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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
15.03.2026 Bombardata l'isola petrolifera: un avvertimento per gli ayatollah
Cronaca di Daniel Mosseri

Testata: Libero
Data: 15 marzo 2026
Pagina: 6
Autore: Carlo Nicolato
Titolo: «Attacco aereo a Kharg l’isola del petrolio per fare aprire Hormuz»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 15/03/2026, pag. 6, con il titolo "Attacco aereo a Kharg l’isola del petrolio per fare aprire Hormuz", la cronaca di Daniel Mosseri. 

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Daniel Mosseri
 

L'isola di Kharg è il cuore dell'industria petrolifera iraniana. Finora Trump non ha ordinato di bombardarne le installazioni petrolifere per evitare ulteriori perturbazioni nel mercato dell'energia. Ma adesso i bombardieri strategici americani hanno colpito alcune installazioni militari, per avvertire che la prossima volta potrebbe toccare anche al petrolio. Così da indurre gli iraniani a riaprire lo stretto di Hormuz. Ma il messaggio verrà recepito da quel che resta del regime islamico di Teheran?

Un’escalation militare ma anche verbale. L'Iran attaccherà le strutture delle aziende statunitensi in Medio Oriente se le sue infrastrutture energetiche verranno prese di mira. Lo ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a seguito dell’attacco americano contro 90 obiettivi militari sull’isola di Kharg, il principale hub dell’export iraniano di idrocarburi. Ore prima il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di colpire l’infrastruttura energetica di Kharg se Teheran strozzerà i traffici marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il Regno Unito sta nel frattempo valutando una «serie di opzioni» dopo che Trump ha sollecitato altri Paesi ad inviare navi da guerra per mantenere aperto lo stretto. Ieri secondo le agenzie Irna e Tasnim le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg sono proseguite senza interruzioni.
A conferma indiretta, intanto, che Usa e Israele stanno concentrando la loro azione su obiettivi militari, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha “rivendicato” che «nonostante siano passati 15 giorni dalla guerra aggressiva e ingiusta non si è verificata alcuna interruzione significativa nel servizio alla popolazione».
BILANCIO Secondo una portavoce governativa 223 donne hanno perso la vita e altre 2.129 sono rimaste ferite dall’inizio della guerra mentre 16 operatori sanitari sono stati uccisi ieri. Sempre sabato un attacco israelo-americano contro Isfahan avrebbe causato la morte di almeno 15 persone. Danni e vittime degli attacchi iraniani sono stati registrati ieri contro il consolato emiratino a Erbil, nel Kurdistan iracheno, colpito da un drone mentre la difesa aerea di Abu Dhabi ha intercettato nove missili balistici iraniani e 33 droni. La Giordania ha affermato di aver intercettato 79 degli 85 droni iraniani lanciati questa settimana. In Iraq un missile ha colpito l’eliporto dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad poco dopo la morte di tre esponenti della milizia irachena Kataib Hezbollah alleata di Teheran rimasti uccisi in due attacchi non meglio identificati. È la seconda volta dall’inizio della guerra che la missione diplomatica americana in Iraq viene presa di mira.
Non si ferma intanto l’operazione scatenata da Israele nel sud del Libano da quando Hezbollah ha riaperto le ostilità unendosi ai lanci di missili iraniani contro lo Stato ebraico. Sabato le Israeli Defense Forces (Idf) hanno affermato di aver colpito 110 centri di comando della milizia sciita dall’inizio del mese. Le Idf hanno anche rivendicato di aver ucciso Hisham Abd al-Karim Yassin, un altro comandante dei pasdaran in un attacco aereo in Libano questa settimana.
Secondo le Idf l'uomo ricopriva il ruolo di «comandante chiave» nell’unità di comunicazione di Hezbollah e nel Corpo palestinese della Forza Quds, dei pasdaran. Saranno le prossime ore a confermare se la morte di Yassin interromperà il coordinamento, fino a oggi di successo, dei lanci a corto raggio dal Paese dei Cedri contro Israele con quelli a lungo raggio esplosi dall’Iran.
I primi colpiscono soprattutto il nord dello Stato ebraico mentre i proiettili balistici esplosi dall’Iran sono in grado di colpire anche la meridionale Eilat. E proprio nella città portuale sul Mar Rosso tre persone, fra le quali un dodicenne, sono rimaste ferite sabato a seguito di un attacco iraniano con un missile intercettato ma ricaduto in forma di “schegge”. Il coordinamento dei lanci degli Hezbollah con quelli dei pasdaran impegna al massimo lo scudo missilistico israeliano nel giro di pochi minuti aumentando la possibilità che qualche missile o drone vada a segno. Anche ieri, milioni di israeliani hanno passato la giornata entrando e uscendo dai rifugi condominiali e dalle “stanze sicure” dei loro appartamenti a seguito di una serie senza fine di allarmi. Dall’“urlo” della sirena, gli israeliani hanno pochi secondi per trovare riparo fino al cessato allarme, comunicato di norma tramite messaggio telefonico.
SPALLATA DECISIVA Israele sta dunque martellando il sud del Libano – ma neppure Beirut viene risparmiata – per tentare di assestare la spallata finale al più pericoloso degli alleati dell’Iran. Secondo le stime dell’intelligence israeliana, fra ottobre 2023 e novembre 2024 le Idf hanno decimato l’arsenale missilistico del gruppo sciita portandolo da 150 mila a 15 mila unità, una dotazione ancora straordinariamente alta soprattutto se paragonata ai mezzi modesti delle Forze armate libanesi (Laf), tuttora prive del monopolio della forza nel paese.
Mentre ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, visitava Beirut affermando che «non esiste una soluzione militare all'attuale conflitto tra Hezbollah e Israele», secondo Al-Jazeera le autorità libanesi stanno conducendo consultazioni ad alto livello per formare una delegazione incaricata di eventuali negoziati con Israele.
Israele non ritiene però che il governo libanese abbia la forza di imporsi sul gruppo sciita e in effetti, riferisce ancora Al-Jazeera, il presidente del Parlamento Nabih Berrii del partito sciita Amal non avrebbe approvato la partecipazione di un rappresentante di Hezbollah.
Ieri, intanto, un soldato Unifil è rimasto leggermente ferito in dopo che una postazione del contingente vicino a Meiss ej Jebel in Libano è stata colpita «probabilmente da fuoco di mitragliatrice pesante». Lo ha reso noto su X la portavoce dei caschi blu, Kandice Ardiel.

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