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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Riformista Rassegna Stampa
06.03.2026 La sinistra rivendica il 'diritto' di essere antisionista e pretende di non essere antisemita
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 06 marzo 2026
Pagina: 5
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «Senza sionismo vincono gli antisemiti»

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 06/03/2026, a pagina 5, l'editoriale di Iuri Maria Prado dal titolo "Senza sionismo vincono gli antisemiti "


Iuri Maria Prado

In Senato, il Movimento 5 Stelle rivendica il "diritto democratico" di difendere le manifestazioni antisioniste. Come se l'antisionismo e l'antisemitismo fossero due cose distinte e distanti. Chi è antisionista odia gli ebrei, esattamente come chi è puramente antisemita.

Ha ricevuto molti applausi — e non solo dai seggi del proprio partito — la senatrice del Movimento 5 Stelle che l’altro giorno, al Senato, durante la discussione del disegno di legge contro l’antisemitismo, ha rivendicato il diritto democratico di difendere le manifestazioni antisioniste. «Il sionismo», ha affermato, «è un’idea politica». E si è esercitata in una argomentazione di sbalorditiva originalità: quella secondo cui non si può confondere l’antisionismo con l’antisemitismo.

Non occorre spiegare a quella senatrice, né ai molti che applaudivano al suo intervento, che il sionismo è tutt’altro. Non serve ricordare loro che a quella distinzione ricorreva un tempo la retorica nazista, e che oggi vi ricorrono i responsabili dei massacri, degli stupri e dei rapimenti del 7 ottobre.

Più interessante, forse, è far sapere ai cultori del diritto all’antisionismo quali siano davvero gli obiettivi, i destinatari e le vittime di questi sfoghi. Sono gli ebrei. Perché circa il novantacinque per cento degli ebrei si riconosce nel sionismo. Dunque: sei antisionista, ma — per carità — non sei contro gli ebrei. Sei “solo” contro i sionisti. Cioè contro nove ebrei su dieci.

Interessante sarebbe anche spiegare ai difensori dell’odio antisionista che cosa sarebbe stato del popolo ebraico senza il sionismo, che sta a una “idea politica” nella stessa misura in cui fu una “idea politica” offrire un rifugio agli ebrei perseguitati o strappare gli schiavi alle navi dei negrieri.

Senza il sionismo — cioè senza Israele — sarebbe stato completato il lavoro di Adolfo Hitler.
Senza il sionismo — cioè senza Israele — si sarebbe consumato il genocidio di un altro milione di ebrei nei Paesi arabi e africani.
Senza il sionismo — cioè senza Israele — i duecentocinquantamila sopravvissuti ai campi di sterminio non avrebbero avuto un luogo dove andare, perché l’Europa che li aveva perseguitati e gli Stati Uniti, anche dopo il genocidio, per anni non aprirono loro le porte.

Senza sionismo la storia del popolo ebraico sarebbe stata soltanto ghetto. Soltanto pogrom. Soltanto Shoah.

E senza sionismo avrebbero vinto gli antenati storici e dottrinali di quei senatori. I quali — si spera — non sapevano ciò che facevano quando battevano le mani alla collega apologeta dell’antisionismo.

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redazione@ilriformista.it

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