Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Macron dice: un attacco a Cipro è un attacco all’Europa Analisi di Mauro Zanon
Testata: Il Foglio Data: 10 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Mauro Zanon Titolo: «Macron dice: un attacco a Cipro è un attacco all’Europa. Armi, piani e alleanze da Hormuz alla Turchia»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 10/03/2026, a pagina 1-II, con il titolo "Macron dice: un attacco a Cipro è un attacco all’Europa. Armi, piani e alleanze da Hormuz alla Turchia", l'analisi di Mauro Zanon.
Mauro Zanon
Macron ha avvertito che gli attacchi con droni contro Cipro dimostrano come la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran stia ormai toccando direttamente anche lo spazio strategico europeo.
La Francia ha quindi rafforzato la presenza militare nel Mediterraneo orientale, inviando la portaerei Charles de Gaulle
Parigi. “Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa a essere attaccata”. Da Paphos, a Cipro, accanto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e al presidente cipriota Nikos Christodoulides, il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, ha dato la sveglia agli europei sui pericoli della guerra in medio oriente, che non è solo una guerraregionale, che riguarda Israele, Stati Uniti e Iran, ma una guerra dove anche l’Europa è sotto tiro. “La difesa di Ciproè ovviamente una questione essenziale per il vostro paese, per i vostri vicini, partner e amici, la Grecia, ma lo è anche per la Francia e con essa l’Unione europea”, ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo rivolgendosi a Mitsotakis e Christodoulides. Il conflitto ha fatto irruzione nello spazio strategico europeo fin da subito: domenica 1° marzo, a ventiquattro ore dagli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, la base britannica della Raf ad Akrotiri è stata colpita da un drone di fabbricazione iraniana.
Altri due droni sono stati intercettati nella giornata di lunedì 2 marzo e secondo una fonte del governo cipriota citata da Reuters sarebbero stati lanciati dal Libano, molto probabilmente da Hezbollah. I danni provocati dai droni sono stati limitati e non ci sono stati feriti, ma colpire Akrotiri, infrastruttura militare di primaria importanza tra Europa e medio oriente, significa mandare un messaggionon solo a Londra, ma a tutto il dispositivo occidentale che sostiene o facilita le operazioni contro l’Iran. Macron si è subito proposto come guida dello scudo navale e aereo attorno all’isola assieme al Regno Unito, inviando sistemi di difesa antiaerea, la fregata multimissione Languedoc e soprattutto la portaerei Charles de Gaulle, la nave ammiraglia della flotta francese, con venti jet da combattimento Rafale e due aerei radar Hawkeye a bordo. “Il primo obiettivo di questa trasferta è quello di dimostrare la piena solidarietà a Cipro, che la scorsa settimana è stata bersaglio di diversi droni e missili”, ha dichiarato ieri Macron, annunciando la preparazione di una futura missione per riaprire lo stretto di Hormuz “non appena la situazione lo consentirà”, e scortare le navi “dopo la fine della fase più calda del conflitto”, al fine di consentire la circolazione di petrolio e gas. Lo scopo della missione a Hormuz “è rigorosamente pacifico, difensivo e di supporto, ma è anche essenziale per le nostre economie e per la nostraeconomia globale”, ha sottolineato Macron. Per contribuire alla sicurezza del Mar Rosso, la presenza militare francese verrà intensificata. Parigi contribuirà “nel lungo periodo” con “due fregate” alla missione Aspides, l’operazione navale dell’Ue avviata all’inizio del 2024 per proteggere lenavi dagli attacchi dei miliziani Houthi durante la guerra a Gaza, e complessivamente “la presenza francese che si dispiegherà dal Mediterraneo orientale al Mar Rosso fino al largo di Hormuz mobiliterà otto fregate, due portaelicotterianfibi e la nostra portaerei”, attualmente al largo di Creta. Macron ha poi salutato “il contributo di molti altri paesi europei”, rendendo omaggio “a coloro
che hanno seguito la nostra portaerei Charles de Gaulle dall’Atlantico al Mediterraneo”. L’operazione di difesa di Cipro è stata lanciata in coordinamento con Italia, Spagna e Olanda. Roma ha inviato la fregata missilistica Martinengo nel Mediterraneo orientale, la Spagna ha mandato la Cristóbal Colón, la più avanzata della Marina spagnola, e l’Olanda ha dispiegato la Hnlms Evertsen. Dopo la visita a Cipro, Macron è atterrato a bordo della Charles de Gaulle, dalla quale ha dato nuovi dettagli sulla missione “intergovernativa” per riaprire lo stretto di Hormuz. Alla missione, sarebbero pronti a partecipare “diversi paesi europei e asiatici, tra cui l’India”. Dalla nave ammiraglia della Marine nationale ha ribadito che la Francia “non partecipa al conflitto in corso”, ma non sarà mai spettatrice. Il dispiegamento nel Mediterraneo orientale della Charles de Gaulle è stato deciso “per proteggere i nostri connazionali nella regione e gli oltre 400.000 cittadini che vi risiedono”, ma anche per “proteggere i nostri alleati e i nostri amici, coloro con cui abbiamo accordi di difesa, i particolare Cipro”, ha proseguito il capo dello stato.
Ieri un missile balistico lanciato dall’Iran e penetrato nello spazio aereo della Turchia è stato neutralizzato dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale. Frammenti del missile iraniano sono caduti nella provincia di Gaziantep, nel sud-est del paese. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto convocare l’ambasciatore iraniano e ha messo in guardia Teheran. Si tratta del secondo attacco al territorio turco dall’inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Una guerra che l’Europa non può ignorare.
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