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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
26.02.2026 L’Iran frena i missili, in attesa dell’accordo
Cronaca di Matteo Legnani

Testata: Libero
Data: 26 febbraio 2026
Pagina: 13
Autore: Matteo Legnani
Titolo: «L’Iran frena i missili, in attesa dell’accordo»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 26/02/2026, a pag. 13, con il titolo "L’Iran frena i missili, in attesa dell’accordo" la cronaca di Matteo Legnani.

L'Iran tenta ancora una volta di guadagnare tempo con il negoziato previsto oggi a Ginevra. Potrebbe essere la sua ultima possibilità di evitare un attacco americano sul suo arsenale.

«Il compromesso ragionevole è che l'Iran non possa avere armi nucleari. Questo a Teheran lo devono comprendere.
Vogliamo la diplomazia ma se dobbiamo usare l’esercito, il presidente ha questo diritto». Così, ieri, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, alla vigilia dei colloqui tra Usa e Iran in agenda oggi a Ginevra con la mediazione dell’Oman.
Il presidente Donald Trump, martedì scorso, era stato chiaro: si tratta dell’ultima chance concessa a Tehran per evitare un conflitto armato. Così, per esercitare quella che il Dipartimento del Tesoro ha definito una strategia «di massima pressione», ieri l’amministrazione Usa ha varato nuove sanzioni che prendono di mira «trenta entità e imbarcazioni che facilitano la vendita illecita di petrolio iraniano, nonché la sua produzione di armi».
Dall’Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha detto di vedere «prospettive promettenti», spiegando di aver ricevuto dall’ayatollah Ali Khamenei «l’indicazione a superare questa estenuante fase di stallo». E, partendo ieri pomeriggio per Ginevra dove guiderà la delegazione di Tehran, anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha espresso «la ferma determinazione a raggiungere un accordo equo nel più breve tempo possibile». Alle dichiarazioni distensive seguono le esplicite minacce del presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf, per il quale «se gli Stati Uniti decideranno di ripetere le esperienze passate e lanceranno un attacco nel bel mezzo dei negoziati, assaporeranno il duro colpo della nazione iraniana». E il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, paragona Israele e Trump al ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels definendo «menzogne» quanto detto dal presidente Usa durante il discorso sullo Stato dell’Unione sul fatto che l’Iran avrebbe già missili in grado di colpire l'Europa.
Tuttavia, proprio Aragchi si è tradito quando, volendo smentire Trump, ha detto che «l’Iran ha intenzionalmente limitato la gittata dei suoi missili a meno di 2.000 chilometri», di fatto ammettendo una gittata potenziale superiore.
Sempre oggi a Ginevra è previsto che gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, vedano il Segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale dell’Ucraina, Rustem Umerov. Oltre ai dettagli di un possibile piano di ricostruzione postbellica per l’Ucraina, nell’incontro si discuteranno i preparativi per un incontro trilaterale con Mosca. Perché s’incontrino i tre presidenti, avverte il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, andrà finalizzato l’accordo.

 

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