Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In Francia, oggi l'estrema sinistra è peggio dell'estrema destra Commento di Ben Cohen
Testata: Informazione Corretta Data: 01 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Ben Cohen Titolo: «In Francia, l'estrema sinistra sostituisce l'estrema destra come paria numero 1»
Chi è il più pericoloso, oggi? L'estremista di destra o quello di sinistra? In Francia, sicuramente, oggi il pericolo viene dall'estrema sinistra. Soprattutto dopo l'omicidio di Quentin Deranque, la sinistra di Mélenchon ha mostrato il suo vero volto. E l'antisemitismo viscerale, mascherato da antisionismo, è rintracciabile in tutti i discorsi di Mélenchon.
Per quanto rapidamente i cambiamenti politici si delineino intorno a noi, alcuni fatti restano gli stessi. Da oltre un secolo, gli ebrei hanno capito che non ci si può fidare dei partiti politici di estrema sinistra e di estrema destra. E ciò che era vero in passato rimane vero anche nel presente. L'estrema destra, tradizionalmente contraddistinta da un'agenda ultranazionalista, razzista e antisemita, è sempre stata un nemico. L'estrema sinistra, che tradizionalmente nega di essere antisemita mentre condanna qualsiasi espressione di solidarietà collettiva verso gli ebrei, soprattutto il sionismo, non è mai stata un'amica.
Durante un viaggio di reportage in Russia e Ucraina, qualche anno fa, ho incontrato diversi ebrei anziani che avevano sperimentato il dominio di entrambi gli estremismi. A Kharkiv, una città che da allora è stata decimata dagli invasori russi, avevo intervistato una donna il cui padre era stato imprigionato dall'NKVD, il precursore del KGB. Mi raccontò di come, a 6 anni, alla fine degli anni '30, lei ogni notte era a letto ad ascoltare il su e giù dell'ascensore del suo palazzo che saliva e scendeva da un piano all'altro, mentre gli agenti dell'NKVD arrestavano i residenti. All'inizio del decennio successivo, lei osservò, tale paura si era trasformata nell'invasione dei tedeschi, che occuparono Kharkiv tra il 1941 e il 1943, uccidendo migliaia di ebrei. Ascoltare le sue storie e quelle di altri ebrei che ho intervistato mi ha fatto comprendere appieno la natura terrificante dell'estremismo politico, quale che fosse la sua camicia, rossa o nera. Mi sono sentito davvero fortunato di essere nato in un'epoca diversa, più tranquilla e più illuminata. Ora, tuttavia, ci ritroviamo di nuovo sospesi tra le tenaglie dell'estrema destra e quelle dell'estrema sinistra, in guardinga attesa che una o entrambe ci colpiscano al collo.
Dopo il pogrom guidato da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, politici ed esperti sia di estrema sinistra che di estrema destra si sono scagliati contro Israele, il sionismo e gli ebrei. Negli Stati Uniti, abbiamo acquisito fin troppa familiarità con i deliri antisemiti del commentatore politico Tucker Carlson da una parte e della deputata Rashida Tlaib (Democratica del Michigan) dall'altra, per citare solo due dei tanti avversari. Con l'avvicinarsi delle elezioni di medio termine di quest'anno e delle elezioni presidenziali del 2028, si prevede che l'ansia collegata si farà ancora più acuta. Il prossimo test avrà luogo in Francia, dove a marzo si terranno le elezioni comunali. Queste elezioni sono sempre più considerate un banco di prova per le elezioni presidenziali del prossimo anno. E come in altre democrazie liberali, in Francia, sia i liberali che i conservatori vengono schiacciati a vantaggio di entrambi gli estremi politici. Per gli ebrei francesi, la più grande comunità ebraica dell'Europa occidentale, la minaccia rappresentata dagli estremismi è sempre stata palpabile. Nell'ultimo mezzo secolo, l'accento della preoccupazione si è concentrato sull'estrema destra, con un cordone sanitario disegnato attorno al Front National (FN) e al suo successore, il Rassemblement National (RN). Ma con l'ascesa dell'antisionismo all'estrema sinistra, quel cordone sanitario si sta ora estendendo a La France Insoumise (LFI), un partito che unisce varie fazioni di sinistra guidato dal veterano politico Jean-Luc Mélenchon . LFI è attualmente oggetto di aspre critiche da parte di tutto lo spettro politico francese, al punto da aver sostituito il RN come principale paria politico del Paese. Questo perché due settimane fa, un giovane attivista di estrema destra, di nome Quentin Deranque, è stato assassinato da un gruppo di estremisti di sinistra mentre forniva sicurezza a un gruppo femminista di destra impegnato in una protesta in un campus universitario nella città di Lione. Tra i presunti assassini di Deranque, che lo hanno picchiato a morte con pugni e calci, figuravano i membri di un gruppo violento, la Giovane Guardia, che forniva sicurezza a Mélenchon ed a LFI prima che venisse espulso l'anno scorso. Uno dei sette imputati, Jacques-Elie Favrot, era stato in precedenza assistente parlamentare del deputato de LFI Raphaël Arnault. Fu Arnault a fondare la Giovane Guardia nel 2018. Un altro giovane assistente di Arnault, Adrian Besseyre, è stato anch'egli accusato di coinvolgimento nell'omicidio di Deranque. Il disgusto per le modalità della morte di Deranque si è diffuso rapidamente in tutta la Francia, a scapito di LFI. “Il partito di Mélenchon è diventato la formazione più condannata in politica e nei media,” scrisse un commentatore conservatore. “Per il RN, è una manna dal cielo, dopo mezzo secolo in cui tale prerogativa gli apparteneva.” Gli ebrei francesi dovrebbero essere cauti riguardo a qualsiasi attenuazione del loro storico rifiuto nei confronti del RN, nato come progetto del neofascista francese Jean Marie Le Pen, che una volta definì la Shoah “un dettaglio minore” della storia della Seconda Guerra Mondiale. Nei quasi due anni e mezzo trascorsi dal 7 ottobre, LFI si è affermata però come la minaccia politica più immediata per la comunità. Se cercate un paragone per LFI, basta pensare al Partito Laburista britannico durante il mandato quinquennale del suo ex leader, il politico di estrema sinistra Jeremy Corbyn.
