Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il problema è l’Iran con i suoi missili, non Israele Commento di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo Data: 30 marzo 2026 Pagina: 8 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «Il problema è l’Iran con i suoi missili, non Israele»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 30/03/2026, a pag. 8, con il titolo "Il problema è l’Iran con i suoi missili, non Israele ", il commento di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
La politica italiana ha reagito emotivamente, fraintendendo il caso Pizzaballa e accusando ingiustamente Israele. La chiusura dei luoghi santi a Gerusalemme è dovuta ai rischi legati ai missili iraniani, non a prepotenze religiose
Ieri la politica italiana, pressoché senza eccezioni, è purtroppo caduta in un grande equivoco, spiegabile con le grandi emozioni di tutti questi mesi e il desiderio comprensibile di tutelare la libertà religiosa. E tuttavia sarebbe bastato poco, un tempo meno concitato di riflessione, per scoprire che, da parte di Israele, non c'era stata nessuna prepotenza nei confronti di monsignor Pizzaballa. Il problema era e rimane quello dei missili iraniani che sono puntati anche contro i luoghi santi della Città Vecchia di Gerusalemme, ragion per cui quell'area (incluso il Muro del Pianto) è stata da tempo chiusa ai fedeli di ogni culto per evidenti motivi di sicurezza e di protezione delle persone. Morale: non si tratta di protestare contro Israele, ma contro l'Iran. E, su un altro piano, si tratterebbe anche di non assecondare un riflesso che da mesi, qualunque cosa accada (da parte di Hamas prima e del regime iraniano adesso), porta scontatamente la politica, i media e le tendenze social a infiammarsi in direzione sbagliata.
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