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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
18.02.2026 La ‘Barbie Gaza’ della Flotilla indagata per incitazione all'odio
Cronaca di Alessandro Gonzato

Testata: Libero
Data: 18 febbraio 2026
Pagina: 6
Autore: Alessandro Gonzato
Titolo: «La ‘Barbie Gaza’ indagata per istigazione all'odio»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 18/02/2026, a pag. 6, la cronaca  di Alessandro Gonzato intitolata: "La ‘Barbie Gaza’ indagata per istigazione all'odio".


Alessandro Gonzato

L'attivista pro-Pal spagnola Ana Alcalde Callejas, soprannominata "Barbie Gaza", nel viaggio della Flotilla e immediatamente dopo si è distinta per i suoi balletti social. E per i suoi sermoni antisionisti. Ora però si è beccata una denuncia per istigazione all'odio razziale e apologia del terrorismo e la magistratura spagnola la sta indagando.

Ballava, Barbie Gaza. Tremava per la sorte dei palestinesi, «Stop al genocidio!», ma intanto cantava e si dimenava, snodata. Saltellava a Ibiza, prima “sosta tecnica” della Flotilla partita da Barcellona. Poi a Minorca, seconda tappa della lunga vacanza estiva. Sulle barche a vela, dicevano, c’erano gli aiuti umanitari. Il tempo era tiranno. Non il meteo, cielo terso e sole cocente, tanto che la compañera italiana Benedetta Scuderi – eurodeputata della Bonelli&Fratoianni – in prossimità della Striscia ha denunciato il furto della sua crema solare, responsabili i soldati israeliani. Riso e tonno invece hanno continuato a nuotare in cambusa.
Barbie Gaza, 47 anni, si chiama Ana Alcalde Callejas, autoribattezzatasi Hanan dopo aver conosciuto il marito Amin Abdelkaden col quale ha avuto sei figli – marocchino, poliziotto a Ceuta – e la conversione all’Islam nel 2002. La señora dell’Armada Invencible, tra le altre bestialità, ha negato gli stupri del 7 ottobre. Ha spiegato che una ragazza si è sentita brutta perché non è stata nemmeno sfiorata dai terroristi di Hamas. L’indomani della strage islamista dello scorso 14 dicembre a Bondi Beach, Sydney – 15 morti e 40 feriti – ha ipotizzato che la mattanza fosse stata organizzata dal Mossad.

IL PROCEDIMENTO

Ora il tribunale di Granada ha avviato un’indagine preliminare per incitazione all’odio ed esaltazione del terrorismo. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia presentata dall’associazione ebraica Acción y Comunicación sobre Oriente Medio. Nelle carte del magistrato si legge che «non si tratta di opinioni controverse o del legittimo esercizio della libertà di espressione. L’esaltazione del terrorismo e la diffusione dell’odio non sono diritti: sono comportamenti che erodono la convivenza, degradano lo spazio pubblico e mettono a repentaglio i fondamenti dello stato di diritto». Il tribunale ha rinviato il caso alla Procura centrale perché si esprima sulla competenza della vicenda. Il magistrato ha inoltre evidenziato che le dichiarazioni, già gravi, sono state amplificate dalla diffusione sui canali social dell’Alcalde (a oggi 330mila follower solo su Instagram) e sulle televisioni nazionali, «ingrandendo potenzialmente messaggi incompatibili con i princìpi fondamentali di una società democratica».
«Questo passaggio», sottolinea l’associazione che ha presentato la denuncia, «conferma la gravità dei fatti segnalati e la necessità di indagarli con la massima diligenza. Continueremo ad agire con decisione contro qualsiasi tentativo di normalizzare l’estremismo o insabbiare i fatti sulle organizzazioni terroristiche in Spagna.
Chi usa l’odio come piattaforma pubblica deve sapere che non ci sarà impunità. La democrazia non può essere neutrale nei confronti di chi giustifica la violenza. Difendere la libertà richiede anche tracciare chiare linee rosse contro il terrorismo e i suoi apologeti».
Barbie Gaza, come aveva scritto Libero a ottobre riportando fonti di El Mundo, non lavora da oltre due anni: «Non avevo abbastanza tempo per spiegare al mondo la causa palestinese», aveva dichiarato al quotidiano spagnolo. Come ha campato? Affittando la villa.
La resistenza ai coloni si fa anche così. Hanan è la Greta Thunberg di Albacete, solo più grande e d’aspetto diverso. Barbie Gaza è cresciuta nella Gioventù Comunista, si è fatta largo sui social durante la pandemia e poi ha cominciato a diffondere messaggi contro l’occidente. Nel frattempo, sfruttando le decine di migliaia di follower con la kefiah, ha creato un marchio di abbigliamento per surfisti. Poi è diventata una delle responsabili della creazione di contenuti per i social network della Flotilla. Dicevamo della villa. Secondo un’inchiesta del giornale online El Español, la famiglia ha acquistato una casa nel lussuoso complesso residenziale Monte de Los Almendros, a Salobreña (Granada). Secondo il catasto la casa è stata costruita nel 2007 e ha una superficie di 315 metri quadrati (5 camere da letto) su un terreno di 800 con piscina di 8 metri per 4, e una spa per sei persone. La famiglia condivide gran parte della vita su TikTok, e qui i follower sono altri 750mila.

HAMAS

Abbiamo parlato con la collega María Jamardo, responsabile del settore giudiziario di El Debate: «Barbie Gaza o, come alcuni in Spagna la chiamano ora, "Barbie Hamas", è indagata per incitamento all’odio antisemita. Il motivo: aver negato le atrocità commesse dai terroristi il 7 ottobre 2023 in Israele e aver giustificato quanto accaduto, ipotizzando che si trattasse in realtà di una sorta di teoria del complotto israeliana.
L'attivista, se l’indagine portasse al processo, rischierebbe da uno a quattro anni di carcere».
Dai suoi profili social la señora Alcalde dice che vogliono silenziarla, che l’indagine è solo colpa di «un multimilionario sionista che sfrutta tutti i media a sua disposizione». Si scaglia contro con l’associazione che l’ha denunciata.
Attendiamo il prossimo ballo.

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