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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Tempo Rassegna Stampa
04.03.2026 Trump: pronti ad armare gruppi iraniani contro il regime
Commento di Alberto Russo

Testata: Il Tempo
Data: 04 marzo 2026
Pagina: 5
Autore: Alberto Russo
Titolo: «Trump: «Pronti ad armare gruppi iraniani contro il regime»»

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 28/02/2026, a pag. 12, con il titolo "Trump: «Pronti ad armare gruppi iraniani contro il regime»", il commento di Alberto Russo.

Proteste in Iran, “il regime venderà cara la pelle” - RSI
Trump si è detto disposto a sostenere gruppi armati interni per rovesciare il regime iraniano, sostenendo che gran parte delle capacità militari di Teheran siano state distrutte

Nell’intento di rovesciare il regime di Teheran il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ammesso di essere disposto «a sostenere gruppi in Iran che imbraccerebbero le armi per la causa», l’indiscrezione riportata da funzionari americani al Wall Street Journal è uscita poco prima dell’inizio del bilaterale alla Casa Bianca tra il presidente Usa e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

L’incontro, il primo del presidente americano con un leader straniero dall’inizio della guerra israeloamericana contro l’Iran, ha assunto un valore completamente nuovo, finendo per essere dominato dalle discussioni sugli attacchi. Va sottolineato come il governo tedesco abbia ricevuto solamente quella che è equivalsa a una chiamata di cortesia poco prima che le forze americane e israeliane lanciassero la loro operazione, mentre, in generale, gli alleati europei sono stati lasciati all’oscuro delle intenzioni di Washington fino a sabato scorso.

«Siamo sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda l’eliminazione di questo terribile regime di Teheran», ha affermato Merz nello Studio Ovale. «Speriamo tutti che questa guerra finisca il prima possibile», ha aggiunto. «Quindi, speriamo che l’esercito israeliano e quello americano stiano facendo la cosa giusta per porre fine a tutto questo e per avere davvero un nuovo governo in carica, che torni alla pace e alla libertà».

La scena tuttavia è stata per Trump che ha approfittato della prima conferenza stampa dopo l’attacco di sabato mattina per fare il punto sulla guerra in corso. «Stavamo negoziando con questi pazzi, e pensavo che ci avrebbero attaccato», ha detto. «Ci avrebbero attaccato se non lo avessimo fatto». Allo stesso tempo, il presidente americano ha assicurato che Israele e il primo ministro Benjamin Netanyahu non lo abbiano forzato ad unirsi nella campagna contro Teheran, «anzi», ha replicato, «al massimo forse io ho forzato la mano di Israele, ma Israele era pronto, e noi eravamo pronti, e abbiamo avuto un impatto molto, molto potente», ha ripetuto poco dopo.

Trump ha poi spiegato che «quasi tutto è stato distrutto. Non hanno la marina. È stata messa fuori uso. Non hanno l’aeronautica. È stata messa fuori uso. Non hanno il rilevamento aereo, è stato messo fuori uso. Il loro radar è stato messo fuori uso. E praticamente tutto è stato messo fuori uso».

Interpellato sul possibile scenario peggiore del conflitto, Trump è stato molto schietto: «Immagino che il caso peggiore sarebbe che, dopo aver fatto questo, poi prendesse il potere qualcuno che sia cattivo quanto il precedente leader, giusto?». E alla domanda su chi vorrebbe che prendesse potere, ha dato una risposta secca: «Oggi c’è stato un altro colpo alla nuova leadership e sembra che sia stato piuttosto sostanziale. La maggior parte delle persone che avevamo in mente sono morte».

Su un possibile passaggio di potere in Iran, il tycoon ha minimizzato l’ipotesi che l’attivista iraniano in esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran, possa assumere la guida del Paese, affermando di preferire che qualcuno dall’interno dell’Iran se ne occupi. «Alcune persone lo apprezzano, e non ci abbiamo pensato molto, mi sembra che qualcuno dall’interno sarebbe forse più appropriato».

Sulla questione del programma nucleare iraniano, poi, Trump ha affermato che l’attacco dello scorso giugno era necessario per impedire a Teheran di ottenere un’arma atomica nel giro di un mese. E ha criticato l’accordo che l’ex presidente Barack Hussein Obama aveva siglato con il Paese mediorientale: «L’altra cosa è che Barack Hussein Obama ha fatto forse il peggior accordo che abbia mai visto, perché ha dato tutto il potere in Medio Oriente all’Iran. È andata esattamente nella direzione opposta. E io l’ho rescisso. Se non avessi rescisso quell’accordo, tre anni fa si sarebbero ritrovati con un’arma nucleare di grandi dimensioni, che sarebbe già stata usata almeno contro Israele, e anche contro altri Paesi».

Parlando delle eventuali proteste della popolazione iraniana contro il governo, Trump è stato categorico: è ancora troppo presto. «Se avete intenzione di uscire a protestare, non fatelo ancora. È molto pericoloso là fuori. Stanno sganciando molte bombe», ha concluso.

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