Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Perché la vittoria non è negoziabile Commento di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 14 marzo 2026 Pagina: 13 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «Perché la vittoria non è negoziabile»
Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 14/03/2026 a pag. 13 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Perché la vittoria non è negoziabile".
Fiamma Nirenstein
La guerra contro l’Iran sta indebolendo profondamente il regime degli ayatollah grazie alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro strutture strategiche e leadership. Questo riduce la minaccia dei proxy iraniani come Hamas, Hezbollah e gli Houthi e potrebbe permettere maggiore sicurezza per i civili israeliani
Forse domenica i bambini israeliani, su e giù nei rifugi in queste due settimane, torneranno a scuola nelle zone meno pericolose, paradossalmente nelle vicinanze di Gaza. Quella zona ormai è ripulita dal rischio, durato decenni, dei missili di Hamas che, uno dei proxy di Teheran, aveva fatto dei bombardamenti una costante della vita della zona, un prodromo del 7 ottobre 2023 per distruggere lo Stato Ebraico: Hamas adesso non spara più, e anche i Houty non si sentono; invece ferve lo scontro con gli Hezbollah, e Israele affronta anche questo pericolo per lasciar vivere in pace la gente che sul confine nord non dorme da decenni, tormentata su incarico iraniano. Una grande rivoluzione è in corso in Medio Oriente, quella che deve concludere la storia del maggiore organizzatore, finanziatore del terrorismo jihadista che avvelena il mondo; un regime orribile, come ha detto Trump. E Trump dice che la guerra va bene, il regime è schiacciato, e si dovrebbe concludere presto. Vuol dire che è una guerra, quando finisce non si sa mai di preciso, si combatte e si va fino in fondo. Ma chi lo sente chiosa, interpreta, scrive che 1) annuncia la sua uscita da un guaio; 2) pianterà lì Israele da solo; 3) dice cose opposte e questo significa che è confuso o che non ha una strategia; 4) ha capito che il regime è troppo forte; 5) sceglie il petrolio sulla vita della povera gente oppressa. Quanto a Netanyahu, è semplice: imperialismo guerrafondaio. Due dittatori fanno guerra a un regime con cui si poteva anche fare un accordo, e che è ancora forte. Ma non è vero: il regime è indebolito dalle enormi perdite di leadership e di strutture, il suo controllo del Golfo è fasullo, i suoi gerarchi sopravvissuti vivono sottoterra. Il regime, comprese le Guardie della Rivoluzione, decimati, ha eletto il figlio disconosciuto da Khamenei, e mezzo morto. Ma ci vuole pazienza e dedizione per capire, e non antisemitismo e antiamericanismo. Negli ultimi due giorni i B2 e altri aerei americani colpiscono obiettivi di fondamentale importanza strategica, uno a uno, con pazienza, scavando voragini che disegnano l’impossibilità che il regime torni al progetto atomico e missilistico che è la sua vita; Israele ha dato prova di una incredibile conoscenza del terreno: adesso ha eliminato i basiji coi droni ai check point, all’inizio è riuscita nell’impossibile impresa di eliminare l’Ayatollah Khamenei e un’altra trentina di gerarchi, oltre a diversi scienziati addetti al progetto nucleare. In 11 giorni di guerra l’Iran ha sparato 600 missili, e la volta scorsa invece 1600: sono morti 30 civili perché l’Iran spara qua e là sulle case, mentre gli obiettivi americani e israeliani su larghe strutture militari e del potere degli Ayatollah hanno agito contro più di mille difensori del regime. Il campo di battaglia è molto migliorato, adesso la piazza aspetta la gente. Ancora con calma, Israele scende nei rifugi, il cielo ruggisce, ne vale la pena. Donna, vita, libertà, e mondo migliore.