Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Per Gaza pronti 7 miliardi e soldati da 5 paesi Analisi di Daniel Mosseri
Testata: Libero Data: 20 febbraio 2026 Pagina: 7 Autore: Daniel Mosseri Titolo: «Per Gaza pronti 7 miliardi e soldati da cinque Paesi»
Riprendiamo da LIBERO di oggi, 20/02/2026, a pag. 7, con il titolo "Per Gaza pronti 7 miliardi e soldati da 5 paesi" l'analisi di Daniel Mosseri.
Daniel Mosseri
Parte la ricostruzione di Gaza, con un investimento iniziale di 7 miliardi di dollari. Per la stabilizzazione, 5 paesi manderanno le loro forze: Indonesia, Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania.
«Il presidente Trump è orgoglioso di dare il benvenuto ai rappresentanti di oltre 40 nazioni al Donald J. Trump Institute of Peace per un importante annuncio sulle azioni del Consiglio di pace volte a stabilire una pace duratura in Medio Oriente». Con queste parole la portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha ufficializzato l’avvio dei lavori del Board of Peace, architrave del progetto trumpiano perla pace nella regione a partire da Gaza. Trump ha dunque fatto il suo ingresso alla riunione fra gli applausi del suo “cerchio magico”: dal vicepresidente JD Vance al segretario di Stato Marco Rubio, dall’immancabile inviato speciale Steve Witkoff al genero presidenziale Jared Kushner, già architetto degli Accordi Abramo. «Quello che facciamo è molto semplice», ha esordito Trump, «costruiamo la pace», producendosi poi in un lungo peana sui successi della sua amministrazione nel pacificare il mondo: “We are doing a great job!” (Stiamo facendo un ottimo lavoro!). «Abbiamo visto altri Consigli di pace ma sono noccioline rispetto a questo», ha premesso il presidente che ha poi scherzato spiegando che «sono stati Marco (Rubio) e JD (Vance) a dare il mio nome a questo bellissimo edificio costruito per la pace: giuro che non ne sapevo nulla ma quando lo dico non mi crede nessuno!». Costruita l’atmosfera di suo gradimento, il capo della Casa Bianca è passato a ringraziare i capi di Stato e di governo convenuti a Washington per l’occasione, lodando in particolare l’ungherese Viktor Orbàn, «che ha il mio pieno supporto», l’argentino Javier Milei e l’emiro del Qatar, Tamin al-Thani, rappresentato dal suo primo ministro, Mohammed al-Thani: «Siete persone di pace e molto generose, e vi accusano del contrario». Fra le prime decisione annunciate dal presidente c’è la nomina di Kushner a inviato speciale per la pace ma la sua attenzione era tutta per il Medio Oriente «dove per la prima volta c’è pace in 3mila anni» senza dimenticare che presto ci potrà essere pace anche con l’Iran, «lo sapremo fra una decina di giorni», ha affermato indicando nella fine di febbraio la data limite per trovare un accordo con la Repubblica islamica in materia di nucleare. «È semplice: non ci potrà essere la pace in Medio Oriente se l’Iran avrà la bomba atomica». Un avvertimento analogo il presidente lo ha indirizzato a Hamas, «che ha promesso di deporre le armi, sarà meglio che lo facciamo o ci saranno dure conseguenze. Loro dicono che non gli importa di morire ma non è vero: nessuno vuole morire».
Secondo Cnn e Cbs, a Gaza è prevista anche una base militare Usa da 5mila effettivi.
A parlare di Gaza Trump ha parlato solo dopo una lunga introduzione, quindi ha ringraziato Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait per aver impegnato «oltre 7 miliardi di dollari» per la ricostruzione della Striscia. E Indonesia, Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania per aver promesso «militari e polizia» mentre «Egitto e Giordania si sono impegnati a formare le forze di sicurezza palestinesi». In seguito, il comandante americano della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) il generale maggiore Jasper Jeffers, ha precisato che la Isf sarà composta da 20mila soldati con 12mila poliziotti. «L'Isf farà due cose: stabilizzare l'ambiente di sicurezza a Gaza e garantire la governance civile». L’Indonesia, gigante da 285 milioni di abitanti al 90% musulmani, rappresentata a Washington dal presidente Prabowo Subianto, assumerà il ruolo di vicecomandante della Isf per Gaza mentre il Marocco, prima nazione araba della partita, dispiegherà anche ufficiali militari di alto rango nel comando militare congiunto, ha aggiunto Jeffers. «Rimetteremo in sesto Gaza, la renderemo prospera e sicura», ha ripreso un Trump più ottimista che mai, «la renderemo pacifica e faremo cose simili in altri posti». Con un video promozionale proiettato durante la riunione il Board of Peace ha annunciato che Rafah sarà la "prima città" a essere costruita a Gaza, per poi «ampliare lo sviluppo in tutta la Striscia, impiegando centinaia di migliaia di persone nella ricostruzione e nelle attività economiche». I soldi ci sono – il magnate americano Marc Rowan ha promesso 400mila nuove abitazioni; quello che manca al momento è il consenso di Hamas a farsi da parte ma Trump spera nella moral suasion dei membri arabi e islamici del Board of Peace. Neppure l’Iran sembra pronto ad allinearsi ai desiderata presidenziali. Per Teheran il presidente ha preparato due strumenti di pressione a propulsione atomica: la portaerei USS. Gerald R. Ford e la USS Abraham Lincoln, pronte a scatenare un nuovo attacco.
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