Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ipotesi di successione: il figlio di Khamenei potrebbe prendere il posto del padre. Speriamo di no Cronaca di Carlo Nicolato
Testata: Libero Data: 04 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Carlo Nicolato Titolo: «Israele entra in Libano. Bombe sul «conclave» del dopo-Khamenei Eletto il figlio Mojtaba»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 04/03/2026, pag. 2, con il titolo "Israele entra in Libano. Bombe sul «conclave» del dopo-Khamenei Eletto il figlio Mojtaba", la cronaca di Carlo Nicolato.
Carlo Nicolato
Mojtaba Khamenei prende il posto del padre come Guida Suprema dell'Iran? Almeno temporaneamente. Finché non verrà ucciso anche lui o finché non si troverà un successore più stabile
Il figlio dell’Ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, è stato scelto come suo successore: assumerà quindi il ruolo di Guida suprema dell’Iran. La decisione è stata presa in serata dagli 88 membri dell’Assemblea degli esperti, che riunisce gli alti esponenti del clero, dietro l’indicazione dei pasdaran. Nella notte l’esercito israeliano aveva attaccato il più importante quartier generale degli ayatollah a Teheran, e più tardi aveva preso di mira proprio l’Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane.
Secondo Channel 12, gli 88 saggi erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli «scrutatori».
L’elezione del secondogenito di Khamenei coglie di sorpresa chi si aspettava che il voto potesse essere rinviato a dopo i funerali (che dovrebbero tenersi la prossima settimana nella sua città natale Mashhad) del defunto Khamenei. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».
FAVORITO
Considerato per anni il favorito dopo la morte di Ebrahim Raisi nel 2024, Mojtaba, 56 anni, è noto per le sue posizioni in linea con quelle del padre rimasto ucciso nei radi del primo giorno e per i suoi stretti legami con i Guardiani della Rivoluzione. Sebbene Khamenei si fosse espresso in passato contro una trasmissione ereditaria del potere- temendo il paragone con la dinastia degli scià Pahlavi rovesciata nel 1979 ed essendo malvista dall’establishment clericale sciita- negli ultimi anni ambienti religiosi sciiti hanno iniziato a presentare Mojtaba come un autorevole esperto di diritto islamico. Può inoltre vantare forti legami con i pasdaran e con la forza paramilitare volontaria Basij. Un ostacolo è stato poi superato: Mojtaba non è un alto religioso e non ricopre alcun ruolo ufficiale nel regime. Certo che, anche se malvisto dal clero, la sua appare una scelta obbligata se è vero, come ha detto Trump, che il regime è stato decapitato dei suoi vertici.
Intanto, sono più di 1.700 gli obiettivi colpiti dalle forze aeree americane dall’inizio dell’operazione Epic Fury contro l’Iran. Lo ha comunicato il Comando centrale degli Stati Uniti aggiungendo che sono state anche affondate 11 navi da guerra iraniane, praticamente tutte quelle presenti nel Golfo. Le forze americane si stanno ora concentrando nell’individuazione e nella distruzione delle rampe mobili dalle quali sono stati lanciati diversi attacchi missilistici. Sono invece 1.600 le missioni aeree israeliane per un totale di 4mila bombe sganciate. L’obiettivo è quello di annientare nel minor tempo possibile le capacità offensive e difensive iraniane, ma Israele non intende rinunciare agli attacchi mirati contro ciò che rimane dei vertici della Repubblica islamica.
Un’altra incursione su Teheran ha permesso l’eliminazione di Daoud Alizadeh, comandante del Corpo del Libano nella Forza Quds. L’Idf ha fatto sapere di aver anche colpito un «complesso sotterraneo» in cui «operavano segretamente» scienziati «per sviluppare un componente chiave per le armi nucleari».
FRONTE DEL GOLFO
L’Iran ha risposto attaccando Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv, dove sette persone sono rimaste ferite, e i vicini Paesi arabi, in particolare Qatar ed Emirati dove è scoppiato un incendio nella zona di Fujairah a causa dei detriti di un drone abbattuto. Gli Emirati hanno annunciato ieri di avere munizioni sufficienti per un conflitto prolungato e starebbero prendendo in considerazione di partecipare agli attacchi contro le basi missilistiche iraniane. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha preso di mira anche quelli che ha definito gruppi controrivoluzionari nel Kurdistan iracheno, affermando di aver distrutto le loro postazioni con 30 droni. I droni hanno raggiunto anche l’aeroporto di Erbil vicino a una base militare americana. Dopo gli attacchi con droni alla base britannica a Cipro, Londra ha inviato sul posto elicotteri con capacità anti-droni e sta schierando il cacciatorpediniere antiaereo HMS Dragon. L’Iran ha comunque fatto sapere di non aver ancora utilizzato le sue armi più avanzate. Le truppe israeliane si sono spinte in profondità nel Libano meridionale dopo che Hezbollah ha iniziato a lanciare razzi e droni verso il nord di Israele. L’esercito libanese ha così redistribuito i suoi soldati dalle posizioni di confine recentemente stabilite e confermato di aver arrestato 12 membri di Hezbollah. Negli attacchi aerei su Beirut è stato eliminato Rida Hazaa’i, capo della divisione di rafforzamento per Hezbollah. Distrutti anche gli studi del canale televisivo di notizie Al-Manar, di proprietà di Hezbollah, e la stazione radiofonica Al-Nour.
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