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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
19.03.2026 Coloro che combattono. E gli altri
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 19 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Coloro che combattono. E gli altri»

Coloro che combattono. E gli altri
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/ceux-qui-se-battent-et-les-autres-298816.html

 
Michelle Mazel

Proteste Israele per lo stop alla riforma della giustizia: la diretta - La  Stampa
Il numero dei manifestanti pro Israele cresce, soprattutto tra le file degli esuli iraniani

Ci strofiniamo gli occhi. A Londra, a Parigi, a Berlino e persino a Ginevra, è davvero la bandiera bianca e blu con la Stella di David quella che viene sventolata con entusiasmo da centinaia di partecipanti? Centinaia... certamente non paragonabili alle manifestazioni contro Israele, ma un piccolo conforto per gli israeliani che stanno vivendo momenti difficili, con allarmi che si susseguono giorno e notte. Al centro di queste manifestazioni ci sono iraniani in esilio e simpatizzanti desiderosi di esprimere la loro gratitudine allo Stato di Israele, che combatte per il popolo iraniano e ne paga il prezzo, mentre le principali potenze europee si lavano le mani di questo conflitto, che, affermano all'unisono, non riguarda loro. Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che “la Francia non ha scelto questa guerra,” aggiungendo che il suo Paese non farà nulla per contribuire a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz al fine di garantire la libertà di navigazione in questa vitale via d'acqua. Forse troppo preso dall’imminenza delle elezioni comunali, probabilmente lui ha dimenticato come è iniziato questo scontro. Voi lo sapete, si tratta di questa rivolta popolare di iraniani che non ne potevano più dei lunghi anni di dittatura, di repressione e di carenze. Ahimè! Cosa potevano fare uomini e donne a mani nude contro i Bassiji, contro queste forze di sicurezza interne che li massacravano letteralmente, inseguendoli persino negli ospedali? Il bilancio: quarantamila vittime? Tutto il mondo ha visto, ma è rimasto in silenzio… una versione moderna di “sono forse il custode di mio fratello?”. Beh, non tutti. Donald Trump si è commosso, Donald Trump ha promesso aiuto. Ed è intervenuto, con Israele al suo fianco. In Germania, Friedrich Merz si rifiuta di partecipare militarmente a un intervento nello Stretto di Hormuz, respingendo le richieste di Donald Trump di coinvolgere la NATO contro l'Iran. Berlino ritiene che questo conflitto non abbia “nulla a che fare” con l'alleanza difensiva e si rifiuta di prendere parte a questa guerra, pur auspicando che si concluda il prima possibile. L'Inghilterra, vincolata da accordi di difesa con i Paesi del Golfo, costantemente bersaglio di missili iraniani, non ritiene opportuno fornire loro assistenza; tuttavia, sta valutando la possibilità di partecipare alle operazioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Per quanto riguarda l'Unione Europea: “ha adottato nuove sanzioni contro 19 funzionari ed entità iraniane, colpevoli di ‘gravi’ violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato mercoledì Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell'UE, in un messaggio pubblicato su X. Questa decisione invia “un messaggio a Teheran: il futuro dell'Iran non può essere costruito sulla repressione,” ha affermato. I leader iraniani saranno sicuramente rimasti impressionati. Il cancelliere tedesco aveva ammesso apertamente durante la “Guerra dei dodici giorni” nel giugno 2025 che Israele stava facendo “il lavoro sporco per noi”, e gli europei aspetteranno tranquillamente che lo faccia di nuovo.


takinut3@gmail.com

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