Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Mohammed Al-Dayeh, assistente personale di Yasser Arafat: Arafat non credeva nella pace. Nessuno ci ha mai creduto Articolo di Memri
Testata: israele.net Data: 28 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Memri Titolo: «Mohammed Al-Dayeh, assistente personale di Yasser Arafat: Arafat non credeva nella pace, voleva tutta la Palestina dal fiume al mare, finanziava Hamas e dirigeva gli attentati di Marwan Barghouti»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione dell'articolo di Memri "Mohammed Al-Dayeh, assistente personale di Yasser Arafat: Arafat non credeva nella pace, voleva tutta la Palestina dal fiume al mare, finanziava Hamas e dirigeva gli attentati di Marwan Barghouti".
Mohammed Al-Dayeh conferma il fatto che Arafat non volesse affatto la pace, ma voleva solo una guerra continua fino alla distruzione d'Israele
In un’intervista pubblicata tra il 15 e il 20 novembre 2025 sul podcast Majeez (Al-Arabiya Network, Arabia Saudita), l’assistente personale di Yasser Arafat, Mohammed Al-Dayeh, ha dichiarato che per Arafat “la guerra era più facile della pace” perché “entrare in un processo di pace richiede concessioni, e Arafat era contrario a cedere anche un solo centimetro di terra”.
Nell’intervista, Al-Dayeh afferma che Arafat “non voleva gli Accordi di Oslo”, ma li accettò perché “sentiva che la causa palestinese era stata dimenticata”.
Ma nonostante Oslo, continua Al-Dayeh, Arafat “non voleva solo Gaza e Gerico, voleva la Palestina nella sua interezza dal fiume al mare”.
Al-Dayeh afferma inoltre che il fondatore di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin, era stipendiato dall’Autorità Palestinese, che anche “suo figlio veniva personalmente a riscuotere il proprio salario”, che “Arafat gli aveva dato un’auto e un appezzamento di terreno” su cui Yassin aveva costruito una scuola, e che “il fratello di Yassin lavorava per il Ministero dell’Istruzione” dell’Autorità Palestinese.
“Si può dire che Arafat approvava qualsiasi cosa di cui Hamas avesse bisogno” dichiara Al-Dayeh, specificando: anche per tutto ciò che riguardava “la resistenza” (lotta armata).
Al-Dayeh afferma anche che Arafat “amava Marwan Barghouti, lo appoggiava e gli forniva molto sostegno”, come “armi, soldi, istruzioni ecc.”
E aggiunge: “Tutto ciò che Marwan Barghouti faceva era su ordine diretto di Arafat, senza intermediari: Barghouti non inventava niente”.
Infine, Al-Dayeh dice che Arafat dava per fallita la pace e si dichiarava “pronto al martirio”, e termina l’intervista ribadendo la (più volte sconfessata) teoria complottista secondo cui “Arafat venne avvelenato e poi in Francia venne iniettato con l’AIDS [sic] per nascondere” l’avvelenamento.
(Da: memri.org, 20.3.26)
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