Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Il Foglio Data: 29 marzo 2026 Pagina: 1/2 Autore: Giulio Meotti Titolo: «Succede solo all’Onu»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 29/03/2026, a pagina 1/2, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo: "Succede solo all’Onu".
Giulio Meotti
Il Consiglio per i Diritti umani dell'ONU nominerà come prossima relatrice speciale per le "misure coercitive" una palestinese, Zeina Jallad. Ennesimo schiaffo a Israele ed ennesima dimostrazione che, dei diritti umani, all'ONU, interessa poco o nulla. Ormai è solo un organo rappresentativo delle dittature anti-occidentali. Le democrazie dovrebbero ritirarsi e fare una nuova ONU.
Un capolavoro di cinismo degno del teatro dell’assurdo che va in scena da decenni a Ginevra. Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, organo che ormai da tempo ha trasformato la difesa dei diritti in uno strumento di propaganda, si appresta a conferire un mandato di grande delicatezza a una figura che incarna perfettamente la distorsione sistematica del linguaggio e dei princìpi. Un organismo che dovrebbe vigilare sui diritti umani metterà una voce indulgente verso i regimi a indagare sugli sforzi delle democrazie per limitarne la capacità di nuocere. Racconta il Wall Street Journal che l’accademica palestinese Zeina Jallad sarà la nuova Special rapporteur sulle “misure coercitive unilaterali”, eufemismo per indicare le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa contro regimi totalitari o terroristici.
La Jallad, ora consulente dello Special rapporteur sul diritto al cibo Michael Fakhri, che accusa di genocidio Israele, ha un curriculum di posizioni inequivocabili.
La Jallad ha criticato il boicottaggio di Hamas dopo la sua vittoria elettorale del 2006, ha sostenuto che prima di condannare il massacro del 7 ottobre bisognerebbe ricordare il “6 ottobre”, ha invocato l’espulsione di Israele da ogni foro internazionale e, quando faceva parte della commissione d’inchiesta sulla Siria, ha puntato il dito contro le sanzioni occidentali piuttosto che contro il regime di Bashar el Assad. In altre parole, la candidata ha dimostrato in più occasioni di considerare le sanzioni – lo strumento principale con cui le democrazie tentano di contenere dittature, programmi nucleari illegali e finanziamenti al terrorismo – come il vero crimine contro l’umanità, mentre le violenze, le repressioni e i progetti genocidari dei regimi diventano “contestualizzazioni” o atti di “resistenza”.
Il mandato che le verrebbe affidato fu creato nel 2014 su iniziativa dell’Iran con il caloroso sostegno di Russia, Cina, Venezuela e Cuba. La relatrice uscente, la bielorussa Alena Douhan, ha trasformato il suo ufficio in una sorta di agenzia di pubbliche relazioni per autocrati.
Si aspetta con curiosità i prossimi rapporti della dottoressa Jallad: chissà quali nuove acrobazie retoriche inventerà per assolvere Teheran, Mosca o Pechino e per criminalizzare chi osa opporsi a loro. Il circo onusiano continua a riservare sorprese, purtroppo sempre nella stessa direzione.
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