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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
22.02.2026 Il Terminator occidentale
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 22 febbraio 2026
Pagina: III
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Il Terminator occidentale»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 22/02/2026, a pagina III, il commento di Giulio Meotti dal titolo: "Il Terminator occidentale".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

Alex Karp, fondatore di Palantir, sta contribuendo alla difesa di Israele come nessun altro. Il suo è un programma di raccolta dati ed è indispensabile per coordinare le azioni militari contro bersagli certi.

Sono passati pochi giorni dall’assassinio di 1.200 israeliani da parte di Hamas e Alex Karp freme per rilasciare una dichiarazione a sostegno di Israele. “Certi tipi di male possono essere combattuti solo con la violenza”, scrive Karp. I suoi collaboratori a Palantir gli suggeriscono di sostituire “violenza” con “forza”: stesso concetto, senza il grand guignol. Karp acconsente alla modifica e il messaggio viene pubblicato su X. Aveva tollerato il dibattito interno sui contratti di Palantir con l’Amministrazione Trump. Ma nella mente di Karp, che è di padre ebreo, non è ammessa ambiguità quando si tratta di Israele e voleva che fosse chiaro. “Se non ti piace allora direi che Palantir non è il posto giusto per te”. Fin da bambino, Karp era stato ossessionato dalla precarietà dell’esistenza ebraica. Per lui, il 7 ottobre è stato un evento sconvolgente. Pochi giorni dopo il messaggio su X, Palantir pubblica una pagina sul New York Times: “Palantir sta con Israele”.

Karp vede la sua creatura, Palantir, come “la più importante azienda di software d’America e quindi del mondo”. Potrebbe avere ragione. Per alcuni, Palantir è anche l’azienda più spaventosa del mondo, paragonata al Grande Fratello di George Orwell e a Skynet di Terminator. In termini di influenza c’è concorrenza da parte di Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e del cofondatore di Palantir, Peter Thiel. Ma Karp è unico per ambizione ed eccentricità. Palantir è al centro di molte questioni urgenti. Solo negli Stati Uniti, la sua analisi dei dati sta alimentando le deportazioni effettuate dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice), il programma di droni senza pilota del Pentagono, la guerra delle Forze di difesa israeliane a Gaza e la difesa ucraina contro la Russia. Nel Regno Unito, Palantir è al centro dei piani del partito laburista per 'modernizzare' le forze armate e il Servizio sanitario: quando Keir Starmer ha visitato Washington a febbraio, la sua prima tappa dopo la Casa Bianca è stata l’ufficio di Palantir.

Una nuova biografia, The Philosopher in the Valley del giornalista Michael Steinberger, rivela uno degli uomini più importanti e meno conosciuti del mondo. A Karp piace mostrare il coraggio fisico: nel maggio 2022, a tre mesi dall’inizio della guerra, Karp va a Kyiv per incontrare Volodymyr Zelensky, mentre Zuckerberg e Musk stavano progettando un incontro da gladiatori. I relitti bruciati dei carri armati russi erano visibili lungo la strada mentre Karp attraversa Kyiv con quattro collaboratori e guardie armate a bordo di una Toyota Land Cruiser. Karp è il primo ceo a visitare il presidente ucraino in guerra.

Karp e Zelensky trascorsero un’ora insieme. Karp era attratto da Zelensky anche perché lo vedeva come l’incarnazione dell’ebreo tosto, uno che non si fa illusioni su come funziona il mondo e che non si tira indietro. La visita a Kyiv è il modo di Karp di sottolineare il sostegno di Palantir all’Ucraina e alla difesa della democrazia liberale. L’occidente era dalla parte dell’Ucraina e Palantir era dalla parte dell’occidente. “Corriamo il rischio di essere spazzati via dalla mappa”, gli disse Zelensky. “Abbiamo bisogno del vostro software per impedirlo”. E Karp rispose: “Lo avrete”. Poche settimane dopo, Palantir iniziò a fornire i software agli ucraini, che li impiegarono sul campo di battaglia, per scegliere i bersagli, per bonificare il paese dalle mine, per raccogliere prove delle violazioni dei diritti umani da parte della Russia e per aiutare a reinsediare i civili sfollati. Intanto Zuckerberg cercava di trasportare l’umanità nel metaverso e Musk era coinvolto nella proposta di acquisizione di Twitter. Il contrasto tra Musk e Zuckerberg lusingava Karp. Secondo Karp, gli Stati Uniti e i suoi alleati sono “superiori” alle altre culture. L’America può “sopravvivere” solo se le aziende tecnologiche, insieme al governo, sviluppano la migliore tecnologia di intelligenza artificiale, “per spaventare a morte i nostri nemici”, dice Karp. Ovviamente lui avrà un ruolo in questo spavento.

