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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
24.03.2026 MAI PIU' è adesso ed è arrivata l'ora che il mondo se lo metta in testa
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 24 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «MAI PIU' è adesso ed è arrivata l'ora che il mondo se lo metta in testa»

MAI PIU' è adesso ed è arrivata l'ora che il mondo se lo metta in testa
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
Deborah Fait

"Dio distrugga Israele!" proclama il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. E l'Occidente, di fronte a tanta violenza, balbetta e passa al microscopio analitico le reazioni di Israele. Smettetela di dire "mai più", se poi non volete prevenire il prossimo sterminio degli ebrei.

Non dite “MAI PIU” se non avete il coraggio di pensarlo veramente. Non dite MAI Più se non avete il coraggio di manifestare contro le parole pronunciate da Erdogan, domenica, alla fine del mese di ramadan: "Dio distrugga Israele".

Perché “Mai più” non è una frase buttata lì a caso, durante una cerimonia. Non è un fiore appoggiato su una lapide. Non è un rituale per sentirsi dalla parte giusta della storia senza pagarne il prezzo. “Mai più” è una scelta. E' una cosa seria. E' adesso, è ora, è senza indugi. E' rifiutare che un intero popolo, sempre lo stesso, sempre il popolo ebraico, venga scannato.
Oggi quella scelta ha un nome preciso: riconoscere che la minaccia contro Israele non è un’invenzione, non è propaganda, non è nemmeno un’esagerazione per poter giustificare una guerra. È una realtà dichiarata, costruita e alimentata per anni da un regime, quello dell'Iran, che non ha mai nascosto il proprio obiettivo: cancellare lo Stato ebraico dalla mappa del mondo. Questa è una realtà drammatica che la Repubblica islamica ha finanziato per decenni con milioni di dollari donati alla propaganda e ai suoi proxi assassini terroristi, Hamas, Hezbollah,  Houti.  

Eppure, davanti a questa evidenza, l’Occidente balbetta e piagnucola per l'aumento dei prezzi del burro, delle uova, della benzina. Piagnucola e si schiera con gli assassini di israeliani e degli iraniani dissidenti.

L'Occidente analizza le reazioni di Israele al microscopio, si scandagliano le sue presunte colpe, si invoca il diritto internazionale come se fosse una clava da usare sempre nella stessa direzione, cioè sulla testa dello stato ebraico. E intanto si evita accuratamente di chiamare le cose con il loro nome nei confronti della barbarie dei nemici dell'intero mondo democratico.

È un capolavoro di ipocrisia.

Israele combatte una guerra che non ha scelto e che è iniziata il 7 Ottobre 2023 con l'eccidio di migliaia di ebrei.

Israele combatte perché qualcuno, da anni, lavora apertamente alla sua distruzione. Combatte perché vuole vivere e vuole vivere in sicurezza, senza guadare continuamente il cielo se arriva qualche missile.  

Ignorarlo è rimozione, è viltà, è indifferenza, è ipocrisia. Altro che MAI PIU'.

La viltà e l'indifferenza hanno un prezzo. Sempre.

L’Europa, in particolare, che ha vissuto nazismo e comunismo, dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro. Dovrebbe riconoscere il suono delle parole quando diventano una reale minaccia. Dovrebbe capire che l’odio non nasce all’improvviso: cresce, si organizza, si arma,  avvelena gli animi fino a quando è troppo tardi per fermarlo. Si preferisce restare in una zona grigia, dove tutto è relativo, tutto è discutibile, tutto è rinviabile. Dove persino una minaccia esplicita di annientamento di un intero popolo, dove l'odio antisemita globalizzato diventano “contesto”, “tensione regionale”, “retorica”.

Il tanto invocato "Diritto internazionale" non è mai ricordato mentre Israele (da 80 anni) rischia di essere distrutto e gli ebrei gettati a mare come predetto dal terrorista Arafat e ribadito negli anni da Abu Mazen.

La storia non è mai stata indulgente con i vigliacchi, con i sacerdoti del volemose bene rivolto a tutti coloro che odiano le democrazie.

“Mai più è adesso” significa esattamente che il tempo delle ipocrisie è finito quando le intenzioni di un nuovo genocidio ebraico sono state apertamente dichiarate. Significa che non si può pretendere da Israele una purezza morale mentre si concede ai suoi nemici ogni barbarie, ogni violenza. Quando si sventolano nelle strade dell'Occidente le bandiere della morte palestinesi e degli assassini a capo della Repubblica islamica dell'Iran.

Significa, soprattutto, che la Memoria è una grande, triste, menzogna di cui si parla un giorno all'anno e che per 364 giorni quell'ipocrita Mai Più si trasforma in "A morte Israele"

La Memoria vale sempre, o non vale mai.

E allora la domanda è semplice, brutale, inevitabile:
il “Mai più” che l’Europa ripete da ottant’anni è una promessa o una finzione?

Perché se è una promessa, questo è il momento di dimostrarlo.
Se è una finzione, allora abbiate almeno il coraggio di smettere di dirlo.

Gli ebrei sono soli, lo sono sempre stati però c'è un filo conduttore che unisce i cuori di tutti noi qui in Israele e i cuori degli ebrei di tutto il mondo. È il filo che unisce l'immenso dolore che si prova dinnanzi all'odio del resto del mondo, da Teheran al Michigan passando per ogni nazione europea.

MAI PIU' è adesso! E Israele combatte per trasformare lo slogan in realtà di vita: lasciateci in pace dopo 2000 anni di persecuzioni e di morti ammazzati.

Mai più è adesso e Israele lo sta dimostrando a tutto il mondo schiacciando la testa della serpe velenosa in Iran per poter vivere la millenaria storia del popolo ebraico in pace e libertà.   


takinut3@gmail.com

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