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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.02.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 febbraio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Orgoglio Occidentale: Un Grido di Battaglia contro il Caos Globale»

Lettera: Orgoglio Occidentale: Un Grido di Battaglia contro il Caos Globale

Cara Deborah Fait,

ti scrivo perché, nel frastuono di un dibattito pubblico spesso sterile e rassegnato, le parole pronunciate recentemente dall’eurodeputata Isabella Tovaglieri — "Viva l’Occidente, viva la libertà, viva la democrazia" — hanno squarciato il velo di un’ipocrisia collettiva che dura da troppo tempo. In un’epoca di eufemismi paralizzanti e di "politicamente corretto" usato come clava contro la nostra stessa identità, questo triplice esclamativo non è solo uno slogan: è un elettroshock necessario a un Occidente che sembrava scivolato in un coma profondo.

Per anni abbiamo assistito a un assopimento colpevole. Cullata da decenni di benessere e da una pace che credevamo un diritto di nascita anziché una conquista da difendere, l’Europa si è smarrita in un relativismo culturale nichilista. Abbiamo iniziato a scusarci per la nostra storia, a decostruire i nostri simboli e a considerare i nostri valori come "opzioni" tra le tante, anziché come il culmine di millenni di evoluzione civile. Mentre noi ci flagellavamo, fuori dai nostri confini le autocrazie, i teocrati e i nemici del pensiero libero affilavano le armi, interpretando la nostra tolleranza come pura e semplice debolezza.

Israele: Il bastione della nostra coscienza

In questo scenario di caos globale, il richiamo della Tovaglieri trova la sua massima e più urgente espressione proprio nel destino di Israele. Non si può gridare "viva l'Occidente" senza riconoscere che lo Stato ebraico è, nei fatti, l'avamposto fisico, culturale e morale della nostra civiltà. Israele è la prima linea di una trincea invisibile ma ferocissima; è l’unico luogo in Medio Oriente dove la libertà e la democrazia non sono concetti astratti, ma realtà quotidiane difese con il sangue.

Troppo spesso l'Europa, nel suo torpore, ha guardato a Israele con un distacco critico che sfiora il tradimento. Abbiamo dimenticato che la minaccia che grava su Gerusalemme è la stessa che, sotto forme diverse, mira a scardinare le fondamenta di Parigi, Roma o Berlino. Se l'Occidente non riscopre il coraggio di stare al fianco di chi combatte per gli stessi valori — la dignità dell'individuo, il pluralismo, il diritto di esistere — allora quel "viva la libertà" resterà un guscio vuoto.


Un grido di battaglia contro il nichilismo

Il caos attuale richiede una bussola etica. Il grido "viva l'Occidente" deve diventare il nostro nuovo grido di battaglia. Non un richiamo all'odio o all'esclusione, ma una fiera dichiarazione di superiorità morale del sistema democratico rispetto alla barbarie totalitaria.

  • La Libertà: Non è l'assenza di regole, ma la possibilità di dissentire senza finire in un gulag o sotto il torchio di una polizia morale.
  • La Democrazia: È il riconoscimento che il potere appartiene ai cittadini e non a divinità vendicative o a dittatori perpetui.

Dopo anni di timidezza davanti all'espansionismo delle nuove tirannie e di ambiguità nel condannare chi inneggia alla distruzione delle democrazie, è tempo di scegliere da che parte stare. L'Occidente deve smettere di sentirsi in colpa per il proprio successo e tornare a essere il faro che ha ispirato le rivoluzioni liberali in tutto il mondo.

Conclusione

Cara Deborah, tu che da anni racconti con estrema lucidità la solitudine di Israele e la cecità di una certa Europa, sai bene quanto pesi il silenzio degli "onesti". Le parole dell'onorevole Tovaglieri ci ricordano che la libertà è un'eredità che deve essere riconquistata da ogni generazione. Non possiamo permetterci il lusso dell'indifferenza mentre il mondo brucia e le lancette della storia sembrano voler tornare indietro ai secoli bui.

Dobbiamo riappropriarci delle nostre parole d'ordine con fierezza. Solo un Occidente che si ama e si rispetta può essere un alleato credibile per Israele e un argine invalicabile contro il caos. È tempo di svegliarsi: la battaglia per la nostra civiltà è già iniziata e non ammette disertori.

Con stima e profonda solidarietà,

Luca

Caro Luca,

Ti rispondo mentre in Israele siamo all'erta aspettando la guerra annunciata con l'Iran. Israele, gli Stati Uniti e il grande popolo iraniano in rivolta sono gli unici che vogliono far cadere gli ayatollah e liberare il paese dal terrore e dall'orrore. L'Europa sonnecchia, non ho visto una sola manifestazione dopo i quasi 40.000 morti ammazzati per le strade dell'antica Persia e accoglie con tutti gli onori gli assassini in turbante e caffetano. L'Italia, nel 2016, durante la visita del presidente Hassan Rohani, è arrivata a coprirsi di ridicolo "vestendo" le antiche statue dei Musei capitolini per non offendere la sensibilità di chi, nel suo paese, ordinava impiccagioni di dissidenti, di omosessuali e faceva marcire in prigione giornalisti. Questo è l'occidente e temo che il grido "Viva l'Occidente, la democrazia e la Libertà" non riuscirà a svegliarlo e a far capire il pericolo che corriamo.  

Un cordiale shalom

Deborah Fait


takinut3@gmail.com

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