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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
25.02.2026 Russia e Cina sostengono il sanguinario regime di Teheran
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 25 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Russia e Cina sostengono il sanguinario regime di Teheran»

Russia e Cina sostengono il sanguinario regime di Teheran
Analisi di Antonio Donno

Antonio Donno
Antonio Donno

Russia e Cina hanno condotto esercitazioni congiunte con l'Iran. Ed entrambe le potenze orientali stanno aiutando la Repubblica islamica a ricostruire il suo arsenale dopo la batosta presa nella Guerra dei 12 Giorni.

Dopo la guerra dei dodici giorni, che ha inflitto danni molto seri al sistema nucleare iraniano, Trump si è impegnato in una serie di trattative con gli ayatollah, che hanno accettato ben volentieri di sedersi al tavolo dei negoziati in una serie di incontri con gli americani. Questi incontri hanno avuto inizio, ma è molto difficile immaginare quando termineranno e quali saranno gli esiti. Per di più, è difficile dire quanto durerà la pazienza di Trump e quali saranno le sue decisioni se le trattative dovessero rivelarsi infruttuose. Il prolungarsi delle trattative sta consentendo a Teheran di riprendersi dalla shock della guerra e di rimettere in sesto il proprio arsenale militare – soprattutto nel campo nucleare – grazie al sostegno di Russia e Cina.

     È questo il punto nodale della situazione: la questione iraniana non coinvolge soltanto Stati Uniti e Iran, ma un quadro politico ben più ampio in seno a una regione immensa nella quale Russia e Cina giocano la loro egemonia politica e strategica nei confronti dell’Occidente. In particolare, è la Russia di Putin a temere che Trump si decida ad attaccare l’Iran. Infatti, da tempo Mosca acquista droni e altre munizioni da Teheran, evitando di incappare nelle sanzioni che le sono state imposte da più parti. Da questo punto di vista, i rapporti tra i due paesi hanno un’importanza vitale soprattutto per Mosca, che ha bisogno di armi per continuare la sua guerra in Ucraina, una guerra che si dimostra sempre più impegnativa dal punto di vista economico, per non dire dal numero di morti russi che ha raggiunto un numero molto elevato.

     Inoltre, il crollo del regime degli ayatollah sarebbe nefasto per Putin, in quanto il petrolio iraniano è una fonte indispensabile per la Russia, sempre a proposito delle necessità legate all’invasione dell’Ucraina e alla conservazione dei territori occupati. Tutto dipende da Trump. Il presidente americano, dopo la guerra dei dodici giorni, ha deciso di intavolare trattative con Teheran, deludendo le aspettative di Israele, che sperava in un rovesciamento del regime di Khamenei e l’avvento di una democrazia, come gran parte del popolo iraniano si augurava. Tuttavia, le stragi dei cittadini volute dal regime iraniano hanno posto fine alla rivolta popolare, come Putin e Xi Jinping desideravano. Il cambio di regime in Iran avrebbe rappresentato una sconfitta per la Russia e la Cina e l’ingresso dell’Occidente in un settore strategico asiatico di fondamentale importanza per i due colossi asiatici. Per di più, la crisi economica russa richiede assolutamente che non avvenga un eventuale cambio di regime in Iran, perché, in questo caso, ciò provocherebbe il crollo del prezzo del petrolio, fonte preziosa per l’economia di Mosca.

     Trump, insieme a Israele, ha dato una severa lezione a Teheran, ma il presidente americano si è sottratto alla possibile disfatta del regime iraniano. Questo ha un significato molto preciso, perché riguarda le relazioni tra Mosca e Washington, che sono state al centro di colloqui tra le due parti. Trump, nella sua seconda presidenza, ha voluto migliorare le relazioni con Putin, il che ha permesso al presidente russo di evitare una posizione di condanna da parte degli Stati Uniti; anzi, Trump ha capovolto le responsabilità, affermando che l’attacco russo all’Ucraina sia stato provocato da provocazioni ucraine. Le affermazioni di Trump sono state rigettate dai paesi europei, che, invece, hanno visto nell’occupazione delle regioni orientali dell’Ucraina da parte di Mosca un tentativo di espandere l’influenza russa nel cuore dell’Europa democratica, a danno della Nato e delle altre alleanze tra i paesi dell’Unione Europea.


takinut3@gmail.com

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