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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
22.02.2026 Si torna all’accusa di omicidio rituale
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Si torna all’accusa di omicidio rituale»

Si torna all’accusa di omicidio rituale
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/02/retour-a-laccusation-de-crime-rituel-325372.html

 
Michelle Mazel

L'accusa di genocidio rivolta a Israele è di una gravità pari all'antica calunnia del sangue. Come quella, si regge solo sulla menzogna di Hamas, che ha diffuso cifre false e dati fuorvianti per dimostrare l'esistenza di un genocidio che non c'è.

Non si potrà mai ripeterlo abbastanza: è stata l'organizzazione terroristica Hamas ad aver innescato l'attuale conflitto, ed essa è anche la responsabile della sua durata.

Non si tratta solo delle atrocità del 7 ottobre, dei loro abomini filmati in tempo reale e postati sui social media. Né si tratta solo degli ostaggi, condotti nelle sinistre prigioni sotterranee di Gaza. E’ che contemporaneamente Hamas lanciava una raffica di missili su tutto il territorio israeliano. Quando l'esercito israeliano è intervenuto, non si è trattato quindi di “ritorsione”, come sostengono i suoi denigratori. Prima di tutto bisognava fermare l'attacco, garantirsi che Hamas non potesse mai più massacrare gli abitanti delle zone di confine ma, soprattutto, liberare gli ostaggi. Tutte richieste che i leader dell'organizzazione terroristica, rintanati nei loro rifugi sotterranei mentre usavano deliberatamente una popolazione indifesa come scudi umani, si sono rifiutati di prendere in considerazione. Una tattica che si rivelò vincente col passare dei giorni. Le manifestazioni ben orchestrate e preparate da lungo tempo, iniziarono il giorno dopo il 7 ottobre, ovvero prima che le IDF entrassero a Gaza, ed ebbero risonanza in tutto il mondo.

I villaggi e i kibbutz devastati, la sorte degli ostaggi sottoposti ai peggiori abusi, perfino i volti ridenti di due bambini strangolati a mani nude? Insignificanti rispetto alla “sofferenza della popolazione di Gaza” che, tra l'altro, aveva applaudito il massacro del 7 ottobre.

Crisi umanitaria, violazione delle leggi di guerra: nessuna accusa viene risparmiata allo Stato ebraico. Nemmeno l'atto di commettere un genocidio. Eccolo emarginato tra le nazioni, e i suoi soldati e leader sono minacciati di arresto se si avventurano fuori dal Paese. Genocidio…

La questione del numero esatto delle perdite umane a Gaza ha suscitato molte controversie. Dal 7 ottobre 2023, il Ministero della Salute di Gaza ha regolarmente reso noto il bilancio delle morti violente nella Striscia di Gaza. All'inizio di febbraio 2026 era pari a 73.158.

Questo rapporto è stato appena analizzato meticolosamente da The Lancet, una prestigiosa rivista medica settimanale britannica, una delle più antiche e rispettate al mondo. Partendo dal presupposto che “erano necessarie stime indipendenti delle morti violente e non violente... è stato condotto un sondaggio tra le famiglie rappresentative della popolazione di Gaza, nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025. Sono state intervistate 2.000 famiglie distribuite in 200 unità di campionamento primario, documentando lo stato di salute di 9.729 membri delle famiglie al 6 ottobre 2023, compresi i neonati.

Ecco le conclusioni di The Lancet: “Tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025, abbiamo stimato 75.200 morti violente (con un Intervallo di Confidenza del 95% tra 63.600 e 86.800), che rappresentano circa il 3,4% della popolazione pre-conflitto della Striscia di Gaza.”

Nessun genocidio dunque, ma una nuova accusa di crimine rituale…


takinut3@gmail.com

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