Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Immanuel Kant non me lo ricordavo così Editoriale di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo Data: 19 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «Immanuel Kant non me lo ricordavo così»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 19/03/2026, a pag. 1, con il titolo "Immanuel Kant non me lo ricordavo così", l'editoriale di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Un cortocircuito morale sempre più evidente porta parte del dibattito pubblico a relativizzare figure legate a regimi repressivi, mentre si radicalizza il giudizio sui leader democratici.
La leggerezza con cui si attribuiscono etichette raffinate a protagonisti della violenza politica rivela una perdita di orientamento etico
C'era un limite, o dovrebbe esserci. Posso capire che Trump sia urticante. Posso capire che la guerra spaventi. Posso capire molto, o almeno ci provo. Ma, a prescindere dal resto, non dovremmo mai smarrire una bussola morale, un orientamento etico, la capacità di distinguere tra il capo di un paese democratico (che può essere votato, o cacciato via, o fatto oggetto di impeachment) e un macellaio dalle mani insanguinate. E invece no. La notizia di ieri, come Il Tempo vi ha raccontato, è stata l'eliminazione da parte di Israele di uno dei peggiori criminali del regime iraniano, Ali Larijani, uomo chiave della «sicurezza» di Teheran, feroce teorico della repressione (a casa) e del terrorismo (fuori). Sapete come lo ha definito Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Tenetevi forte: «Pragmatico». E Repubblica, da sempre autoproclamata cattedra laica e democratica? «Un pragmatico che amava Kant». Non è uno scherzo. Non è una diabolica macchinazione dell’intelligenza artificiale. È tutto tragicamente vero. Come se qualcuno avesse usato queste parole in passato, o le usasse oggi, per Heinrich Himmler, o, cambiando versante ideologico, per i più zelanti collaboratori di Stalin. E invece, con una leggerezza che toglie il respiro, l’ostilità ideologica verso Trump (o Musk, o Thiel, per i loro odiatori ossessivi tutti intercambiabili) è tale da rendere «accettabili» a molti anche dei criminali conclamati. Paradosso nel paradosso: a Trump si applica un metro rozzo, come se fosse un selvaggio non meritevole di altro, mentre a dei macellai internazionali si «prestano» finezza e sensibilità. Immanuel Kant, qui, lo ricordavamo diversamente: «Critica della ragion pura», «Critica della ragion pratica», «Per la pace perpetua». Il nostro Matteo Cassol immagina oggi una sorta di «dialogo» tra Kant e Larijani. Per noi, ovviamente, è un esercizio impossibile, per mostrare la distanza incolmabile tra bianco e nero. Per altri, c'è da temere, tutto è ormai confuso e indistinto. Sono intellettualmente disonesti e moralmente flaccidi.
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