In una delle conversazioni con Steinberger, Karp dice che Palantir ha contribuito a sventare diversi attacchi terroristici in Europa che, se avessero avuto successo, avrebbero causato morte e distruzione su una scala tale da portare l’estrema destra al potere. Karp dice che “la civiltà occidentale si è appoggiata sulle nostre spalle, piuttosto piccole, negli ultimi quindici anni”. Ossessionato dal fitness e dallo sci di fondo, famoso per i capelli arruffati e il gesticolare compulsivo, Karp ha ricevuto uno stipendio annuo di 6,8 miliardi di dollari, non è sposato e non ha figli. A fine dicembre, ha pagato la cifra record di 120 milioni di dollari per un ranch fuori Aspen, in Colorado, che per decenni è stato utilizzato come monastero dai benedettini e modellato su un’abbazia cistercense del XII secolo. Una delle molte eccentricità del capo di Palantir.

Figlio di un pediatra ebreo e di una madre artista afroamericana, Karp è cresciuto a Philadelfia in un ambiente erudito e di sinistra. In un’intervista del 2023 ha dichiarato: “Ho sempre pensato che se fosse arrivato il fascismo sarei stato il primo o il secondo al muro”. Karp e Thiel si sono conosciuti alla facoltà di legge di Stanford. Ma, mentre Thiel sarebbe andato a fondare PayPal (con Musk), Karp ha scelto un dottorato di ricerca in teoria sociale a Francoforte, sotto la direzione del famoso Jürgen Habermas. Fu ammesso al corso grazie al suo curriculum accademico e perché Richard Bernstein e Mark Gould, due suoi ex professori, erano vicini ad Habermas. In quanto ebreo, Karp voleva capire anche “come la Germania, un pilastro della civiltà europea, fosse sprofondata nella barbarie”.

Quando Karp era diventato una figura di spicco, la sua tesi, “Aggressività nel mondo della vita: espandere il concetto di aggressività di Parsons attraverso una descrizione della connessione tra gergo, aggressività e cultura”, sarebbe diventata fonte di curiosità tra giornalisti e studiosi. Moira Weigel, professoressa a Harvard, ha pubblicato una critica molto discussa della tesi di Karp, “Palantir Goes to the Frankfurt School”. Una delle amiche di Karp, una regista di nome Hanna Laura Klar, gli chiese di comparire in un documentario che stava realizzando su Richard Plant, lo studioso noto per il suo libro del 1986 The Pink Triangle: The Nazi War Against Homosexuals. Plant era gay e un emigrato ebreo tedesco che si era stabilito a New York alla fine degli anni Trenta. Klar filmò Karp mentre visitava luoghi significativi per Plant, come la City University di New York. Habermas scrisse infine una lettera di raccomandazione per Karp. “Apprezzo Karp non solo come intellettuale, ma anche come persona sensibile e dedita al compito che si è prefissato. Mi colpisce sempre per il suo senso morale, la sua apertura mentale e la sua vitalità”.

A differenza di Thiel, anche lui legato alla Germania – è nato a Francoforte sul Meno e si è ispirato a Leo Strauss e Carl Schmitt – Karp attinge alla visione di Habermas di una sfera pubblica da difendere. Crede che la tecnologia sia razionale e, per Karp, razionale equivale a buono. La missione di Palantir era “difendere l’occidente”. Mentre aziende come Google, Apple, Facebook e Microsoft evitano di collaborare con l’esercito, Palantir ha abbracciato la prospettiva, sostenendo che la Silicon Valley avrebbe dovuto aiutare gli Stati Uniti a mantenere il proprio dominio contro paesi come Cina, Iran e Russia. La guerra presenta dilemmi etici: non vogliamo vedere persone uccise, ma vogliamo impedire ad altri di ucciderci; non vogliamo mandare i figli in trincea, ma vogliamo difenderci. La soluzione è rendere la guerra efficiente. Questo è ciò che fa Palantir, che è l’incarnazione di una teologia secolarizzata del dominio. “Aiutiamo a combattere i terroristi, gli stati nemici e sì, a volte uccidiamo le persone”. Ai suoi esordi, Palantir ha assistito l’esercito americano in Iraq e Afghanistan. Politicamente, Karp è difficile da incasellare. Mentre il conservatore e libertario Thiel è stato uno dei primi sostenitori di Trump nella Silicon Valley, Karp no. “Non ho alcun rispetto per quel tizio, sarebbe difficile inventare qualcuno che trovo meno attraente”, disse Karp di Trump. Ha votato per Hillary Clinton e Kamala Harris. Ora Karp si descrive come “un indipendente che ammira ciò che Trump ha fatto su molti fronti”. Soprattutto sulla cultura woke, Israele e la Cina. Alludendo a Pechino, Karp dice che la scelta è netta: “Volete che l’ordine mondiale sia plasmato da persone che non hanno un impegno per i diritti umani? E’ una visione del mondo alternativa, ma non include la libertà di parola, non include lo stato di diritto, non include la protezione delle minoranze, non include una magistratura indipendente, non include un senso di libertà radicale. Se credete che dovremmo accontentare Iran, Russia e Cina dicendo che saremo sempre più gentili, ovviamente guarderete Palantir in modo negativo. Alcuni di questi posti vogliono che facciate lo show delle scuse per ciò in cui credete, ma noi non ci scusiamo per ciò in cui crediamo. Non mi scuserò per aver difeso il governo degli Stati Uniti al confine. Non mi scuserò per aver dato il nostro prodotto all’Ucraina, a Israele o a molti altri posti”.

