Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Nazista chi? A Hitler, Khamenei sarebbe piaciuto Analisi di Davide Romano
Testata: Il Tempo Data: 06 marzo 2026 Pagina: 8 Autore: Davide Romano Titolo: «Ad Adolf Hitler sarebbero piaciuti gli ayatollah»
Riprendiamo da IL TEMPO del 06/03/2026, a pag. 8, con il titolo "Ad Adolf Hitler sarebbero piaciuti gli ayatollah", l'analisi di Davide Romano.
Davide Romano
Nel dibattito sulla crisi iraniana il termine “nazista” viene usato come insulto politico da entrambe le parti. Tuttavia, guardando all’ideologia del Terzo Reich, Hitler era radicalmente ostile alla democrazia liberale. Per questo motivo è plausibile che avrebbe guardato con maggiore simpatia a un regime autoritario e antisraeliano come la Repubblica islamica iraniana piuttosto che alle democrazie occidentali
Nel dibattito infuocato sulla crisi in Iran, le accuse di "nazismo" vengono rimbalzate tra le parti. Gli interventisti vedono in Teheran l'erede del totalitarismo nazista; i pacifisti invece leggono nell'azione occidentale una forma di imperialismo fascista.
Per capire chi abbia ragione, è necessario spogliare il termine "nazista" della sua valenza di insulto generico e riportarlo alla sua cruda realtà storica. Analizzando l'ideologia del Terzo Reich emerge una verità inequivocabile: Adolf Hitler non si sarebbe mai schierato con gli Stati Uniti e Israele.
La base del pensiero hitleriano era il rifiuto totale della democrazia liberale, da lui considerata un «sistema ebraico» volto a corrompere la purezza dei popoli. Nel Mein Kampf descriveva il parlamento come una parlamentarischen Sumpf(palude parlamentare), un luogo dove il bene comune affogava tra interessi particolari e compromessi sterili. Per Hitler il parlamentarismo era un'illusione di uguaglianza che portava inevitabilmente alla decadenza.
Egli opponeva a questo modello il Führerprinzip (il principio del leader), l'idea che solo un capo carismatico potesse incarnare la volontà organica della nazione. Sotto tutti questi aspetti la struttura di potere dell'Iran attuale — con una Guida Suprema che sovrasta il gioco democratico — risulterebbe ai suoi occhi infinitamente più ammirevole della "decadenza" multipartitica occidentale, israeliana e statunitense.
La simpatia di Hitler per l'estremismo islamico peraltro non è un'ipotesi teorica, ma un dato storico. Nel 1941, a Berlino, il Führer incontrò Haj Amin al Husseini, Gran Mufti di Gerusalemme. I due condividevano una visione del mondo fondata sull'antisemitismo viscerale e sull'odio per l'influenza angloamericana. Il Mufti divenne così un ingranaggio della macchina bellica nazista, facilitando il reclutamento di volontari musulmani nelle Waffen SS impegnate nei Balcani.
Il regime nazista sostenne inoltre le sue trasmissioni radiofoniche di propaganda jihadista antioccidentale. L'obiettivo di Hitler era chiaro: usare la forza religiosa islamica per annientare i nemici comuni.
Se proiettiamo queste dinamiche nell'attualità, la conclusione è netta. Hitler avrebbe guardato con estrema simpatia al regime fondato da Khomeini. Avrebbe visto in Khamenei (e nei suoi successori) l'incarnazione moderna di quel leader assoluto che sfida l'ordine liberale e che pone la distruzione dello Stato d'Israele come cardine metafisico della propria missione.
Il Führer avrebbe considerato gli Stati Uniti come la "nuova Giudea", il braccio armato del «complotto giudaico internazionale», e Israele come l'errore storico da cancellare.
Chi oggi accusa i sostenitori dell'intervento di essere "nazisti", dunque, commette un errore storico grossolano. Hitler non avrebbe potuto che applaudire alla repubblica islamica che combatte la "palude" democratica, vieta la libertà di stampa, perseguita le persone LGBT e sogna la cancellazione dello Stato ebraico dalle mappe geografiche.
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