mercoledi` 25 marzo 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Riformista Rassegna Stampa
18.03.2026 Muore Larijani, macellaio di regime. Ma l’Occidente si indigna
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 18 marzo 2026
Pagina: 7
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Muore Larijani, macellaio del regime l’Occidente si irrita e invoca “la pace”»

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 18/03/2026, a pagina 7, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Muore Larijani, macellaio del regime l’occidente si irrita e invoca “la pace”".


Iuri Maria Prado

Ali Larijani ucciso, cosa significa la sua morte: parla l'ex ambasciatore  Giansanti
L'Occidente che storce il naso alla morte di Larijani non può dire di amare la libertà e la democrazia

Una parte del mondo occidentale cantava quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvava, lo scorso novembre, la risoluzione che subordinava la ricostruzione di Gaza alla neutralizzazione delle forze terroristiche ancora operanti nella Striscia. Formalmente mobilitato “per la pace”, quella parte di Occidente era, nella sostanza, schierato “per Hamas”. Ora quella medesima nebulosa occidentale si riafferma a difesa della “pace” mentre difende sostanzialmente il regime iraniano. Come? Denunciando l’“escalation” che nel giro di meno di venti giorni ha portato, prima, all’eliminazione del capo assoluto di quel regime, Ali Khamenei e, ieri, a quella di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, rispettivamente segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano e comandante generale del Basij, la milizia paramilitare di volontari affiliata alle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il “guerrafondaio” della Casa Bianca è accusato da quella parte di mondo di muovere guerra a chi gli pare, quando gli pare e come gli pare per togliersi dagli impicci del caso Epstein e per ridisegnare le mappe energetiche del potere imperialista statunitense. Il “criminale” a capo del governo israeliano, secondo quella prospettazione, è il lestofante che, non contento del genocidio perpetrato a Gaza, si dà all’aggressione immotivata delle sovranità altrui per imporre un più largo giogo ebraico sul Medio Oriente desideroso soltanto di vivere in pace. Ed entrambi erano sbertucciati quando si dicevano solidali con il popolo iraniano oppresso dalla teocrazia che in un paio di giorni, in faccia al mondo vuoto di proteste e manifestazioni, libero da invocazioni al diritto internazionale, abbatteva come bestie al macello 45mila dimostranti. L’attenzione protettiva di cui godono, quando sono eliminati, i plenipotenziari di quel regime non si registrava in favore delle adolescenti cui il bastone iraniano sfondava il cranio perché avevano le ciocche dei capelli fuori posto. E un’operazione militare concentrata, come mai prima nella storia, nell’eliminazione dei vertici politici e militari di un regime sterminazionista e destabilizzatore, che “si difende” colpendo a grappolo i civili e i Paesi non belligeranti, è scrutinata con il setaccio dell’ideologo da talk show il quale spiega che il mondo sotto tutela dei Pasdaran è più giusto e sicuro a paragone di quello nelle grinfie di Israele e degli Stati Uniti. Adesso non è ancora storia ciò che sta succedendo, è solo cronaca: ma sarà storia, in futuro. E d’altra parte non era ancora storia, era cronaca, il discorso di Churchill contro gli accordi di Monaco che lasciavano in pace Adolf Hitler. E sarebbe diventata storia l’accusa che prominenti inglesi, non propagandisti nazisti, facevano a quel “guerrafondaio”, appunto Winston Churchill: di voler “rovinare la pace”. La pace dell’Europa imbandierata di svastiche; la pace di Auschwitz. Non è una pace diversa quella che una parte del mondo occidentale, lo stesso, ora oppone alla guerra contro il regime iraniano: la pace del 7 ottobre, la pace del terrore, la pace delle impiccagioni.

Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante.


redazione@ilriformista.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT