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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.02.2026 Tra Iran e Gaza
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Attacco all'Iran, le prime immagini»

Attacco all'Iran, le prime immagini
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/entre-iran-et-gaza-285690.html

 
Michelle Mazel

Si parla molto di guerra in questo momento. Il conflitto scatenato dalla Russia sta entrando nel suo quinto anno e le perdite di Mosca e Kiev sono immense; non si intravede alcuna via d'uscita.

L'Iran e gli Stati Uniti si stanno sfidando in discorsi bellicosi, gettando il Medio Oriente nell'incertezza. Sono ancora in corso le discussioni sulla seconda parte del Piano di Pace per Gaza del Presidente americano, ma Hamas sembra riluttante ad accettare il disarmo. Non c'è fretta. 

I membri fondatori del Consiglio per la Pace, solennemente inaugurato da Donald Trump, che ne è l'autoproclamato Presidente a vita, così come i nuovi arrivati, sono pronti a investire miliardi di dollari nella ricostruzione di Gaza. Indubbiamente, i principali Paesi europei, in particolare la Francia, sono preoccupati, vedendo in questa iniziativa un tentativo di indebolire le prerogative dell'ONU o addirittura di soppiantare in futuro questa venerabile organizzazione. Altri non hanno apprezzato l'invito rivolto a Putin, la cui risposta è ancora in sospeso; Mosca continua a lavorare per definire la sua posizione nei confronti di questa organizzazione, pur ricordando di non aver ancora confermato la volontà di diventarne membro. Sulla carta, il mantenimento dell’ordine sarà garantito da un contingente di ventimila uomini provenienti da Paesi arabi o musulmani, in particolare da Turchia e Qatar.

L'Autorità Nazionale Palestinese è pronta ad assumersi l'amministrazione di Gaza. Insomma, tutto è pronto, o quasi. Restano ancora alcuni problemini da risolvere. L'organizzazione terroristica Hamas sta perfezionando il recupero del controllo sulla popolazione, eliminando o terrorizzando gli oppositori. Continua a dirottare a proprio vantaggio una parte delle ingenti quantità di aiuti umanitari che entrano nella Striscia di Gaza; secondo le autorità militari israeliane, ciò equivale a circa 4.200 camion ogni settimana, ovvero una media di 600 al giorno. I suoi dirigenti, con le casse piene, giocano i tempi supplementari. Sanno bene che i Paesi che hanno investito almeno un miliardo di dollari in questo famoso – questo fumoso? – Consiglio per la Pace sono ansiosi di vedere i frutti di quel denaro. Saranno in prima fila per i lucrosi contratti in preparazione e saranno pronti a compiacere Hamas studiando la possibilità di integrare dei militanti nelle forze dell'ordine. Si sta prendendo in considerazione anche un'altra richiesta: garantire l'impunità ai leader più in vista che temono delle rappresaglie da parte di Israele per la loro partecipazione alle atrocità del 7 ottobre 2023. Nel frattempo, non c'è fretta. Il Medio Oriente – e il mondo! – dipendono dalla decisione del Presidente americano. Lui ha concentrato una gigantesca armata nella regione, ma nessuno sa cosa ne farà. E  Israele direte voi? Ha ottenuto uno strapuntino nel Consiglio per la Pace, senza alcun potere reale. Questo ambizioso progetto non gli piace affatto. Non vorrebbe vedere soldati turchi e qatarioti al suo confine. E tanto meno crede nella buona fede di Hamas.


takinut3@gmail.com

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