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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
27.03.2026 Israele dà la sveglia all’Onu sul Libano
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 27 marzo 2026
Pagina: 8
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Israele dà la sveglia all’Onu sul Libano»

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 27/03/2026, a pagina 8, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Israele dà la sveglia all’Onu sul Libano".


Iuri Maria Prado

Il Libano e l'ONU hanno mentito: Hezbollah non è mai stato disarmato. Il ministro degli Esteri israeliano ha chiesto al Consiglio di Sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite di intervenire sulla situazione libanese.

Il ministro degli Esteri israeliano ha chiesto al Consiglio di Sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite di intervenire sulla situazione libanese. In particolare, con una lettera del 25 marzo, ha sollecitato l’adozione di provvedimenti rivolti alla condanna degli attacchi condotti contro i civili israeliani da parte di Hezbollah e alla designazione del gruppo filo-iraniano quale organizzazione terroristica.

Ha poi chiesto che le autorità legittime libanesi siano richiamate all’osservanza dei propri obblighi di contrasto e neutralizzazione delle milizie terroristiche, e che la Repubblica Islamica dell’Iran sia chiamata a rispondere del sostegno e delle forniture belliche che garantisce a quelle formazioni.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite – con la sostanziale complicità che la propria inerzia offre al tentacolo iraniano in Libano – interpreta il proprio ruolo di presunta interposizione legalitaria e umanitaria lasciando correre, per un verso, le violazioni di cui si rende responsabile Hezbollah e, per altro verso, trasformando in lettera morta il dovere del governo libanese di ripristinare la sovranità sul proprio territorio, divenuto il latifondo di uno dei più potenti eserciti terroristici del mondo.

Questa responsabilità onusiana è poi tanto più grave oggi, vale a dire nel momento in cui il regime iraniano è condannato per gli attacchi indiscriminati in cui si sta esercitando nei confronti di una pluralità di Paesi dell’area. Il Libano, in questo quadro, e proprio in forza dell’assenza di intervento della comunità internazionale, assume sempre più platealmente i tratti di una specie di zona franca, una riserva protetta per Hezbollah e un tavolo di carambola per l’Iran che conduce i suoi giochi destabilizzanti da quella piattaforma sottratta a qualsiasi controllo.

Anche in questo caso, non dovrebbe essere solo Israele a denunciare la situazione. Una comunità internazionale indifferente al lancio di centinaia di missili contro i civili israeliani dovrebbe comprendere che – giusto come Gaza nelle mani di Hamas – il Libano infestato da Hezbollah non è più un problema soltanto per lo Stato ebraico, ma per tutta la regione.

La realtà è che il mantenimento in efficienza di una pertinenza iraniana al confine di Israele provoca le conseguenze più gravi e vaste che ormai denunciano anche molti Paesi arabi, i quali appaiono più lungimiranti di queste Nazioni Unite raggomitolate nella propria dannosissima irrilevanza.

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redazione@ilriformista.it

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