Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele elimina i cervelli della marina iraniana Cronaca di Matteo Legnani
Testata: Libero Data: 27 marzo 2026 Pagina: 12 Autore: Matteo Legnani Titolo: «Israele elimina i cervelli dietro il blocco di Hormuz. Cancellati dalla lista nera i mediatori di Teheran»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 27/03/2026, a pag. 12, con il titolo "Israele elimina i cervelli dietro il blocco di Hormuz. Cancellati dalla lista nera i mediatori di Teheran" la cronaca di Matteo Legnani.
L'IDF ha ucciso anche Reza Tangsiri, capo della marina dei pasdaran iraniani
Seguendo un copione ben rodato nel corso di quasi un mese di attacchi sull’Iran, le Forze di difesa israeliane hanno eliminato ieri altri due esponenti di vertice del regime di Teheran. L’aeronautica di Gerusalemme ha voluto colpire al cuore il blocco messo in atto dagli iraniani nello Stretto di Hormuz uccidendo il comandante della Marina dei Guardiani della rivoluzione, Alireza Tangsiri, e il capo dell’intelligence della Marina, Benham Rezaei. La loro eliminazione è avvenuta con un attacco mirato sulla città portuale di Bandar Abbas, effettuato mentre Tangsiri era impegnato in un incontro con altri ufficiali della Marina dei pasdaran.
Gli israeliani hanno invece accettato di rimuovere temporaneamente dalla lista dei loro obiettivi il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e il presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf, che l’amministrazione americana ha individuato come i due interlocutori per le trattative in vista di un cessate il fuoco. A riferirlo all’agenzia Reuters sono state fonti del Pakistan, Paese che in questi giorni sta facendo da mediatore tra le parti in guerra.
«Gli israeliani avevano già le loro coordinate ed erano pronti a eliminarli. Abbiamo detto agli Stati Uniti che se anche loro fossero stati uccisi, non ci sarebbe stato nessun altro con cui parlare ai vertici della Repubblica islamica, quindi gli Stati Uniti hanno chiesto agli israeliani di desistere e loro hanno accettato», ha affermato una fonte pachistana riportata dal Times of Israel.
Le forze di difesa israeliane hanno accelerato il ritmo degli attacchi contro le installazioni militari iraniane, per colpire quanti più obiettivi alla loro portata nel timore che i contatti avviati tra Washington e Teheran possano portare l’amministrazione americana a concedere al nemico una tregua per agevolare i colloqui di pace. Solo ieri hanno condotto una ventina di raid aerei colpendo siti di stoccaggio di armi, sistemi di lancio missilistici e di difesa aerea.
In serata, forti esplosioni sono state udite nella zona settentrionale della capitale iraniana.
Le Idf sono particolarmente attive anche nella zona meridionale del Libano e in particolare nella fascia di territorio che si trova a sud del fiume Litani, dove hanno schierato una divisione di fanteria.
L’obiettivo, ha dichiarato recentemente il ministro della Difesa Israel Katz, è trasformare la striscia di territorio a sud del Litani in una «zona di sicurezza simile alla Linea Gialla che abbiamo istituito attorno a Gaza». Israele ha anche chiesto all’alleato americano che, in caso di tregua con l’Iran, le operazioni militari in Libano possano comunque procedere. Se invece anche la guerra in Iran dovesse proseguire, l’Iran sarebbe pronto a mobilitare oltre un milione di combattenti. Lo dice l’agenzia Tasnim citando una fonte militare vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le forze sarebbero già state organizzate per un possibile scenario di guerra nel sud del Paese nell’eventualità di un'invasione di terra da parte degli Stati Uniti. Secondo media israeliani, infatti, Trump sarebbe pronto a ordinare l’invasione in caso di fallimento della trattativa con Teheran.
In un simile scenario, il Dipartimento della Guerra Usa potrebbe anche attuare un piano per dirottare verso il Medio Oriente forniture di armi destinate all’Ucraina. Lo ha riferito il Washington Post.
Tra le armi che potrebbero essere deviate figurano i missili intercettori per la difesa aerea, ordinati tramite un programma Nato varato l’anno scorso con cui i Paesi partner acquistano armamenti statunitensi per Kiev.
Chi sta già ora usufruendo di armi extra è proprio l’Iran.
Frammenti di droni recuperati negli Emirati Arabi hanno permesso di risalire alla fabbricazione russa dei velivoli senza pilota, che sarebbero i Geran-2, derivati dagli iraniani Shahed. Il traffico di droni tra Russia e Iran avverrebbe attraverso il Mar Caspio.
Dall’inizio della guerra i pasdaran avrebbero lanciato almeno tremila droni su Israele e sui vicini arabi del Golfo. Gli ayatollah starebbero preparando una «azione forte» per punire gli stati sunniti per loro «ruolo attivo nell’aggressione» a fianco di Stati Uniti e Israele, secondo quanto ha dichiarato l’emittente di Stato Press Tv.
Di protezione dello spazio aereo si sono occupati ieri a Riad funzionari del governo saudita e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita nella capitale del regno.
Arabia e Ucraina stanno lavorando aun accordo che preveda la fornitura da parte di Kiev a Riad di un sistema di droni intercettori in grado di abbattere i velivoli senza pilota lanciati da Teheran.
E della questione ha parlato, a margine del vertice dei ministri degli Esteri dei G7 in Francia, anche l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica Estera Kaja Kallas, che ha ricordato come «la Russia sta aiutando l’Iran sia coi droni sia con l’intelligence», richiamando gli Stati Uniti a «fare pressioni su Mosca se vogliono che la guerra in Medio Oriente si fermi».
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