Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Il Foglio Data: 24 febbraio 2026 Pagina: 1/3 Autore: Giulio Meotti Titolo: «L’asse Teheran-Mosca»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 24/02/2026, a pagina 1/3, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "L’asse Teheran-Mosca".
Giulio Meotti
Si consolida l'asse militare Russia-Iran: in vista di un attacco Usa alla Repubblica Islamica, Putin autorizza la vendita di migliaia di missili anti-aerei portatili.
A gennaio è uscita la notizia, riportata da Bloomberg, che l’Iran ha venduto missili alla Russia per tre miliardi di dollari per supportare la guerra contro l’Ucraina, fra cui missili balistici a corto raggio Fath-360 e missili terra-aria. Ora è il Financial Times a rivelare che Teheran ha firmato con Mosca un accordo da cinquecento milioni di dollari per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla.
L’intesa prevede centinaia di Verba, tra i più moderni sistemi russi di difesa aerea, e di 2.500 missili 9M336. Un rafforzamento significativo delle capacità di difesa aerea iraniane in un momento in cui la Repubblica islamica è sotto pressione sul fronte militare e diplomatico. E mentre Stati Uniti e Iran terranno giovedì un secondo round di negoziati a Ginevra, Mosca prova a salvare il suo alleato nella regione. L’Iran aveva acquistato un sistema di difesa aerea russo S-300 nel 2016, ma Israele e gli Stati Uniti lo avevano annichilito con gli strike dal 2024 e del 2025. A gennaio Ali Larijani, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e considerato un successore di Ali Khamenei, il 31 gennaio è volato a Mosca da Putin. E la scorsa settimana i russi si sono uniti agli iraniani per le esercitazioni nello Stretto di Hormuz. Senza contare che la Russia ha segretamente spedito miliardi in contanti all’Iran per sostenere il regime, mentre gli ayatollah garantivano a Mosca un flusso di droni Shahed-136 e missili balistici a corto raggio per la guerra in Ucraina. Una crisi strategica a Teheran (come le cadute di Assad in Siria e di Maduro in Venezuela) non deciderebbe da sola la guerra in Ucraina ma potrebbe alterarne l’equilibrio psicologico. Senza l’Iran, la Russia perderebbe una fonte di droni e munizioni, un canale alternativo per aggirare le sanzioni tecnologiche occidentali e un alleato che condivide l’odio per l’occidente. Un cambio di regime in Iran farebbe poi cadere il prezzo del petrolio, vitale per il sostentamento della Russia.
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