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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
08.03.2026 I fan di Teheran e la prevalenza del cretino
Editoriale di Mario Sechi

Testata: Libero
Data: 08 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Mario Sechi
Titolo: «I fan di Teheran e la prevalenza del cretino»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 08/03/2026, a pag. 1 con il titolo "I fan di Teheran e la prevalenza del cretino" l'editoriale di Mario Sechi.


Mario Sechi

Il vero nemico dell’Italia è il partito dei turbanti della sinistra che soffia sulla paura, accompagnato dal sistema dei media dove la prevalenza del cretino è senza limiti.


Una settimana di guerra è un tempo infinitamente piccolo (quella in Ucraina dura da oltre 4 anni), ma sufficiente per trarne alcune lezioni. Sul campo di battaglia tutto può sempre andare storto, ma l’inventario dei fatti per ora è diverso dai talk show di TeleAyatollah.
L’arsenale dell’Iran è in via di esaurimento, i lanci di missili sono crollati, la marina è azzerata, il regime è alle corde, il gruppo di comando vicino a Ali Khamenei è stato spazzato via dai bombardamenti, il successore, il figlio Mojtaba, sarebbe ferito, sul suo nome come Guida Suprema c’è una spaccatura interna, l’intera leadership è braccata dai missili e dai droni. Se escono di casa, muoiono; se restano in casa, muoiono. Il panico è tale che il regime è impegnato in una surreale campagna di menzogne: sei giorni fa avevano detto di aver affondato la portaerei Abraham Lincoln, ieri hanno affermato che è riapparsa (come l’Olandese Volante), ma ha abbandonato il campo di battaglia. Ricordano le imprese di Muhammad Saeed al-Sahhaf che davanti alle telecamere nel 2003 negava l’invasione dell’Iraq mentre i carri armati americani alle sue spalle entravano a Baghdad.
Gli Stati europei si sono allineati alla Casa Bianca, chi per scelta ponderata (Meloni e Merz), chi per improvvisa scoperta della realtà dopo aver sognato la rivoluzione d’Ottobre (Starmer e Sanchez), chi per non finire nell’irrilevanza (Macron). Tutti fanno quello che detta la logica, tutelano lo spazio del Mediterraneo, cooperano con l’America e gli Stati del Golfo. Giorgia Meloni, da leader di un Paese del G7 come l’Italia, ha la sua agenda: difende l’interesse nazionale, non partecipa all’offensiva (che depotenzierebbe la nostra buona diplomazia nell’area del Golfo), mette in campo misure fiscali per mitigare i rialzi dei prezzi sulle materie prime. Avvisate il campo largo, non c’è nessuna fine del mondo. Sì, ci sono speculazioni, lo Stretto di Hormuz è ancora chiuso, le infrastrutture del gas e del petrolio nel Golfo hanno subito danni, ma lo scenario è incomparabile rispetto ad altri shock: la crisi petrolifera del 1973 con le domeniche a piedi, un cambio d’epoca che innescò la rivoluzione energetica americana; l’attacco di al Qaeda alle Twin Towers nel 2001 che lanciò l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq nel 2001-2003; il crac globale dei mutui subprime e la tensione sul debito sovrano del 2008; la pandemia e il lockdown nel 2020, con un crollo verticale della produzione; l’invasione dell’Ucraina nel 2022 con la rottura della politica del tubo (del gas) con la Russia. Il vero nemico dell’Italia è il partito dei turbanti della sinistra che soffia sulla paura, accompagnato dal sistema dei media dove la prevalenza del cretino è senza limiti.
Anche loro perderanno la guerra.

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