Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Il Foglio Data: 29 marzo 2026 Pagina: 1/2 Autore: Matteo Matzuzzi Titolo: «Antisemiti made in Usa»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 29/03/2026, a pag. 1/2, con il titolo "Antisemiti made in Usa" l'analisi di Matteo Matzuzzi.
Matteo Matzuzzi
Carrie Prejean Boller, membro repubblicano della Commissione per la Libertà di Religione, è stata estromessa per le sue dichiarazioni contro Israele. E nel mondo dei cristiani di destra cresce l'antisemitismo (quello puro, senza sfumature) al punto che gli stessi vescovi cattolici Usa devono avvertire, pubblicamente, che la Chiesa è schierata contro l'antisemitismo.
La Conferenza episcopale degli Stati Uniti invita i cattolici a respingere con forza ogni pulsione antisemita. Lo ha fatto con un videomessaggio pubblicato nei giorni scorsi e a parlare è il vescovo Alexander K. Sample, di Portland: “La comunità ebraica viene attaccata con una frequenza molto più alta rispetto a qualsiasi altro gruppo religioso negli Stati Uniti. Se noi cattolici, vivendo veramente il Vangelo, vogliamo difendere con integrità la libertà religiosa, dobbiamo esprimerci chiaramente contro l’antisemitismo”. Mai, in passato, i vescovi avevano dovuto pronunciare messaggi del genere, ma è evidente che il clima da caccia all’ebreo si respira un po’ in tutto il paese, in particolare dopo il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 e la reazione israeliana.
Il problema è, appunto, l’identificazione di Israele con l’ebraismo e il National Catholic Reporter, principale media liberal cattolico americano, si domanda come si possano scindere le due cose. Lo stesso Rod Dreher, conservatore ortodosso che ai salotti di Washington preferì quelli dell’Ungheria di Viktor Orbán, già tempo fa aveva lanciato l’allarme sulla crescita esponenziale dell’antisemitismo, nelle strade ma anche nei campus universitari. “Un professore in un’università del sud, frequentata perlopiù da studenti conservatori, mi ha detto di essere sconvolto dal numero di giovani studenti cristiani bianchi e ‘normali’ che sono antisemiti. ‘Rimango scioccato per quanti miei studenti sono coinvolti in questa roba. La prendono tutta da internet”, sottolineava Dreher, a giudizio del quale stava venendo meno in modo sensibile il tradizionale appoggio alla causa israeliana, “un nostro tratto culturale distintivo”. I vescovi se ne sono accorti e quindi intervengono, a ridosso della Pasqua, il periodo in cui i cattolici “celebrano gli eventi centrali” della propria fede. Purtroppo, però, ha detto mons. Sample, “la celebrazione della Pasqua è talvolta occasione di esplosioni di odio e perfino di violenza contro gli ebrei”. La questione è così allarmante che il vescovo ha dovuto rispolverare non solo la Dichiarazione conciliare Nostra Aetate che ha riavviato il dialogo con gli ebrei, ma anche il Catechismo tridentino che respinge la tesi del deicidio: no, se Gesù è finito in croce non è colpa degli ebrei. Nel 2026 è necessario ribadirlo, evidentemente. “Il Venerdì santo dovrebbe essere per noi un’occasione per tornare al Signore, non per addossare la colpa agli altri. Come cattolici, siamo chiamati a camminare nella verità e quindi a rifiutare le cospirazioni e le menzogne che portano a molestie e perfino a violenze contro i nostri fratelli e le nostre sorelle ebrei”.
Lo scorso febbraio fece discutere quanto Carrie Prejean Boller, membro della Commissione per la libertà religiosa, disse nel corso di un’audizione tenutasi proprio sul tema dell’antisemitismo: “Sono cattolica, e i cattolici non abbracciano il sionismo”. Nonostante le polemiche seguite alle sue affermazioni, Prejean Boller scrisse sui propri canali social che “costringere le persone ad affermare il sionismo in una Commissione per la libertà religiosa è l’opposto della libertà religiosa. Non mi dimetterò e non mi lascerò intimidire per aver seguito la mia coscienza cattolica”. In realtà, poco dopo, la signora è stata rimossa dalla commissione. Anche perché, pur vantando il proprio credo cattolico, si è dimenticata che la Chiesa cattolica non nega affatto a Israele il diritto di esistere e condanna, invece, l’antisemitismo.
La posizione di Carrie Prejean Boller non è di certo isolata, ma assai diffusa nel mondo Maga, sempre più affine alla costruzione di un nazionalismo cristiano suprematista che nega anche gli storici legami del cattolicesimo americano con l’ebraismo. Non solo gli evangelici della Bible Belt, l’America profonda, appunto, ma anche la galassia devota al Papa che ha avuto un ruolo non indifferente nel riportare Donald Trump alla Casa Bianca nel novembre del 2024. Nel frattempo, a Roma, è stato eletto un Pontefice che viene da Chicago. Il quale ha detto che “la Chiesa non tollera l’antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso”.