riferendosi a qualunque azione armata dei palestinesi, Jallad ha scritto che “resistere all’oppressione non deve essere riconosciuto come un crimine, ma come un diritto fondamentale e un imperativo morale”.

Nell’aprile 2025, Jallad ha dichiarato che “sospendere Israele dal coinvolgimento nelle organizzazioni internazionali dovrebbe essere visto come un mezzo per difendere la giustizia”.

Nel marzo 2025, Jallad ha affermato che “la creazione di Israele è stata il prodotto dei crimini dell’Occidente”. E ha aggiunto: “Israele non si trova ad affrontare alcuna minaccia esistenziale”.

Nel maggio 2021, mentre venivano lanciati migliaia di razzi di Hamas contro civili israeliani, Jallad ha fotografato una manifestazione a Ramallah commentando: “Resistere significa esistere”.

Nel 2023, Jallad ha denunciato quello che definisce “l’approccio da colonialismo di insediamento nella costruzione dello stato” di Israele e ha accusato lo stato ebraico di essere “un regime proto-apartheid”.

Il Mandato

La posizione di Relatore speciale sulle misure coercitive unilaterali, termine utilizzato dalle Nazioni Unite per indicare le sanzioni occidentali contro le dittature, è stata istituita nel 2014 con una risoluzione promossa dall’Iran e sostenuta da Russia, Cina, Venezuela e Cuba.

Il suo obiettivo principale è quello di distorcere la realtà sostenendo che le sanzioni occidentali, e non i governi repressivi, sono responsabili delle crisi umanitarie nei paesi presi di mira.

La titolare uscente del mandato, Alena Douhan, ha effettuato visite ufficiali in Cina, Cuba, Iran, Siria, Venezuela e Zimbabwe per poi pubblicare rapporti che si schieravano dalla parte dei regimi oppressivi di quelle nazioni anziché dalla parte delle loro vittime.

L’ufficio di Douhan ha ricevuto più finanziamenti specifici da donatori statali di qualsiasi altro relatore delle Nazioni Unite, con donazioni per un totale di oltre 1 milione di dollari provenienti esclusivamente da Cina, Russia e Qatar.

La scelta della candidata palestinese invece dell’esperta indicata dalle stesse Nazioni Unite

A prescindere dalla natura paradossale del mandato del Consiglio Onu per i Diritti Umani sulle “misure coercitive unilaterali”, non è affatto chiaro che Zeina Jallad sia il massimo esperto mondiale in materia di sanzioni.

In realtà, nella stessa sessione Jallad si è candidata anche per una posizione completamente diversa: quella di esperta in materia di alloggi.

La prima candidata in classifica, la spagnola Clara Portela, ha scritto la sua tesi di dottorato sulla “imposizione di sanzioni in risposta alle violazioni dei diritti umani”. Ha partecipato al Gruppo di Alto Livello delle Nazioni Unite sulle Sanzioni Mirate e ha lavorato come consulente sulle violazioni delle sanzioni presso il Comitato Economico e Sociale Europeo.

È vero che l’incarico in questione non è altro che un’arma politica anti-occidentale, ma è chiaro che l’esperto più “qualificato” per ricoprirlo era Clara Portela, che infatti era stata classificata al primo posto dal gruppo consultivo composto da cinque Paesi.

Il fatto che sia stata irritualmente scelta Zeina Jallad al posto della candidata numero uno sembra dipendere da due ordini di motivi.

Innanzitutto, per una scelta squisitamente politica. Zeina Jallad è palestinese e la sua nomina viene vista come un gesto di favore nei confronti della lobby palestinese all’Onu che comprende OLP, stati arabi e musulmani e una nutrita serie di altre parti interessate.

In secondo luogo, Zeina Jallad è una autentica insider, e l’ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani tende a selezionare persone fedeli al sistema.

Finora Jallad è stata consulente legale di Michael Fakhri, il relatore speciale del Consiglio Onu per i Diritti Umani sul diritto all’alimentazione che ha ripetutamente accusato Israele di genocidio e ha sostenuto che la legittimità istituzionale delle Nazioni Unite non può essere ripristinata se non si revoca l’entità statale Israele.

Jallad ha anche lavorato come esperta legale presso UN Women e come “esperta di genere” per l’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani.

Inoltre, ha lavorato come esperta legale per l’organismo investigativo del Consiglio Onu per i Diritti Umani sulla Siria, dove si è specializzata nell’attribuire all’Occidente la responsabilità delle sanzioni contro il regime dittatoriale e stragista di Assad: e questa è forse l’esperienza che effettivamente la qualifica per il nuovo incarico.

(Da: unwatch.org, Times of Israel, israele.net, 24-31.3.26)

 

 


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT