Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Modi e Netanyahu rafforzano la partnership strategica Cronaca di Moked
Testata: Pagine Ebraiche Data: 26 febbraio 2026 Pagina: 1 Autore: Redazione di Moked Titolo: «Modi e Netanyahu rafforzano la partnership strategica»
Su MOKED, il sito internet dell'Ucei (Unione delle Comunità ebraiche italiane), riprenddiamo la cronaca dal titolo "Modi e Netanyahu rafforzano la partnership strategica"
Netanyahu e Modi, si approfondisce la partnership strategica fra Israele e l'India. Alleati contro l'islam estremista
Un abbraccio davanti alle telecamere e il reciproco richiamo a una «amicizia stretta e duratura». Otto anni dopo la sua prima visita ufficiale, il primo ministro indiano Narendra Modi torna in Israele, accolto all’aeroporto Ben-Gurion dal primo ministro Benjamin Netanyahu. «Un’altra visita storica dopo quella del 2017», commenta Netanyahu poco prima di salutarlo sulla pista. Una due giorni di incontri che, secondo i media locali, punta a ridisegnare i rapporti tra Gerusalemme e Nuova Delhi, elevandoli al rango di “relazioni strategiche speciali”: il livello diplomatico più alto previsto da Israele, finora riservato a Stati Uniti e Germania.
I due leader, attesi alla Knesset, firmeranno accordi in campo economico, diplomatico e della sicurezza, con l’obiettivo di rendere strutturale una cooperazione già in crescita. Per la testata israeliana Calcalist la «trasformazione più importante» sarà sul fronte sicurezza: un accordo quadro riservato dovrebbe aprire all’India ambiti finora soggetti a restrizioni, inclusi programmi avanzati di difesa aerea e missilistica.
Secondo fonti governative citate dal giornale, la nuova intesa «aumenta la flessibilità delle strutture di difesa e consente a entrambe le parti di contare l’una sull’altra in caso di necessità». Una formula che riflette anche le lezioni della recente guerra, quando Israele ha dovuto fare i conti con rallentamenti nelle forniture americane. In questo quadro, la partnership con Nuova Delhi diventa uno strumento di supporto strategico.
Ma la visita, spiegano da Gerusalemme, non si limita al capitolo militare. L’ambasciatore israeliano in India, Reuven Azar, ha parlato di un «balzo in avanti» che riguarda anche sicurezza alimentare, agricoltura, acqua, finanza e infrastrutture. Alla vigilia dell’arrivo di Modi, il governo israeliano ha approvato un piano da 40 milioni di dollari per rafforzare la cooperazione in questi settori: dieci nuovi centri di eccellenza in India, programmi congiunti su energie rinnovabili e telemedicina, potenziamento degli scambi accademici. È prevista la creazione di un comitato direttivo bilaterale, guidato dai ministri degli Esteri, che si riunirà ogni due anni per monitorare i progressi.
La visita di Modi, sottolinea su Ynet Itamar Eichner, ha anche un valore geopolitico: è parte della strategia israeliana di costruire una rete di Stati da contrapporre «all’asse dell’Islam estremista», come lo ha definito Netanyahu. Parlando a una conferenza dello Shin Bet, il premier ha evocato «un asse di nazioni che vedano la realtà, le sfide e gli obiettivi allo stesso modo» e l’India è uno dei perni di questo fronte moderato, chiamato a controbilanciare l’influenza turca e dei Fratelli Musulmani sul Medio Oriente.
In questo contesto si colloca anche il Corridoio economico India–Medio Oriente–Europa (IMEC), destinato a collegare l’India agli Emirati Arabi Uniti, all’Arabia Saudita e alla Giordania, fino a Israele e ai porti europei. L’obiettivo, spiega Eichner, è duplice: offrire una direttrice commerciale alternativa in un’area segnata da continua instabilità; e, allo stesso tempo, consolidare il citato blocco di Stati moderati attraverso interessi economici congiunti.
«Se nel 2017 la visita di Modi segnò la normalizzazione politica di un rapporto fino ad allora prudente, il suo ritorno oggi suggella una fase più matura» e dal grande impatto sul futuro della regione, conclude Calcalist.