Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Base italiana in Kuwait attaccata da un drone Commento di Stefano Caro
Testata: Il Tempo Data: 16 marzo 2026 Pagina: 6 Autore: Stefano Caro Titolo: «Base italiana in Kuwait attaccata da un drone. Distrutto un velivolo»
Riprendiamo da IL TEMPO del 16/03/2026, a pag. 6, con il titolo "Base italiana in Kuwait attaccata da un drone. Distrutto un velivolo", il commento di Stefano Caro.
Un drone ha colpito la base militare di Ali Al Salam in Kuwait dove è presente una Task Force Air
Un attacco, effettuato tramite un drone, ha colpito la scorsa mattina la base militare di Ali Al Salem Air Base, in Kuwait, dove è schierato personale italiano della Task Force Air. Il velivolo a pilotaggio remoto, custodito in uno shelter, è stato distrutto, ma tutto il personale è rimasto illeso, ha spiegato il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Secondo Portolano, il drone colpito «costituiva un elemento indispensabile per lo svolgimento delle attività operative» e il dispositivo italiano era già stato alleggerito nei giorni scorsi in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto è impegnato nelle attività essenziali della missione, mentre la situazione viene costantemente monitorata dal vertice militare e dal Comando Operativo di Vertice Interforze. Il Capo di Stato Maggiore ha precisato di aver informato immediatamente il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e di aver contattato il comandante sul posto per verificare le condizioni dei militari italiani, tutti in sicurezza al momento dell'attacco. Secondo quanto si apprende, Crosetto ha subito avvertito per le vie brevi i leader dell'opposizione. Lo stesso esponente del governo ha reso noto che l'esecutivo segue «con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area». Quanto alla perdita del velivolo «non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati» in quell'area. Sull'episodio è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che la base era già stata colpita in precedenza e che il contingente italiano era stato ridotto. Il vicepremier ha ricordato come il Kuwait rappresenta «un obiettivo militare dell'Iran per la presenza di basi americane», aggiungendo che l'Italia prosegue nelle missioni riducendo progressivamente il personale. «Non ci facciamo intimorire perché arriva un drone. Manteniamo fede ai nostri impegni», ha concluso. Il presidente del Comitato militare della Nato, intanto, segue con grande attenzione quanto accaduto alla base di Ali Al Salem in Kuwait. «Desidero esprimere - dice - la mia forte vicinanza ai militari italiani coinvolti e la mia solidarietà ai Paesi della regione che stanno subendo attacchi indiscriminati. La grande professionalità e la prontezza dei nostri militari continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi. Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale. L'Alleanza resta solidale con tutti i Paesi e con il personale militare colpiti da questi attacchi». Sull'accaduto è intervenuto anche un esperto di conflitti come il generale Marco Bertolini, ex comandante del Covi che, intervenuto all'Adnkronos, spiega come l'attacco non incida sull'operatività del contingente italiano. «Il velivolo a pilotaggio remoto colpito - spiega - è sicuramente una perdita, ma non incide, credo, in maniera così rilevante, anche perché la missione non è che si regge su un singolo mezzo. C'è solo da prendere atto che ci troviamo in una zona molto delicata e che non è la prima volta che vengono colpite le basi americane in Kuwait».
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