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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
16.03.2026 Il ritorno dell’antisemitismo
Commento di Livia Ottolenghi

Testata: Il Foglio
Data: 16 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Livia Ottolenghi
Titolo: «Il ritorno dell’antisemitismo.Gli ultimi attacchi contro istituzioni ebraiche in diversi paesi occidentali pongono una nuova sfida per l’Italia e per l’Europa»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 16/03/2026, a pag. 1/XV, con il titolo "Il ritorno dell’antisemitismo.Gli ultimi attacchi contro istituzioni ebraiche in diversi paesi occidentali pongono una nuova sfida per l’Italia e per l’Europa", l'analisi di Micol Flammini.

Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane
Il ritorno dell'antisemitismo
Non si possono più rinviare le leggi sull'antisemitismo, tardare significherebbe mettere in pericolo la comunità ebraica

L’approvazione, il 4 marzo scorso al Senato, del disegno di legge contro l’antisemitismo rappresenta un passaggio importante per il nostro paese. Il provvedimento rafforza e coordina strumenti già esistenti, inserendoli in una cornice normativa più chiara e organica. Non si tratta di un gesto simbolico, ma di un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni: affermare con chiarezza che l’antisemitismo non è tollerabile e che la tutela della dignità umana e della libertà religiosa costituisce un pilastro della democrazia italiana.

La legge valorizza la Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo e rafforza il coordinamento con il Coordinatore nazionale incaricato di contrastare questo fenomeno, con l’obiettivo di rendere più efficaci le politiche di prevenzione, formazione e monitoraggio.

Un elemento qualificante del provvedimento è inoltre l’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, già riconosciuta in Italia e a livello europeo, che consente di individuare anche le forme contemporanee di odio antiebraico distinguendole dal legittimo confronto politico.

L’importanza di questo intervento legislativo emerge con ancora maggiore chiarezza se si osserva il contesto nel quale si inserisce. Le tensioni internazionali e l’escalation in medio oriente hanno riportato a livelli altissimi l’attenzione sulla sicurezza in Europa, Italia compresa. In queste ore un nuovo gruppo terroristico ha rivendicato attacchi contro istituzioni ebraiche in diversi paesi occidentali. Sinagoghe e scuole ebraiche sono state colpite da incendi dolosi in Belgio, Grecia, Paesi Bassi e negli Stati Uniti, mentre in Norvegia la comunità ebraica di Trondheim ha vissuto momenti di forte apprensione per un episodio ancora oggetto di indagine.

Sono episodi che contribuiscono ad aumentare la preoccupazione e che confermano quanto la minaccia non possa essere sottovalutata.

Il Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia del Centro di documentazione ebraica contemporanea restituisce un quadro che impone una riflessione seria. Nel 2025 sono stati registrati 963 episodi di antisemitismo nel nostro paese, di cui 320 atti avvenuti materialmente. Al di là dei numeri assoluti, ciò che colpisce è soprattutto la tendenza: negli ultimi anni il fenomeno è cresciuto in modo costante e significativo, fino ad arrivare a quadruplicarsi rispetto al 2022.

Non siamo dunque di fronte a episodi isolati o a semplici oscillazioni statistiche, ma a una crescita strutturale dell’odio antisemita che colpisce persone, comunità e istituzioni e che finisce per mettere in discussione i principi fondamentali della convivenza democratica.

L’antisemitismo oggi si manifesta in forme molteplici. Non riguarda soltanto atti vandalici o aggressioni fisiche, 

ma anche insulti, intimidazioni, minacce e discriminazioni che si diffondono nei contesti educativi, nei luoghi di lavoro e nello spazio digitale. Scuole, università e social network sono diventati ambienti in cui stereotipi, teorie del complotto e linguaggi di odio trovano terreno fertile, rendendo più complesso il loro contrasto.

Gli episodi avvenuti negli ultimi giorni rappresentano dunque più di semplici fatti di cronaca: sono un richiamo concreto alla responsabilità delle istituzioni e della società civile. Gli attacchi contro luoghi di culto e scuole ebraiche, così come i tentativi di aggressione contro le comunità, ricordano quanto sia necessario mantenere altissima la vigilanza.

Come Unione delle Comunità ebraiche italiane abbiamo espresso vicinanza alle comunità colpite, sottolineando come la sicurezza delle comunità ebraiche rappresenti un presidio essenziale per la tutela dei valori democratici.

E’ importante ribadirlo con chiarezza: l’antisemitismo non è un problema delle sole comunità ebraiche. Quando l’odio colpisce una minoranza, è la tenuta stessa della democrazia a essere messa in discussione. Per questo il contrasto all’antisemitismo richiede un impegno costante delle istituzioni, della società civile e del mondo dell’educazione, affinché i valori di libertà, pluralismo e rispetto restino il fondamento della nostra convivenza democratica.

Ci auguriamo che, dopo il primo passaggio al Senato, il disegno di legge possa ora essere esaminato e approvato rapidamente anche dalla Camera, con il più ampio consenso possibile. E’ importante evitare rinvii o rallentamenti che finirebbero per ritardare l’entrata in vigore di un provvedimento giusto e necessario.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostanti


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