Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Facebook censura il profilo di Davide Romano Redazionale de Il Tempo
Testata: Il Tempo Data: 13 marzo 2026 Pagina: 9 Autore: Redazione de Il Tempo Titolo: «Facebook oscura il profilo di Davide Romano per aver postato un documento sul nazismo»
Riprendiamo da IL TEMPO del 13/03/2026, a pag. 9, con il titolo "Facebook oscura il profilo di Davide Romano per aver postato un documento sul nazismo", il redazionale de Il Tempo.
Rimosso il profilo Facebook di Davide Romano, grave atto di censura da parte di Meta
Nelle scorse ore Meta (Facebook) ha rimosso il profilo personale di Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, dopo la condivisione di un contenuto che riportava un fatto storico documentato: un telegramma inviato da Heinrich Himmler al Gran Mufti di Gerusalemme durante la Seconda guerra mondiale. Il provvedimento è stato notificato come «misura di sicurezza» per presunte violazioni delle regole della community. Il profilo, che contava circa 13.000 follower e circa 4 milioni di visualizzazioni mensili, risulta al momento non visibile.
«Trovo quanto accaduto grave e paradossale» dichiara Davide Romano. «Sono ebreo e dirigo un museo dedicato alla Brigata Ebraica, che ha combattuto contro il nazismo. È del tutto naturale che io possa e debba parlare del nazismo in chiave storica e critica. Nel caso specifico ho semplicemente riportato il testo di un documento storico, un telegramma sequestrato dall’esercito americano nel 1945, senza aggiungere commenti personali».
Romano sottolinea inoltre un’evidente contraddizione nelle politiche di moderazione delle piattaforme social: «Negli ultimi anni il mio profilo è stato quotidianamente bersaglio di haters che mi hanno scritto centinaia di insulti antisemiti anche molto pesanti. Quei contenuti sono rimasti online. Al contrario, viene rimosso un post che si limita a citare un fatto storico relativo al nazismo».
Conclude Romano: «Se non è più possibile parlare di storia, documenti e rapporti tra figure del periodo nazista senza rischiare la censura, allora il problema riguarda la libertà di informazione e il diritto al dibattito pubblico».
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