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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
06.03.2026 Trump spiegato agli stolti
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 06 marzo 2026
Pagina: 12
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Trump spiegato agli stolti»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 06/03/2026 a pag. 12 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Trump spiegato agli stolti". 


Fiamma Nirenstein

Donald Trump e il segretario alla Guerra Pete Hegseth. Per la stampa italiana ed europea, la scelta di bombardare l'Iran è inspiegabile, se non in una logica bellicista e imperialista del presidente americano. Nessuno pensa al pericolo che l'Iran costituiva.

Allora, perché Trump ha attaccato l’Iran? Chiedetelo alla stampa quotidiana, o ai panel della tv: ma perché è un delinquente imperialista. Ovvio no? Anzi sulla prima pagina del Corriere della sera Gramellini sogna di passare “un giorno da Sanchez” per dirgliene quattro sul muso. Chissà quanto sarebbero d’accordo le famiglie dei 50mila uccisi che ritengono, come Trump che il regime Iraniano debba finire nella pattumiera della storia. Ma così la vede la maggior parte dell’informazione italiana e europea: prepotente, imperialista, aggressivo Trump e, a ruota, quel genocida di Netanyahu. Il Financial Times per esempio spiega: Trump ha attaccato perché i dittatori (sic, anche se in perenne preda di legittime contestazioni interne e esterne  e in dibattito con la sua magistratura)  cambiano idea a capriccio, come dice anche il titolo dell’ editoriale. La scelta è vuota, priva di scopo, suo è l’ imperialismo sul quale l’Europa dal tempo della guerra fredda è abituata ad andare in piazza,  e come Sanchez e Macron cercano consensi.

Per l'opinione “antimperialista” non è vero  quello che è provato da decenni, che l’Iran per un motivo mistico irrinunciabile ha costruito una macchina di aggressione pronta ormai ad attaccare fino alle città d’Europa, e gli USA. Per i sapientoni è tutta una balla, non esistono i missili balistici, non l’uranio arricchito, e comunque si può sempre fare un accordo, no? Invece di raccontare la storia si vuole educare alla fede di Trump imperialista e Israele colonialista. Censurata la dittatura fanatica che dal 1979 perseguita i suoi cittadini fino alla morte di massa e che dopo aver debuttato con il sequestro dell’ambasciata americana e la promessa furiosa di distruggere sia il Piccolo che il Grande Satana, Israele e gli Stati Uniti, ne ha fatto il motivo del suo attacco terrorista al mondo occidentale in cui troneggiano le Guardie della Rivoluzione, gli Hezbollah, Hamas… con molti capitoli di cui l’ultimo è quello del 7 ottobre.

Le Monde a sua volta ci spiega che Trump attacca solo per bellicismo, non ne avrebbe nessun motivo, le sue accuse non sono “supportate da prove”. Ma anche il capo dell’IAEA, Grossi dice che ci siamo, quei 460 chili di uranio arricchito stanno per diventare bombe atomiche, e Witkoff lo certifica stupefatto dalla trattativa dove Aragchi minaccia di passare alle 11 bombe in suo potere, forte della sua alleanza a base di droni con la Russia di Putin, dello sfondo cinese… ma piace a Liberation, come a Times di Londra immaginare che il regime sia indistruttibile, che l’Iran degli ayatollah sia “resiliente”, anzi, forse parte dell’asse della resistenza, si è pronto a confezionare un cappottino di diritti umani. Ma come, Trump aveva detto che avrebbe fatto la pace, ma questa è guerra, strIlla il coro: non riesce a immaginare che una guerra di necessità può evitare quella di aggressione che ti uccide, e che scegliendo il coraggio si può puntare a uno scenario che è proprio quello che si sta disegnando, un fronte fra Occidente e Paesi colpiti dall’Iran che non si era mai visto. Sanchez permettendo.

Ma ecco però la grande accusa: l’accusa per cui Trump viene criticato adesso, di aver scelto di affrontare l’Iran seguendo lo Stato Ebraico. Trump ha spiegato che non è vero: lui è alla testa, se non si fosse mosso, niente sarebbe accaduto. Israele voleva agire contro chi lo ha condannato a morte e minacciava la civiltà, erano insieme da anni. Ma da molta noia che Pete Hegseth abbia testimoniato che è  “rinfrescante combattere spalla a spalla con un alleato così capace” : combattere per gli ebrei, insieme agli ebrei ormai grandi soldati, anche perché, oltre al tuo pericolo senti l’oltraggio morale, ripetuto nei secoli della minaccia della loro eliminazione dalla faccia della terra? Vuoi che Israele stia forte e potente in Medio Oriente? Questo sì che non piace a Le Monde e compagnia. Combattere per salvare gli ebrei fu decisione lenta e difficile ai tempi della Shoah, e fu essenziale per salvare l’Europa intera. Adesso, combattere fianco a fianco con il loro ottimo esercito è impossibile agli occhi di chi non li può soffrire. E Trump non vi è stato trascinato, né si è nascosto dietro di loro (vi ricordate invece Merz “grazie a Israele che fa per noi il dirty job?"). Combatte insieme, e insieme chiama il popolo iraniano a riconquistare la sua libertà. Magnifica, inammissibile scelta per l’Europa. Troppo complessa.  

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