Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Regime change Intervista di Giulio Meotti a Beni Sabti
Testata: Il Foglio Data: 26 marzo 2026 Pagina: 1/VIII Autore: Giulio Meotti Titolo: «Regime change»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 26/03/2026, a pagina 1/VIII, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo: "Regime change".
Giulio Meotti
Beni Sabti, analista israeliano dell'INSS
L’ex agente dell’intelligence israeliana Beni Sabti è nato a Teheran sette anni prima della rivoluzione islamica del 1979. Aveva quindici anni quando fuggì a piedi dall’Iran con la famiglia. Tre anni dopo, Sabti si arruolò nel corpo dei servizi segreti dell’esercito israeliano e ha lavorato per anni nel settore iraniano dell’Idf. Ricercatore presso l’Istituto per gli studi di sicurezza nazionale, Sabti ha creato le piattaforme in lingua farsi dell’esercito ed è consulente culturale per la serie televisiva “Teheran”.
Sabti non ha dubbi: “Vedo il regime crollare” dice al Foglio. “Il sistema sta vivendo un’autocannibalizzazione: consuma le risorse dello stato per tenere in vita la struttura di potere, portando inevitabilmente a un punto di rottura”.
Il fatto che si veda una sorta di unità all’interno delle Guardie rivoluzionarie e che ora siano loro a governare il paese, non significa che il regime sia forte. “In realtà, tutti gli alti ufficiali del regime iraniano provengono dalle Guardie rivoluzionarie”, ci dice Sabti. “Non sono politici, significa che non c’è nessuno che possa ricoprire tali ruoli e il regime si sta trasformando in una sorta di regime militare, più di quanto non fosse prima, perché le Guardie rivoluzionarie sono sempre state presenti, ma ora lo sono di più. Più il regime è violento e più le Guardie rivoluzionarie sono presenti, più diventa instabile perché non ha legittimità. Ciò che gli osservatori occidentali e certi commentatori interpretano come ‘resilienza’ del regime (la capacità di sopravvivere a sanzioni, proteste interne e pressioni esterne) è in realtà uno stadio avanzato della sua disintegrazione strutturale”. Il regime iraniano ha smesso di funzionare come uno stato che fornisce servizi e welfare ai cittadini. “Si è trasformato in una forza militareideologica che si comporta come una ‘forza di occupazione’ nella propria terra. Si regge unicamente sulla repressione, non sulla legittimità. Il regime si limita a gestire il collasso ed è disposto a sacrificare il tessuto sociale dell’Iran, il suo ambiente e la sua economia, purché il nucleo dirigente – il figlio di Khamenei e il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica – rimanga al potere un giorno in più. Mojtaba non è più apparso in pubblico e teme di essere assassinato. In tutta la storia iraniana non esiste precedente di un governante che non si mostri sul campo e non fornisca sostegno morale ai suoi sostenitori. Un regime forte non ha bisogno di massacrare i propri sudditi per restare al potere. Le azioni che il regime compie per sopravvivere nel breve termine, come la repressione violenta, l’espansione regionale attraverso proxy come Hezbollah e il sacrificio dell’economia a favore dei bilanci della sicurezza, sono esattamente le azioni che accelerano il suo collasso a lungo termine. Si tratta di un circolo vizioso in cui ogni atto di autodifesa indebolisce la stabilità dello stato”.
Il direttore del Mossad, David Barnea, avrebbe previsto che il cambio di regime in Iran richiederà probabilmente un anno, secondo quanto rivelato ieri dal Jerusalem Post. Quando il regime cadrà, tutto il mondo ne beneficerà. “Sta diventando sempre più radicale, fanatico, messianico”, conclude Sabti. “Vogliono bruciare tutto il medio oriente e di più. Hanno persino lanciato un missile contro il Libano, loro alleato. Quindi, come una malattia terribile, bisogna eliminarli per poter vivere. O un giorno colpiranno anche l’Europa, persino l’Italia. Questo regime deve essere eliminato al più presto. Così potremo vivere in pace e, quando cadrà, anche gruppi terroristici come Hezbollah e Hamas, che hanno una grande influenza sugli immigrati in Europa e sugli attacchi terroristici, spariranno”.
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