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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
22.02.2026 Rai pro-Pal, figuraccia olimpica
Cronaca di Daniele Priori

Testata: Libero
Data: 22 febbraio 2026
Pagina: 4
Autore: Daniele Priori
Titolo: «Scivolone del cronista Rai: «Evitiamo l’equipaggio della nazionale israeliana» Scoppia il putiferio»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 22/02/2026 a pag. 4, con il titolo "Scivolone del cronista Rai: «Evitiamo l’equipaggio della nazionale israeliana» Scoppia il putiferio" la cronaca di Daniele Priori.

"Evitare la squadra di Israele", il fuorionda che non ti aspetti dalla Rai nella telecronaca delle Olimpiadi invernali.

Ghiaccio bollente sulla pista da bob di Cortina coi giochi olimpici invernali ormai agli sgoccioli. In una Rai già provata da gaffe, polemiche, scioperi e dimissioni, ci mancava solo l’interferenza pro-Pal in salsa antisionista contro il pilota supersionista AJ Edelman, americano-israeliano, a capo della delegazione israeliana agli esordi nelle gare di bob. A farne le spese è l’incolpevole neodirettore ad interim di RaiSport, Marco Lollobrigida, che, praticamente appena insediato, è costretto a intervenire per un caso diplomatico che si è aperto con lo Stato di Israele dopo il fuorionda finito invece fin troppo bene in onda nella mattinata di ieri, proprio in apertura del collegamento con la gara di bob a quattro. Una voce, ancor prima che il telecronista avesse dato il benvenuto ai telespettatori, dice chiaro e netto: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Successivamente si sente anche un «no perché...», obiezione che però rimane in sospeso...
Stavolta, al centro delle polemiche, non c’è più l’ormai ex direttore Paolo Petrecca, bensì quella voce dal sen (di Mamma Rai) fuggita pronta, in maniera fin troppo netta e sollecita, a far trapelare un punto di vista o meglio, in questo caso, inquadrature da fare e non fare, a seconda delle simpatie politiche di chi inquadra (in barba ai piagnistei sinistri su TeleMeloni).
Obiettivo: l’equipaggio matricola israeliano guidato proprio da Edelman, primo ebreo ortodosso a partecipare Olimpiadi invernali, obiettivo raggiunto nel 2018, quando gareggiò nello skeleton. Una soddisfazione che l’ha portato ad allargare il giro e portare la stella di Davide anche tra gli slittini ancor più veloci del bob.
«Il fuorionda andato in onda prima della gara di bob a quattro delle Olimpiadi di Milano-Cortina su Rai 2 contiene un’espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di RaiSport. A nome della direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere». Queste le parole del direttore ad interim della redazione sportiva Rai, Marco Lollobrigida, alle quali si sono ben presto aggiunte quelle del cda Rai e dell’ad Giampaolo Rossi, che ha condannato l’episodio come «un fatto grave, contrario ai principi di imparzialità, rispetto e inclusione che devono caratterizzare il servizio pubblico». A seguire, l’annuncio del fatto che «la Rai ha avviato un’istruttoria interna finalizzata all’apertura di un procedimento disciplinare per accertare con la massima rapidità eventuali responsabilità». Tutto ciò con l’obiettivo di «garantire una narrazione sportiva improntata al rispetto di tutti gli atleti e di tutte le delegazioni, senza alcuna distinzione» perché «lo sport è competizione, ma soprattutto è incontro, dialogo e unità», ha concluso Rossi, sottolineando infine l’impegno del servizio pubblico «contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione». Parole giuste e necessarie, che tuttavia, almeno per la giornata di ieri, non sono bastare a chiudere le polemiche.
Tra i primi a intervenire, dal fronte ebraico, è stato il presidente della comunità milanese, Walker Meghnagi, che aveva definito «una vergogna» il fatto che «un collaboratore della Rai si permetta di dire questo», invocando provvedimenti dalla tv di Stato ma soprattutto dal Cio (Comitato olimpico internazionale).
Commenti sono poi giunti anche da Roma, e precisamente da Federico Mollicone, deputato di Fdi e presidente della commissione Sport della Camera che ha spostato l’analisi in un ambito più politico: «Questo caso dimostra il retropensiero ideologico di alcuni dipendenti dell’azienda riguardo il conflitto in medioriente. Ringrazio l’ad Rossi e il direttore ad interim Lollobrigida per l’immediata risposta. È inaccettabile, soprattutto nell’ambito sportivo, una cosa del genere. Solidarietà agli atleti israeliani e alle comunità ebraiche italiane».
Ancor più dura, a fine giornata, la reazione, affidata ai social dall’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled: «Nello sport non deve esserci spazio per l’incitamento all’odio, la discriminazione su base nazionale, culturale o religiosa, e qualsivoglia retorica offensiva. Unire è l’obiettivo dei Giochi: creare ponti tra nazioni e culture differenti, non divisioni ed esclusioni denigranti». Peled ha sottolineato che «la stessa squadra israeliana di bob, composta da atleti di culture e fedi religiose differenti è una testimonianza del valore dell’inclusività e dell’integrazione» presenti nella delegazione di Gerusalemme.
Evidentemente meno dalle parti “sindacalmente corrette” di Mamma Rai dove le figuracce diventano virali solo se riguardano direttori sgraditi. A proposito, solo per la cronaca, tra le tante voci non risulta alcuna nota di indignazione emessa dal sempre solerte sindacato Usigrai.

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