“Stiamo rendendo le istituzioni occidentali forti e, in alcuni casi, dominanti”. Per Karp l’occidente, scrive Steinberger, “è un insieme di paesi legati da una comune eredità giudaico-cristiana e, in varia misura, da un attaccamento alla libera impresa. Credo che sia più o meno a questo punto. E questo può condurti su sentieri piuttosto oscuri”. Crede che l’occidente si autoflagelli troppo per la propria superiorità e che “tutto ciò che hai imparato a scuola o all’università su come funziona il mondo è intellettualmente scorretto”.

“Perché sono l’unico a difendere gli ebrei?”, chiese Karp dopo il 7 ottobre. Era irritato dal silenzio di altri dirigenti d’azienda ebrei. Di fronte a un massacro che, pro capite, aveva causato l’equivalente di cinquantamila americani uccisi, Karp era l’unico dirigente ebreo di una società quotata in borsa a difendere Israele. Ha attribuito il silenzio alla codardia. “La mia opinione è che non vogliono essere sgridati e impopolari”, disse Karp. Ipotizza che alcuni di loro non vogliono rischiare di scontrarsi “con i loro amici progressisti. E i loro amici progressisti non amano Israele. E una percentuale più alta di quanto chiunque voglia ammettere non ama gli ebrei”.

Palantir oggi sta aiutando Israele in altri modi. Il suo software è utilizzato dall’esercito israeliano in raid a Gaza in cui sono stati liberati ostaggi e ha contribuito a facilitare la consegna di detenuti rilasciati da Hamas. Oltre all’estrazione di ostaggi, la tecnologia è impiegata dagli israeliani durante le operazioni in Libano che hanno decimato i vertici di Hezbollah, come nell’operazione in cui centinaia di uomini di Hezbollah sono rimasti feriti e uccisi quando i loro cercapersone e walkie-talkie sono esplosi. Palantir ha anche contribuito a respingere attacchi missilistici iraniani su larga scala contro Israele nell’ottobre 2024 e nel giugno 2025.

E Karp è convinto che quei valori non siano sotto attacco solo in medio oriente, ma anche nei campus universitari. Nel maggio 2024, intervenne a una conferenza a Washington. Fu raggiunto sul palco da Eric Schmidt, dal generale Mark Milley, ex capo di stato maggiore, e da David Cohen, vicedirettore della Cia. Andrew Sorkin della Cnbc moderò la conversazione e Karp dedicò gran parte del tempo a inveire contro gli studenti che protestavano per Gaza. Disse che erano schiavi di una “ideologia cancerogena e corrosiva” che rifiutava il pensiero occidentale e che se le loro idee non fossero state sfidate e sconfitte, l’occidente si sarebbe disarmato. “Se perdiamo il dibattito intellettuale, non saremo mai in grado di schierare alcun esercito in occidente”, ha detto Karp.

Nella sua lettera trimestrale agli azionisti, Karp ha fatto riferimento alla convinzione del politologo Samuel Huntington secondo cui “l’ascesa dell’occidente non è stata resa possibile dalla superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione, ma piuttosto dalla sua superiorità nell’uso della violenza organizzata”. Karp ha poi scritto: “Siamo ancora nelle fasi iniziali, all’inizio del primo atto, di una rivoluzione che si svolgerà nel corso di anni e decenni”. E ovviamente lui vuole avere un ruolo di primo piano nell’evitare il collasso. Anche a costo di salvare l’occidente realizzando il Panopticon.


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