L'antisemitismo nel Regno Unito è aumentato vertiginosamente sotto il suo mandato, secondo un'indagine del 2020 della Commissione per l'Uguaglianza e i Diritti Umani, che ha ritenuto il partito responsabile di atti illeciti di molestie e discriminazione. Nel corso degli anni è stato anche visto intrattenere rapporti con funzionari di gruppi terroristici palestinesi. La protesta femminista in cui Deranque è stato ucciso aveva come obiettivo un evento a cui aveva partecipato Rima Hassan, una palestinese francese che rappresenta LFI al Parlamento europeo. Hassan aveva descritto il massacro di Hamas nei confronti dello Stato ebraico come un' “azione legittima.” L'anno scorso, era stata arrestata dalle autorità israeliane e rimpatriata dopo aver partecipato alla cosiddetta “flottiglia umanitaria” verso Gaza guidata dall'irrimediabilmente irritante attivista ambientalista svedese Greta Thunberg. Lo stesso Mélenchon ha pronunciato diversi commenti antisemiti nel corso della sua lunga carriera. Nel 2013, accusò l'allora Ministro delle Finanze Pierre Moscovici, ebreo, di non “pensare più in francese, ma nel linguaggio della finanza internazionale.” Si lanciò anche in difesa del suo collega britannico Corbyn, dichiarando che “Corbyn ha dovuto subire senza aiuto la rozza accusa di antisemitismo da parte del rabbino capo d'Inghilterra e delle varie reti di influenza del Likud.” Aggiunse poi che Corbyn, “invece di reagire, ha passato il tempo a scusarsi e a promettere. (…) Da parte mia, non cederò mai.”
Questa settimana, Melenchon si è superato con un discorso che sembrava uscito da un comizio nazista a Norimberga. Rivolgendosi a un raduno di fedeli dell'LFI, ha fatto riferimento al defunto finanziere pedofilo caduto in disgrazia Jeffrey Epstein, prendendo in giro la pronuncia del suo cognome ebraico. “Volevo dire 'Epstein', scusate, suona più russo, 'Epstin', quindi ora direte Epstin invece di Epstein, Franckenstin invece di Frankenstein,” ha sogghignato davanti a un pubblico che ha riso dimostrando apprezzamento. “Quanti decenni sono passati dall'ultima volta che un politico ha fatto ridere la sala snocciolando nomi ebraici, enfatizzandone la pronuncia, con un ghigno d'odio?” ha chiesto incredulo un deputato del Partito Socialista.
Il RN, che è molto solidale con Israele, è attualmente in vetta ai sondaggi d'opinione francesi ed è pronto a vincere le elezioni presidenziali del prossimo anno. Un sondaggio pubblicato la scorsa settimana ha mostrato che oltre due terzi degli elettori francesi voterebbero tatticamente contro LFI se le elezioni giungessero al secondo turno, rispetto al 45% che ha affermato che farebbe lo stesso contro il RN. Sebbene sia altamente improbabile che LFI ottenga la maggioranza assoluta, potrebbe comunque ottenere abbastanza seggi per decidere la composizione di un futuro governo francese. I partiti centristi francesi devono ora applicare a Mélenchon e ai suoi scagnozzi lo stesso principio che hanno applicato al RN: nessuna negoziazione sulla formazione di un governo e nessuna partecipazione congiunta a nessuna coalizione. Permettere a LFI di avvicinarsi alle leve del potere è una garanzia che l'antisionismo continuerà a fare passi da gigante nella politica francese.