martedi` 03 marzo 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
03.03.2026 Che strano Paese!
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 03 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Che strano Paese!»

Che strano Paese!
Commento di Michelle Mazel 
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/quel-drole-de-pays-287778.html

 
Michelle Mazel

Tel Aviv, sotto i bombardamenti la vita continua. Gli israeliani erano pronti ad affrontare questo conflitto e tutte le sue durezze.

Il coraggio del popolo iraniano non sarà stato vano, anche se il futuro resta incerto. Dopo lunghe settimane di attesa e vani tentativi di trovare un compromesso, questo nuovo scontro con l'impero degli ayatollah coinvolge l'intero Medio Oriente. Teheran sta sparando in tutte le direzioni, prendendo di mira gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, Dubai e la Giordania e persino Cipro, che però non sono intervenuti. Israele è il Paese più colpito. Si stava preparando da molto tempo. Purtroppo, non è la prima volta che subisce un attacco. La Protezione Civile ha sviluppato un software da installare su tutti i telefoni in base alla loro localizzazione. Quando viene rilevato il lancio di un missile o di un drone, viene inviato un primo avviso, che induce le persone ad avvicinarsi a un rifugio. Quando la minaccia si fa più concreta, viene attivato un potente sistema audio; hai quindi qualche minuto per metterti in salvo. I più fortunati hanno una stanza blindata nel loro appartamento e bastano pochi secondi. Certo, è estenuante quando succede più volte di notte. Altri devono vestirsi in fretta per scendere nel rifugio sotterraneo dell'edificio; questa è la fase più pericolosa, quella in cui gli anziani rischiano di cadere mentre scendono di corsa. A volte alcune persone preferiscono aspettare lì l’allerta successiva anziché tornare indietro. Chi è meno abbiente cercherà riparo nei rifugi pubblici. A Tel Aviv, ad esempio, molte persone si organizzano per passare la notte nei corridoi sotterranei della metropolitana, sistemandosi con coperte e cibo, spesso insieme ai propri compagni a quattro zampe. In questo periodo dell'anno in Israele fa freddo: a Gerusalemme la temperatura notturna è di appena quattro o cinque gradi. Gli allarmi si susseguono. Sorprendentemente, il panico è molto scarso. Le stazioni radiofoniche funzionano e trasmettono le notizie, così come i canali televisivi, e alcune persone le seguono sui loro cellulari o sui computer portatili. Ci s’informa, si commenta. Ma soprattutto c'è questo straordinario progresso che è WhatsApp. Grazie ad esso restiamo in contatto con i familiari che si trovano altrove, ma anche con gli amici, con coloro che all'estero si preoccupano. Ci scambiamo immagini divertenti per domare la nostra paura. Quando arriva il mattino, la routine cerca di riprendere il sopravvento. Miracolo, i giornali vengono consegnati come al solito. Ascoltiamo le istruzioni. Vuoi uscire? Non uscire? Vuoi solo farti consegnare ciò di cui hai bisogno? Gli allarmi continuano. Dobbiamo arrangiarci. La cosa peggiore è l'incertezza. L'ultimo scontro con l'Iran era durato dodici giorni. Tutto lascia supporre che, dopo i massicci bombardamenti delle forze aeree israeliane e americane e l'eliminazione di Khamenei, che aveva fatto della scomparsa di Israele il suo obiettivo supremo, questo nuovo episodio finirà presto. Sfortunatamente, nonostante le notevoli prestazioni delle difese aeree, in particolare della cupola d'acciaio, ci sono stati vittime e danni.

E poi? E poi potranno riprendere le manifestazioni contro Israele e gli attacchi contro gli ebrei.


takinut3@gmail.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT