Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Usa pronti a colpire Teheran, Iran pronto a colpire Israele Cronaca di Carlo Nicolato
Testata: Libero Data: 21 febbraio 2026 Pagina: 14 Autore: Carlo Nicolato Titolo: «Usa pronti a colpire Teheran, Iran pronto a colpire Israele»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 21/02/2026, pag. 14, con il titolo "Usa pronti a colpire Teheran, Iran pronto a colpire Israele", la cronaca di Carlo Nicolato.
Carlo Nicolato
In caso di raid americano sull'Iran, il regime islamico lancerà inevitabilmente la rappresaglia su Israele.
Mentre la USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, è entrata nel Mar Mediterraneo per raggiungere, tra qualche giorno, la cugina più piccola USS Abraham Lincoln e le altre navi da guerra schierate dagli Stati Uniti al largo dell’Oman, il presidente Trump ha confermato di star considerando un attacco limitato contro l’Iran sulla falsariga di quello del giugno scorso. L’attacco, secondo il Wall Street Journal, avrebbe come obiettivi i siti nucleari ma anche quelli militari e sarebbe finalizzato a spingere il regime ad accettare un accordo. Nel caso Teheran respingesse ancora la “proposta”, come è lecito pensare vista la natura del regime e i precendenti, i raid potrebbero estendersi includendo obiettivi politici, palazzi governativi e singoli individui, con il possibile scopo di destituire il potere costituito. Secondo alcuni funzionari americani «la guerra dei 12 giorni e gli attacchi israeliani contro obiettivi individuali hanno dimostrato davvero l'utilità di questo approccio», anche se non è chiaro se a destituire il regime sarebbe una rivoluzione interna o una sorte di attacco militare di terra, o entrambe le cose. Il nome di Khamenei stavolta non è stato citato, ma lo scorso anno Trump sottolineò più volte che gli Usa sono a conoscenza dei suoi nascondigli.
Da parte sua anche l’Iran si prepara alla guerra, lo dimostrano le immagini satellitari degli ultimi giorni che mostrano come i militari iraniani stiano rafforzando le difese dei siti nucleari e approntando a loro volta un contrattacco che avrebbe principalmente come obiettivo Israele. Un’eventualità che ha fatto scattare la massima allerta dell’Idf, mentre Benjamin Netanyahu ha avvisato che nel caso l’Iran «riceverà una risposta che non può nemmeno immaginare». Le tensioni, ha rivelato Bloomberg, hanno fatto schizzare alle stelle il prezzo dei terminali Starlink nel mercato nero iraniano, si parla di 4mila dollari a kit rigorosamente di contrabbando in quanto vietati dal regime. Gli iraniani temono infatti che una guerra, sempre più probabile, possa innescare un altro blocco di Internet a livello nazionale.
Tutto dipende dunque dai negoziati in corso tra Oman e Ginevra, che secondo i governanti iraniani non stanno andando poi così male. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha fatto sapere ieri che il suo governo sta preparando una controproposta da presentare agli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner nei prossimi giorni e ha affermato di credere che un accordo diplomatico sia a portata di mano e potrebbe essere raggiunto «in un lasso di tempo molto breve». Il ministro ha anche chiarito che allo stato attuale la parte statunitense non ha preteso l’arricchimento zero, cosa fermamente richiesta da Israele ma che l’Iran ha sempre rifiutato a priori, e «ciò di cui si stà discutendo ora è come garantire che il programma nucleare iraniano, compreso l’arricchimento, sia pacifico e rimanga pacifico per sempre».
STAMPELLA RUSSA
Araqchi ha quindi sottolineato come l’attacco dello scorso anno abbia dimostrato che i bombardamenti non hanno nessuna possibilità di eliminare il programma nucleare iraniano: «C’è stato un enorme attacco alle nostre strutture, hanno assassinato i nostri scienziati, ma non sono riusciti a distruggere il nostro programma nucleare. Perché? Perché è stato sviluppato da noi stessi, dai nostri scienziati.
Questa è una tecnologia sviluppata da noi. Ci appartiene e non può essere distrutta dai bombardamenti, militarmente». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov dal quale Araqchi ha ricevuto ieri un incoraggiamento telefonico a continuare sulla stessa strada dei negoziati.
La tattica iraniana, come d’altronde anche quella di Trump, è quella di alternare minacce a opzioni distensive che tuttavia la storia ha dimostrato che non sempre sono state onorate. Ieri ha parlato anche l’ex capo dei Pasdaran Amir Hayatmoghadam, ora in pensione, che ha sottolineato come le forze armate iraniane abbiano «la piena capacità di affrontare qualsiasi minaccia militare statunitense», inclusa la possibilità di affondare una portaerei americana, di colpire basi Usa nella regione in caso di escalation e perfino centrare “il palazzo di Trump” con un missile.
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