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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
21.02.2026 Pechino sta aiutando Teheran
Analisi di Giulia Pompili

Testata: Il Foglio
Data: 21 febbraio 2026
Pagina: 1/XVI
Autore: Giulia Pompili
Titolo: «Al servizio dell’Iran»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 20/02/2026, a pag. 1/XVI, con il titolo "Al servizio dell’Iran" l'analisi di Giulia Pompili.

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Giulia Pompili

Navi cinesi si esercitano con quelle iraniane, una delle forme di sostegno date da Pechino alla Repubblica Islamica, contro gli Usa e Israele. Il grosso del lavoro cinese consiste nel fornire più dati di intelligence possibili all'Iran.

Mentre l’America ha quasi completato il suo gigantesco assetto in medio oriente per una potenziale operazione su larga scala contro l’Iran, secondo diversi media la Casa Bianca sta valutando anche l’ipotesi di un primo attacco limitato come leva negoziale, da condurre già nel fine settimana. Ieri il presidente americano Donald Trump ha dato una nuova scadenza di 10-15 giorni al regime iraniano per un accordo (ha anche detto che il regime avrebbe ammazzato 32 mila manifestanti). La data corrisponde all’inizio del consiglio dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che si riunisce il 2marzoanche per valutare nuove risoluzioni contro l’Iran. Russia e Cina stanno lavorando sul piano della diplomazia per sostenere Teheran, ma non solo.

Mentre i tre paesi conducevano esercitazioni navali congiunte nello stretto di Hormuz, due giorni fa gli ambasciatori di Iran, Russia e Cina presso le organizzazioni internazionali di Vienna hanno incontrato il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi. Mosca e Pechino stanno cercando una via negoziale di protezione dell’Iran che però non le esponga più di tanto a una eventuale guerra, anche le esercitazioni navali sono state più evidenti e pubblicizzate, ma comunque già programmate da tempo. La Cina però, come sempre in modo ambiguo e sottotraccia, segue la sua agenda politica che riguarda soprattutto la guerra non dichiarata ma sistemica con l’America. E lo fa mettendo a disposizione la sua tecnologia con l’obiettivo di documentare e rendere verificabile il dispiegamento, trasformandolo in un fatto pubblico e monitorabile.

Qualche giorno fa il maggiore Claire Randolph, ufficiale dell’Aeronautica americana che ha partecipato alle precedenti operazioni contro l’Iran, e responsabile del dipartimento Weapons and Tactics (cioè chi si occupa della pianificazione e dell’impiego tattico delle armi), durante una conferenza al Mitchell Institute in Virginia ha sollevato alcune preoccupazioni sul fenomeno degli analisti open source da social network, cioè quelli che tracciano e ricostruiscono in tempo reale gli spostamenti degli aerei militari americani: “Se analisti americani facessero alcune di queste cose, le tratteremmo come secret o anche top secret, e invece queste informazioni circolano liberamente su internet”. Le dichiarazioni di Randolph hanno sorpreso un po’ tutti – del resto questa è l’Amministrazione della trasparenza a tutti i costi, tanto che i suoi funzionari discutono di operazioni militari in chat di gruppo su Signal – perché gli appassionati di Osint militare in America sono moltissimi, solo che forse lei non si riferiva proprio a loro.

Mizar Vision è una compagnia commerciale di analisi satellitare con base a Hangzhou. Fondata nel 2021, ha un sito internet scarno, le informazioni sull’azienda online sono poche anche in mandarino, e ufficialmente si occupa di integrare immagini satellitari e intelligenza artificiale per monitorare aree di interesse e asset strategici quasi in tempo reale. Solo che Mizar sembra lavorare soprattutto pubblicamente sui social: da giorni gran parte delle ricostruzioni giornalistiche su navi e aerei che gli Stati Uniti stavano spostando in medio oriente sono state possibili anche grazie alle immagini analizzate e pubblicate da Mizar. E’ interessante anzitutto perché, per esempio, durante la guerra fra India e Pakistan, Mizar aveva un’agenda molto vicina a quella della leadership di Pechino, ovvero dimostrare la scarsa capacità di attacco e di difesa dell’India – anche ricorrendo a dei trucchetti, tipo modificare o retrodatare alcune immagini, come dimostrato da alcune controanalisi online. Le aziende private in Cina non sono mai del tutto private, ovvero non rispondono mai a logiche esclusivamente di mercato, soprattutto se fanno attività così strategiche. Nel caso dell’Iran, è possibile che Mizar stia cercando di esporre pubblicamente gli asset americani anche per facilitare un’organizzazione di difesa da parte di Teheran. Ci sono dei precedenti: nel novembre del 2022 la società cinese Beijing Yunze Technology Co. Ltd ha venduto due satelliti ad alta risoluzione a una compagnia collegata al gruppo Wagner, allora guidato da Yevgeny Prigozhin. Due mesi dopo Washington ha sanzionato la società cinese Spacety China (Changsha Tianyi Space Science and Technology Research Institute), accusata di aver fornito immagini radar a sostegno delle operazioni di combattimento della Wagner in Ucraina, tramite l’intermediazione della russa Terra Tech. Più di recente, a ottobre dello scorso anno, l’intelligence di Kyiv ha accusato Pechino di aver fornito a Mosca intelligence satellitare durante un massiccio attacco russo con missili e droni, segnalando il passaggio di almeno tre satelliti da ricognizione cinesi sopra l’Ucraina occidentale nelle ore dell’offensiva.

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