Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Gli stessi numeri di Hamas smontano la Grande Menzogna del 'genocidio' Analisi di Seth Mandel
Testata: israele.net Data: 21 febbraio 2026 Pagina: 1 Autore: Seth Mandel Titolo: «Quando gli stessi numeri di Hamas smontano la Grande Menzogna del 'genocidio'. Coloro che l’hanno condivisa con sospetto entusiasmo sono stati indotti in errore, ma non è un errore in buona fede»
Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione dell'articolo di Commentary, a firma di Seth Mandel, dal titolo "Quando gli stessi numeri di Hamas smontano la Grande Menzogna del 'genocidio'. Coloro che l’hanno condivisa con sospetto entusiasmo sono stati indotti in errore, ma non è un errore in buona fede”.
Seth MandelDistribuzione proporzionale delle vittime a Gaza per età e genere rispetto alla popolazione totale, 7 ottobre 2023-10 novembre 2025
Hamas ha completato la sua ultima revisione (la 13esima) dei dati sulle vittime della guerra a Gaza, e questo spiega chiaramente come mai vi sono critici di Israele in difficoltà, da quando il conflitto è cessato.
La lista contiene informazioni sufficienti per elencare 68.800 morti.
Hamas ha perso almeno 25.000 combattenti, il che lascia da spiegare circa 44.000 morti in guerra.
Inclusi fra questi 44.000 vi sono circa 10.000 decessi naturali.
I restanti 34.000 includerebbero sia i non-combattenti uccisi da Israele, sia quelli uccisi da Hamas e gruppi armati associati tramite esecuzioni, razzi fuori bersaglio, combattimenti per il controllo del territorio e simili.
Il risultato è che, anche attenendosi ai numeri di Hamas, il rapporto fra morti civili e morti combattenti attribuibili a Israele è vicino a 1:1, un dato senza precedenti in nessun contesto di guerra urbana, per non parlare del fatto che gran parte del territorio è stato usato da Hamas come scudo umano (basti ricordare che non un solo civile palestinese ha potuto trovare rifugio nelle centinaia di km di tunnel usati dai terroristi sotto strutture “protette” ndr).
Considerando che Hamas ha scatenato la guerra, si è rifiutata di arrendersi e ha sistematicamente fatto fuoco contro Israele da strutture e abitazioni civili, il drammatico bilancio di vite perdute fra gli abitanti di Gaza è da imputare interamente a Hamas.
A questo punto, sembra piuttosto sciocco anche solo prendere in considerazione l’accusa di “genocidio”. Abbiamo qui, invece, un’ulteriore opportunità per sottolineare come Hamas abbia spronato i suoi paladini a insistere su questo elemento, per poi tirarglielo via direttamente da sotto i piedi.
Molti hanno accusato Israele di genocidio in malafede fin dall’inizio della guerra, e quindi sono immuni dai fatti.
Tuttavia, sono certo che vi sono parecchie persone perbene che sono cadute nella trappola del “genocidio” perché si sono accodate a un trend in nome dei “diritti umani”.
Non invidio la mortificazione cui vanno ora incontro. D’altra parte, non trovo nemmeno che queste persone ispirino particolare simpatia. Dovrebbero sentirsi in colpa per ciò che hanno detto e fatto, e mi auguro che sia così.
Il motivo per cui le persone erano disposte a crederci è duplice.
Innanzitutto, si tratta dell’esempio per eccellenza di Grande Menzogna. Hitler riteneva che l’enormità di una menzogna non solo le conferisce credibilità, ma funziona anche da richiamo emotivo, anziché razionale.
Nel momento in cui vediamo aziende israeliane inondare Gaza di dolci e bevande per il Ramadan, non possiamo aderire a nessuna interpretazione consapevole e razionale se non quella che Israele ha vinto una guerra difensiva tutelando i civili in una misura mai vista prima.
Ma coloro che plasmano le proprie convinzioni affidandosi ad appelli inconsci alle emozioni? Chissà quali contraddizioni riusciranno a sostenere.
L’altra ragione è – ebbene sì – l’antisemitismo.
La propensione del pubblico a credere sempre al peggio circa gli ebrei non è una novità, e non è un caso.
Coloro che hanno condiviso con entusiasmo la Grande Menzogna del “genocidio” non hanno commesso un errore in buona fede. Un errore forse sì, ma non in buona fede.
Per coloro che vogliono tutelarsi con dei paletti per la prossima volta che i terroristi e i fan di Hamas cercheranno di incastrarli in una enorme bufala, il dettaglio più importante del nuovo rapporto è il grafico demografico.
La quota di decessi di donne risulta in larga misura coerente con la loro quota nella popolazione totale.
Invece, gli uomini in età militare rappresentano una quota di vittime molto maggiore rispetto alla loro quota nella popolazione.
Ciò significa che un altro elemento fondamentale della narrazione anti-israeliana si rivela un evidente nonsenso: il martellante mantra degli anti-israeliani sull’uccisione (“indiscriminata” o addirittura “deliberata”) di “donne e bambini”, ovvero il cliché antisemita degli ebrei come “assassini di bambini”. (…)
È una menzogna, ma è una menzogna detta in malafede.
Ancora una volta, gli stessi numeri di Hamas smentiscono le bugie a cui gli antisionisti occidentali restano aggrappati per un malriposto senso di fiera superiorità. In realtà, di rado si incontrano persone che avrebbero meno motivo di sentirsi orgogliosamente superiori.