Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Mai violato il diritto in Iran. Era a un passo dall’attacco Commento di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 10 marzo 2026 Pagina: 13 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «Israele e Usa si sono solo difesi»
Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 10/03/2026 a pag. 13 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Israele e Usa si sono solo difesi ".
Fiamma Nirenstein
L'Iran è un regime pericoloso e prima dei bombardamenti di Usa e Israele era pronto ad attaccare ancora. Non ha senso parlare di violazione del diritto internazionale, in questo caso: l'attacco preventivo rientra nei compiti difensivi di uno Stato e Israele lo ha rispettato.
L’Iran degli Ayatollah era pericoloso e già pronto alla guerra: se non si voleva che aggredisse i suoi nemici con armi letali, era indispensabile prevenirne l’azione. La legge internazionale non proibisce di difendersi, ma proibisce di prevenire l’azione del nemico persino quando le cose sono ben chiare; e anche se sono ormai in movimento, come in questo caso, ma degli attori sul campo gli USA e Israele, non piacciono alle strutture che devono sovrintendere al diritto internazionale, prima di tutte l’ONU, vengono dichiarate fuori della legge internazionale. È disonesto e anche masochista. Il rischio era chiaro e presente, non affrontarlo sarebbe stata una ricetta per subire un’aggressione persino atomica, progettata nei decenni e venuta a compimento e accompagnata da continue azioni di guerra.
Ma l’antiamericanismo, il pacifismo, l’odio per Israele sono nel codice di comportamento della gente per bene, dei panel tv: l’Iran non è più il maggior promotore del terrorismo internazionale, guidato da una dittatura che viola con la violenza tutti i diritti umani. È penoso e anche disgustoso vedere le donne di “non una di meno” buttare fuori le eroine iraniane dal corteo perché tengono per la guerra, che appunto “viola il diritto internazionale”. I loro diritti non contano. A chi attacca gli USA e Israele piace dichiarare che l’attacco erode il codice di giustizia e di moralità adottato da tutto il mondo. Ma argomentarlo dimostra solo come l’intero pacchetto sia corrotto e inutilizzabile. Se non si può secondo il diritto internazionale attaccare un Paese inerme, difendersi da una guerra che ti viene portata, è invece necessario.
La comparazione della guerra contro l’Iran con l’aggressione di Putin all’Ucraina è una delle idiozie che adornano la versione legalitaria per cui l’Iran era un paese pacifico. Aragchi parlando con Witkoff che chiedeva di rinunciare all’uranio arricchito gli ha promesso 11 bombe atomiche pronte; dal 1979, la minaccia iraniana è stata sempre un pericolo concreto e presente, da cui decisamente difendersi. Comincia col sequestro dell’ambasciata americana e 66 americani sequestrati per 444 giorni, e poi lo slogan di minaccia “morte a Israele e morte all’America” diventa quotidiano, indispensabile nella vita del regime.
Oggi ne vediamo i risultati; in missili balistici, il pericolo atomico, i proxy impegnati nelle stragi di ebrei e di occidentali. Oggi vedi i missili iraniani pronti, costruiti o affidati agli Hezbollah, a Hamas, ai Houty, puntati sui civili, tragica minaccia quotidiana in Israele; e l’arricchimento dell’uranio funziona insieme all’anello d’acciaio che marcia fino al 7 di ottobre. Passa da Buenos Aires a Burgos contro gli ebrei, contro gli USA dal 1983 ripete attentati suicidi a Beirut, centinaia di soldati americani ammazzati dagli hezbollah, dirottamenti con torture e uccisioni di americani della Kuwait Airways, della TWA, uccisioni, assassini collettivi su autobus, nei mall in Israele, attentati di Hamas con migliaia di morti, tutti sostenuti dall’Iran, con vittime sia israeliane che americane. Gli iraniani hanno anche attentato due volte alla vita del presidente, nel 2005 hanno attaccato le basi statunitensi.
Ma la vecchia struttura della verifica della “legittimità internazionale” non si occupa altro che di ciò che non gli garba politicamente, identifica “atti di aggressione”, considera solo la norma per cui è consentito rispondere solo a un attacco che ha già avuto luogo. E qui ce ne sono a bizzeffe: solo che manca una struttura internazionale che voglia leggere i pericoli contemporanei, quelli del terrorismo, dei proxy, dell’aiuto occulto della Russia, la Cina, la Corea del Nord, dei miliardi distribuiti per uccidere. La costruzione immensa di bugie contro Israele ha potuto servirsi della Corte Internazionale di Giustizia, l’accusa di violare il diritto internazionale dopo che aveva subito la strage del 7 ottobre è la prova di come il diritto debba essere riformato, debba capire che esso rappresenta una guerra in corso che non risparmia nessuno. Nemmeno le virtuose femministe che cacciano via le donne iraniane dai cortei.
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