Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La guerra sta andando meglio di quanto dicono Analisi di Bret Stephens (tradotta da Giulio Meotti)
Testata: Il Foglio Data: 30 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Bret Stephens Titolo: «La guerra sta andando meglio di quanto dicono»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 30/03/2026, a pagina 1 dell'inserto internazionale, l'articolo di Bret Stephens, tradotta da Giulio Meotti e originariamente pubblicato su New York Times, dal titolo: "La guerra sta andando meglio di quanto dicono".
Bret StephensLa guerra attuale contro l’Iran starebbe producendo risultati militari molto più rapidi ed efficaci rispetto a conflitti passati come Operazione Desert Storm, con perdite ridotte e superiorità tecnologica evidente
Durante l’Operazione Desert Storm del 1991 contro Saddam Hussein in Iraq – una campagna considerata un brillante successo militare – la coalizione a guida americana perse 75 aerei, 42 dei quali in combattimento. In questo conflitto sono stati distrutti quattro aerei con equipaggio: tre per fuoco amico e uno per incidente. Non un solo aereo con pilota è ancora stato abbattuto sui cieli dell’Iran”.
Così Bret Stephens nel New York Times. “La campagna aerea e terrestre americana del 1991 durò sei settimane piene. Oggi la ricordiamo come una guerra lampo. Il conflitto attuale con l’Iran ha meno di quattro settimane. Nell’invasione di Panama del 1989-90, gli Stati Uniti persero 23 soldati. Finora in questa guerra le perdite americane sono di 13 morti. In questa guerra, gran parte della leadership di vertice iraniana è stata eliminata fin dal primo giorno e non c’è ancora alcuna prova di vita del nuovo leader supremo. Tra il 1987 e il 1988, nelle fasi finali della cosiddetta ‘guerra delle petroliere’, Reagan fece cambiare bandiera alle petroliere kuwaitiane e fece scortare la Marina americana.
Una mina iraniana rischiò di affondare una fregata americana. Il conflitto si concluse dopo che gli Stati Uniti affondarono alcune navi della marina iraniana. Questa volta abbiamo distrutto quasi tutta la marina iraniana senza subire alcuna perdita navale. Nel 1991 l’Iraq lanciò 40 missili contro Israele. Quasi nessuno fu intercettato, nonostante la presenza di Patriot. In questa guerra Israele registra un tasso di intercettazione del 92 per cento contro più di 400 missili. Nei mesi precedenti alla seconda guerra in Iraq, George W. Bush costruì il suo caso su informazioni errate secondo cui Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa. In questa guerra non c’è alcun dubbio che in Iran siano nascosti e sepolti 440 kg di uranio altamente arricchito, abbastanza, con ulteriore arricchimento e conversione, per produrre 11 bombe nucleari.
Bush ebbe scarso sostegno dai paesi arabi durante l’invasione dell’Iraq del 2003 e nel dopoguerra. Ora il leader de facto dell’Arabia Saudita, il principe ereditario Mohammed bin Salman, sta spingendo Trump a continuare la guerra contro l’Iran (…) Se le generazioni passate potessero vedere quanto bene stia andando questa guerra rispetto a quelle che furono costrette a combattere a costi spaventosi, si meraviglierebbero della fortuna comparativa dei loro discendenti. Si meraviglierebbero anche della nostra incapacità di apprezzare i vantaggi che oggi abbiamo”.
(Traduzione di Giulio Meotti)
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