venerdi 27 febbraio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Riformista Rassegna Stampa
27.02.2026 L’Ordine dei Giornalisti punisce chi non raccoglie fondi per i palestinesi
Commento di Iuri Maria Prado

Testata: Il Riformista
Data: 27 febbraio 2026
Pagina: 5
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: «L’Odg raccoglie fondi «per i reporter palestinesi» e apre procedimenti contro chi “non si allinea”»

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 27/02/2026, a pagina 5, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "L’Odg raccoglie fondi «per i reporter palestinesi» e apre procedimenti contro chi “non si allinea”"


Iuri Maria Prado

Hamas spokesman Abu Obeida killed in Gaza, Israel says
L’Ordine dei giornalisti finanzia il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi senza che, a oggi, risulti una chiara presa di distanza rispetto ai legami di alcuni presunti giornalisti di Gaza con Hamas o rispetto a contenuti di propaganda legati al 7 ottobre

L’Ordine dei giornalisti, un ente di derivazione fascista che non ha omologhi in nessun paese democratico, raccoglie fondi “per i giornalisti di Gaza e le loro famiglie”. I fondi sono inviati al Sindacato dei Giornalisti Palestinesi (PJS). Il Sindacato Giornalisti Palestinesi non ha mai condannato la documentata presenza, tra i “professionisti” che tutela, di soggetti documentatamente implicati in attività terroristiche o di apologia dei massacri del 7 ottobre.

Si discute di “giornalisti” operativi di Hamas e di altre sigle terroristiche palestinesi, o autori di propaganda terroristica, o carcerieri degli ostaggi israeliani.

Né il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi, né l’Ordine dei giornalisti italiani che lo finanzia, hanno mai pronunciato anche solo una parola di riprovazione a proposito dei “giornalisti” che ringraziavano dio mentre scortavano le belve del Sabato Nero, o pubblicavano sui social messaggi di celebrazione delle uccisioni e dei rapimenti in corso.

Intanto l’Ordine dei giornalisti apre procedimenti disciplinari contro propri iscritti (non solo ebrei, ma perlopiù ebrei) che si permettono di dubitare dell’obiettività dei “giornalisti” di Gaza o dell’affidabilità di personaggi pubblici che ne prendono indiscriminatamente le difese.

Accade che questi procedimenti siano avviati da Consigli di disciplina presieduti da personaggi, come Daniele Mastrogiacomo, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, che sui propri profili social celebrano “colleghi” come Mohammed Salama, embedded durante il pogrom del 7 ottobre ed entusiasta reporter dei festeggiamenti in occasione della consegna in due bare nere di Ariel e Kfir Bibas, rapiti e strangolati da Hamas.

Nel frattempo l’Ordine dei giornalisti rimane inerte davanti al comportamento di colleghi che quotidianamente diffondono notizie false sulla guerra di Gaza, contro documentazioni inoppugnabili negano le violenze di genere avvenute il 7 ottobre e negano che siano stati bruciati i bambini israeliani, pubblicano reiteratamente video contraffatti, diffondono sistematicamente statistiche non verificate e infine propalano o, da direttori responsabili, lasciano che siano propalate, vergognose retoriche di stampo antisemita.

Quando questi casi vengono sottoposti agli Ordini competenti per una valutazione di appropriatezza deontologica, il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, in modo del tutto irrituale e facendo un uso autocratico conventicolare del proprio potere, emette dichiarazioni pubbliche di condanna affermando che si tratta di “intimidazioni”, fatte contro colleghi colpevoli “di avere svolto il proprio dovere” e per “mettere a tacere voci sgradite”. Come se la violazione dei doveri deontologici dei giornalisti potesse essere valutata al di fuori di qualsiasi procedimento, in base alle proclamazioni tribunizie e alle assoluzioni preventive di chi presiede la corporazione.

C’è da stare freschi se è questo sistema a vigilare sulla correttezza dell’informazione giornalistica.

Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante.


redazione@ilriformista.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT