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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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israele.net Rassegna Stampa
12.03.2026 La guerra di Usa e Israele contro il regime iraniano è legittima e giusta
Commento di Francesco Lucrezi

Testata: israele.net
Data: 12 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Francesco Lucrezi
Titolo: «La guerra di Usa e Israele contro il regime iraniano è legittima e giusta: difendersi da una lunga serie di aggressioni violente e minacce mortali è un dovere “sacro” (come afferma la Costituzione italiana)»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - l'articolo di medium.com di Francesco Lucrezi , dal titolo: "La guerra di Usa e Israele contro il regime iraniano è legittima e giusta: difendersi da una lunga serie di aggressioni violente e minacce mortali è un dovere “sacro” (come afferma la Costituzione italiana)". 

Francesco Lucrezi
La carneficina del 7 ottobre 2023 è stato il culmine dell’aggressione contro Israele spronata, finanziata e armata dall’Iran per 47 anni

Quasi tutti, com’è noto, insistono nel protestare che la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sarebbe “illegittima”.

Del problema della legittimità della guerra si discute dai tempi più remoti: i Romani elaborarono uno specifico ramo del diritto (lo ius fetiale) al riguardo (che stabiliva le modalità formali attraverso cui la guerra potesse essere dichiarata e condotta); Sant’Agostino e altri Padri della Chiesa definirono i casi in cui il bellum potesse essere dichiarato iustum; Grozio, padre del moderno diritto internazionale, dedicò al tema il suo fondamentale De iure belli ac pacis; centinaia di trattati di internazionali hanno cercato di porre, al riguardo, dei limiti e dei criteri.

Le opinioni, politiche e giuridiche, al riguardo, ai nostri giorni, sono le più disparate, anche se tutte (dal dopoguerra in poi) improntate (magari ipocritamente) sull’idea che la pace sia un valore, e la guerra un disvalore. Inutile dire che questo “tabù” della guerra è qualcosa di recente, che prima non esisteva. L’unica cosa che contava, nella guerra, era vincerla; se fosse stata giusta o ingiusta si sarebbe visto solo dopo, a seconda se la si fosse vinta o persa.

Senza addentrarci in dotte discussioni dottrinali, poniamo due sole domande, molto semplici.

La prima è: una guerra di difesa, nel caso che un Paese venga aggredito da un altro, è legittima o no?

Negare perfino questo sarebbe davvero difficile: perfino la nostra Costituzione repubblicana, che all’art. 11 “ripudia” la guerra, sancisce all’art. 52 che la difesa della patria è “sacro dovere del cittadino”. Ed è l’unica volta, certo non a caso, che l’aggettivo “sacro” viene adoperato, evidentemente per sottolineare il carattere prioritario e assoluto di tale dovere.

E la seconda è questa: un violento atto di sangue, deliberatamente compiuto da uno Stato sovrano contro un altro Stato, è o non è un atto di guerra?

Ripeto: da uno Stato, non da un qualsiasi “cane sciolto” o un gruppo criminale o terroristico indipendente. Davvero difficile negarlo. In che consisterebbe, altrimenti, il “sacro dovere”?

Ebbene, se a queste due domande si risponde affermativamente, è difficile trovare una guerra più “giusta” di questa, tanto da parte di Israele che degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda Israele, non ci sarebbe proprio bisogno di dire nulla.

Da quando è nata, nello sciagurato 1979, la Repubblica Islamica non ha fatto altro che colpire ininterrottamente lo Stato ebraico e gli ebrei di tutto il mondo (ricordiamo solo la strage del Centro Ebraico di Buenos Aires, del 1994, che fece 85 morti e oltre 300 feriti), o direttamente, o tramite le milizie da essa finanziate e armate, quali Hamas, Hezbollah, Jihad Islamica, Houti e tante altre.

Si può dire che, in questi 47 anni, non ce ne sia stato neanche uno senza qualche attacco iraniano contro il “piccolo Satana”. Il tutto, mentre gli ayatollah lavoravano incessantemente per realizzare il potenziale nucleare per risolvere definitivamente il problema, una volta per tutte.

È illegittimo reagire?

Quanto agli Stati Uniti, anche nei loro confronti gli attacchi sono stati innumerevoli.

Ricordiamo, per fermarci solo ai più eclatanti, il rapimento dei 66 uomini dell’Ambasciata di Teheran., tenuti in ostaggio per 444 giorni, dal 1979 al 1980; l’attentato suicida all’ambasciata americana a Beirut dell’aprile 1983 (17 americani morti); quello dell’ottobre 1983, sempre a Beirut  (241 militari americani uccisi); l’autobomba fatta esplodere, sempre nella capitale libanese, nel settembre 1984 (23 morti, di cui due americani); il dirottamento, nel dicembre1984, dell’aereo della Kuwait Airlines a Teheran (due americani torturati e uccisi); quello, nel giugno 1985, del volo TWA Atene-Roma (un americano torturato e ucciso); l’autobomba fatta esplodere a Gaza nel luglio 1985 (8 morti, tra cui un americano); l’attentato suicida in un autobus, a Gerusalemme, dell’agosto 1995 (4 morti, tra cui un americano); quello del marzo 1996 in un centro commerciale di Tel Aviv (20 morti, tra cui due americani); l’attentato nell’edificio dell’aeronautica statunitense in Arabia Saudita, del giugno 1996 (19 morti); l’esplosione a Gaza dell’ottobre 2003 (3 diplomatici americani morti); l’assalto in Irak del gennaio 2007 (5 soldati americani uccisi da terroristi); fino al massacro del 7 Ottobre 2023, nel quale furono uccisi 46 americani e rapiti 12.

Dietro tutti questi atti c’è sempre stata, dichiaratamente, la Repubblica Islamica dell’Iran. Sempre.

Come si fa a definire illegittima la reazione militare americana? Cosa altro avrebbero dovuto attendere, gli Stati Uniti, per potere effettuare una guerra “legittima”?

Ma poi, chi sostiene l’illegittimità di questo conflitto, cosa pensa della dichiarazione di guerra che Inghilterra e Francia fecero contro la Germania, il 3 settembre 1939?

I tedeschi non avevano sparato neanche un colpo contro i due Paesi, che agirono solo in ragione del trattato di alleanza con la Polonia. Ma la Germania non era certo vincolata da quel trattato.

Per coerenza, bisognerebbe concludere che quella di Inghilterra e Francia fu dunque una guerra di aggressione, ovviamente illegittima.

E non furono forse illegittime le azioni dei partigiani? I tedeschi stavano in Italia legittimamente, in quanto alleati dell’Italia. L’Italia non era certo stata invasa da loro. Perché sparare loro addosso?

E la spedizione di Garibaldi fu forse legittima?

E allora, senza scomodare lo ius fetiale, sant’Agostino e Grozio, diciamo qual è il vero, unico criterio per definire una guerra legittima o illegittima: è legittima qualsiasi guerra combattuta, per qualsiasi motivo, da qualcuno che ci sta simpatico, è illegittima se chi combatte ci sta antipatico.

Se, poi, a combattere sono due antipatici, contro un solo simpatico, figuriamoci.

(Da: HaKol, 10.3.26)

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