Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Quell’uranio al 60% è la prova provata delle bugie iraniane Commento di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 28 febbraio 2026 Pagina: 12 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «Quell’uranio al 60% è la prova provata delle bugie iraniane»
Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 28/02/2026 a pag. 12 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Quell’uranio al 60% è la prova provata delle bugie iraniane"
Fiamma Nirenstein
L'Iran ha continuato a raffinare l'uranio, fino al limite di quello necessario per poter fabbricare armi nucleari. Finora il regime di Teheran ha mentito sul suo programma. Ecco il motivo principale dell'attacco di Usa e Israele partito questa mattina contro obiettivi in Iran.
Nella bella città portuale di Haifa, la gente ieri si è affollata lungo il mare azzurro scrutando l’orizzonte per vedere arrivare la Gerald Ford dalle acque di Creta. Meglio di un calmante, mentre si aprivano nel Paese i rifugi collettivi, i dipendenti dell’ambasciata americana non indispensabili ricevevano l’indicazione di lasciare il Paese sugli ultimi voli civili e Tel Aviv respirava profondamente l'aria marina prima del buio, quando tutto può accadere. Alla tv il portavoce dell’esercito diceva: state tranquilli, noi vegliamo. Intanto, le agenzie battevano, oltre all’incontro urgente di Trump col suo team, l’avviso riservato dell’IAEA, l'agenzia dell’ONU per l'energia atomica.È spuntato ieri dalle carte che conservano i segreti del nucleare iraniano: a Isfahan, uno dei siti nucleari più importanti, sotto terra, nel profondo, sono oggi conservati parecchi dei 450 chili di uranio arricchito al 60 per cento, una percentuale che si spiega soltanto con l’intenzione di costruire bombe e testate atomiche destinate a obiettivi dichiarati, ripetuti, esposti come diabolici corruttori del mondo islamico che gli ayatollah vogliono edificare a spese dell’occidente: gli USA, Israele, l’Europa. È una quantità molto pericolosa di uranio quella nelle mani di un regime che ha costruito invece che acquedotti e scuole missili che possono arrivare a 3500 chilometridi distanza, ipersonici e ultrasonici, e droni per Putin; che ha costruito una catena d’acciaio per occupare il Medio Oriente, nutrita di affari sporchi come il grande commercio di droga, utilizzando sia l’estremismo shiita degli Hezbollah che quello sunnita di Hamas, formando alleanze spurie con tutti i despoti delmondo, e a casa sua schiacciando col suo calcagno omicida dissidenti, donne, gay.
La trattativa, se è ancora in piedi e riprenderà a Vienna come dicono, non va bene: l’Iran non vuole consegnare agli USA il suo pacchetto di uranio, è la sua forza, non l’ha mai fatto anche quando gli sarebbe convenuto, quando aveva promesso e aveva firmato. I suoi cittadini soffrono le sanzioni per la menzogna continua degli ayatollah che invece esportano i loro miliardi a Mosca, in Turchia, in Cina. Adesso la guerra è all’orizzonte. Sembra che l’Iran abbia consumato la sua ultima occasione, chi crede più a trattative che sono finzioni e rifiuti. E dunque, occorre un fronte unito, anche europeo finalmente, per mettere fine allo strangolamento delle dinamiche mondiali, alla smania di conquista che assedia senza tregua il Medio Oriente. Stamani si poteva leggere sul Financial Times un pezzo dell'onorato analista e vicedirettore Janan Ganesh, molto liberal: diceva le guerra non funzionano più, che comunque non ottiene i risultati che ci proponiamo, tanto vale farne a meno. Vorrei vederlo seduto qui stasera, con le mani in mano, mentre medita sull’inutilità di combattere, ad aspettare l’uso dei 450 chili di uranio arricchito e i missili ipersonici iraniani, mentre da il bacio della buonanotte ai suoi bambini. E intanto si viene a sapere anche, come è successo oggi, che l’Iran ha già rifornito di missili Hamas a Gaza, di kalashnikov e esplosivo i palestinesi di Ramallah, e di un miliardo di dollari gli Hezbollah in Libano.
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