Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Viva la libertà del popolo iraniano! Commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta Data: 02 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «Viva la libertà del popolo iraniano!»
Viva la libertà del popolo iraniano! Commento di Deborah Fait
Deborah Fait
Iraniani in piazza celebrano la morte di Khamenei, nel primo giorno di guerra. Il conflitto si concluderebbe definitivamente con la liberazione del popolo iraniano, dopo 47 anni di tirannia islamica.
Non so quanto a lungo potrò scrivere perchè da ieri, 28 febbraio, shabat, sono costretta, come tutti in Israele, a correre nel bunker sotto casa praticamente ogni 5 minuti. Non si fa in tempo a risalire che si deve scendere un'altra volta. Le case costruite prima degli anni '90 non hanno la camera di sicurezza negli appartamenti, ma solamente in cantine adibite a rifugi.
Dunque, l'ayatollah Khamenei è morto, il malvagio se n'è andato dalle sue 72 vergini, probabilmente durante il primo attacco di Israele. Immediatamente dopo sono intervenuti gli Stati Uniti come prevedeva l'accordo tra Netanyahu e Trump e entrambi si sonno dedicati a colpire il centro della teocrazia di Teheran. Ho letto in un post di Yoram Adri, un pubblicista israeliano, che gli americani sono sbalorditi dalla incredibile capacità della aeronautica militare israeliana, considerata, non a caso, la migliore del mondo. In soli 40 minuti hanno dominato il cielo dell'Iran. 200 aerei che volavano all'unisono e hanno distrutto 500 siti importanti, compreso il quartier generale di Khamenei. Non hanno fatto un solo errore.
La testa del serpente è stata mozzata ma resta ancora il corpo di una teocrazia malvagia da distruggere.
Ieri le strade di Israele erano deserte, era shabat e di solito si sentono i bambini ridere e correre per le strade. Le mie nipotine, come tanti altri bambini ebrei, avevano in programma di andare a festeggiare in maschera Purim. Purtroppo lo scoppio della guerra lo ha impedito. La mia nipotina più piccola, Miriam, di 5 anni, era molto preoccupata per Rachel, la sorella maggiore che attualmente sta a Berlino "Avrà anche lei un bunker dove scappare?"
Non pensate che qui siamo nel panico, tutto è ordinato, la gente va tranquilla nei rifugi che diventano luoghi conviviali nei quali si scambiano notizie e pensieri e alla fine ci si saluta "alla prossima ma speriamo di no". Oggi, domenica, il sole brilla e le strade sono piene di gente che va al lavoro o nei negozi a far compere. Israele è vaccinato contro la guerra, purtroppo. La paura c'è, lo stress anche ma tutti sanno gestirli molto bene. Purtroppo abbiamo avuto delle vittime. A Tel Aviv Una persona è rimasta uccisa per l'impatto con i detriti dei missili distrutti in cielo. A Bet Shemes un missile balistico sfuggito all'Iron Dome è entrato in un rifugio pubblico facendo 9 morti e molti feriti, per lo più bambini. Una tragedia che va a insanguinare, come succede spesso, le festività ebraiche.
In Iran il popolo corre per le strade urlando "Viva Bibi, Viva Trump" e sperano che sia finalmente la fine dell'inferno vissuto per 50 anni. La morte di Khamenei, se Israele e gli USA riusciranno ad armare l'opposizione iraniana, segnerà la fine dell'oppressione, della distruzione della società, delle impiccagioni nelle piazze e darà riposo ai 32.000 morti, quasi tutti giovanissimi, ragazze e ragazzi, che il regime ha ammazzato in soli due o tre giorni durante l'ultima rivolta, circa un mese fa. Nel silenzio vergognoso del mondo intero! Darà un senso a tutte le organizzazioni per la libertà iraniane. Darà consolazione alle famiglie di tutte le giovani morte al grido DONNA, VITA, LIBERTA', mentre si strappavano il velo e venivano bastonate a morte o fucilate dalla Guardia nazionale e dalla Polizia morale. La prima, il simbolo di quell'orrore, è stata Mahsa Amini, uccisa a bastonate per la strada. La tirannia che ha schiacciato l'Iran e minacciato col terrorismo il mondo intero sta per finire e precipitare nella sua stessa vergogna.
Puim è la storia degli ebrei di Persia. Amman, il perfido consigliere/ministro del re Assuero, conosciuto anche come Serse, voleva ammazzare tutti gli ebrei ma Ester, la moglie ebrea di Assuero, con l'aiuto del cugino Mardocheo svelò al re il piano del suo consigliere. Amman fu impiccato sullo stesso patibolo che lui aveva preparato per Mardocheo. Gli ebrei furono liberi. Durante la festa di Purim che ricorda quegli eventi si legge il Libro di Ester e si digiuna come la regina aveva chiesto al suo popolo affinchè il D*o di Israele le concedesse di salvarlo dallo sterminio. A questo punto voglio citare un pensiero scritto da mio figlio Aaron: "La storia di Purim è un inno al coraggio femminile, lo stesso che ha percorso le strade iraniane in questi anni e nell’ultimo periodo in particolare, paradossalmente ignorato dal mondo e dal femminismo attivista, invece molto impegnato sul fronte filo-Hamas. Lo stesso coraggio delle soldatesse israeliane e curde e yazide contro l’Islam estremista e violento istituzionalizzato e incancrenito in Medio Oriente da cinquanta anni"
Quest'anno Purim cade proprio mentre Israele, minacciato di distruzione dal primo giorno in cui Khomeini prese il potere nel 1979, dopo aver cacciato lo Scià di Persia Reza Pahlevi, sta tentando di liberare il coraggioso popolo persiano dall' Amman di turno. La morte di Khamenei, avvenuta proprio durante Purim, a distanza di 2500 anni dalla salvezza del popolo ebraico grazie allacoraggiosa regina Ester, è forse un segno del destino, una coincidenza che ha del magico. In questi giorni Purim diventa il simbolo della fine di un’era in cui un’élite religiosa demoniaca ha potuto imporre, con il pugno di ferro e una crudeltà immensa, una visione del mondo che ha portato sofferenza nel proprio paese, insicurezza in tutta la regione e nel mondo intero. La resistenza di milioni di iraniani alla repressione interna dimostra che la vera battaglia non è tra nazioni, ma tra libertà e tirannia.
Se il Medio Oriente dovesse diventare, come tutti speriamo, un luogo di sicurezza e prosperità, allora la caduta della teocrazia iraniana, non come fine, ma come inizio di un nuovo capitolo per il popolo iraniano, sarebbe un passo inevitabile e benedetto.
Viva la libertà del Popolo persiano. Viva DONNA-VITA-LIBERTA'