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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
17.02.2026 L'Italia va al tavolo per Gaza e l'opposizione impazzisce
Cronaca di Michele Zaccardi

Testata: Libero
Data: 17 febbraio 2026
Pagina: 6
Autore: Michele Zaccardi
Titolo: «L'Italia va al tavolo per Gaza e l'opposizione impazzisce»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 17/02/2026, a pag. 6 con il titolo "L'Italia va al tavolo per Gaza e l'opposizione impazzisce", la cronaca di Michele Zaccardi.

L'Italia entra come osservatore nel Board of Peace di Trump per la pace a Gaza. Cortocircuito nella sinistra: opporsi (al Board e quindi anche alla pace a Gaza)? O aderire e accettare un organismo internazionale costituito da Trump?

La conferma è arrivata da Antonio Tajani: l’Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace. La prima riunione del gruppo ideato e presieduto dal presidente Usa Donald Trump che si occupa della ricostruzione di Gaza si terrà il 19 febbraio a Washington. E il nostro Paese, insieme alla Commissione Ue, sarà presente appunto come osservatore. «Lo facciamo perché abbiamo già dato molto per Gaza e continueremo a farlo, siamo tra i Paesi al mondo che ha dato di più», ha detto il ministro degli Esteri, spiegando che «siamo pronti a formare la nuova polizia gazawa e quella palestinese, siamo pronti a incrementare i nostri carabinieri a Rafah». «C’è un interesse diretto la stabilità del Medio Oriente» ha aggiunto il vicepremier «e per la la costruzione di pace». Una veste quella di osservatori scelta ha spiegato Tajani «perché l’articolo 9 dello Statuto del Board è in contrasto con la costituzione». L’articolo 11 permette infatti all’Italia di aderire a organizzazioni internazionali con limitazione di sovranità solo in condizioni di parità. Dunque Giorgia Meloni, giovedì prossimo, dovrebbe recarsi a Washington per la prima riunione dell’organismo inventato da Trump.

SCONTRO

Ma non si tratta solo di uno scontro tra organizzazioni internazionali e aspiranti tali, con Trump che sogna di creare una sorta di nuova Onu a guida Usa. Perché, ha spiegato sempre Tajani, partecipare al tavolo significa anche aprire possibilità per le imprese italiane. «Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board» ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. «E poi è giusto che ci sia perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente», ha aggiunto Tajani, che oggi pomeriggio riferirà in Commissione Esteri e Difesa alla Camera sulla partecipazione italiana all’ente che ha lo scopo di «promuovere la stabilità, ripristinare un governo affidabile e legittimo e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti». Il capo della Farnesina risponde poi anche alle critiche delle opposizioni: «Mi sembrano accuse senza senso. Allora anche la Commissione europea, che sarà presente con la responsabile del Mediterraneo Dubravka Suica, è asservita all’America? E Cipro che ha la presidenza di turno? Non capisco cosa ci sia da strepitare. Comunque non possiamo entrarvi (come membri, ndr) per i noti motivi di incompatibilità costituzionale». Di certo c’è che la partecipazione all’organismo ha scatenato aspre polemiche, con numerosi governi europei che si sono chiamati fuori. Oltre all’Italia parteciperanno, sempre come osservatori, la Grecia, la Romania e Cipro. Tra chi ne prenderà parte come membro ci sono invece il premier israeliano Benjamin Netanyahu, quello ungherese Viktor Orbán e il presidente argentino Javier Milei. Non parteciperà invece il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che osteggia apertamente il piano di Trump. Fonti del governo di Berlino hanno preannunciato all’Ansa che Merz non sarà presente: «Il cancelliere ha continuamente contatti con Meloni» hanno risposto a domanda specifica, «ma indipendentemente da questo è chiaro che non andrà a Washington». Ma è proprio la mancanza di leader europei al tavolo per Gaza a incendiare il dibattito italiano, con l’opposizione che chiede con una mozione al governo di non partecipare, mentre la maggioranza presenta una risoluzione a favore. «Continuare a sostenere con il massimo impegno e determinazione, insieme ai partner europei, arabi ed internazionali, l’applicazione del Piano Complessivo di pace» e «partecipare, a tal fine, in qualità di osservatore alla riunione inaugurale del Board of Peace» di giovedì «e ad ogni futura attività» dell’organismo, si legge nel testo del centrodestra.

RISOLUZIONE

Ma anche l’opposizione affila le armi. Con Pd, Avs, M5S che scrivono una risoluzione unitaria contro l’ingresso in ogni forma dell’Italia nel Board of Peace, mozione che è stata sottoscritta anche da Più Europa e Azione, che pure aveva presentato un suo testo. Parla di «gaffe» e «figuraccia» il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, che si scaglia contro Tajani, che aveva detto che ai lavori del Board avrebbe partecipato pure la Commissione Ue. «Con una nota ha voluto smentirlo, precisando che non sarà presente in qualità di “osservatore” e che in ogni caso non aderirà al Board di Trump. L’ennesima gaffe e figuraccia di un governo preoccupato soltanto di compiacere l’inquilino della Casa Bianca» ha detto Provenzano. Il lavoro di limatura sul documento andrà avanti ancora stamattina, prima delle comunicazioni di Tajani, ma il messaggio principale è chiaro: «La non partecipazione, in termini economici e fattuali, dell’Italia al Board of Peace». Parole di fuoco anche da parte di Giuseppe Conte. «Meloni continua a infangare l’Italia pur di compiacere Washington» ha detto il leader M5S. Mentre la segretaria dem Elly Schlein si chiede «fino a che punto Giorgia Meloni vuole umiliare la tradizione diplomatica di questo Paese per non scontentare Trump» e accusa la premier di «aggirare la Costituzione».

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